Concluso il progetto RAEE

Si è concluso il progetto "Un tesoro elettronico: i RAEE", promosso da Legambiente Reggio Emilia e rivolto alle scuole della provincia. Sabato 26 maggio le due classi vincitrici si sono recate in visita allo stabilimento di recupero RAEE della TredCarpi a Fossoli.

 
VIDEO: Consumo di suolo e infiltrazioni mafiose

 
Chiuso l'inceneritore di Cavazzoli: Legambiente si augura sia un ulteriore passo verso una politica di drastica riduzione e riciclo totale dei rifiuti

Dopo 44 anni di attività sono stati definitivamente spenti i due forni dell'inceneritore di Cavazzoli simboli di un modello di gestione ormai vecchio e inadeguato. La chiusura di questo impianto rappresenta una importante tappa per la nostra provincia verso la minore produzione di rifiuti e la creazione di una filiera del riciclo e del riuso.

Negli ultimi mesi sono arrivati segnali confortanti di una volontà da parte dell'amministrazione ad agire per una gestione corretta dei rifiuti in provincia. Non da ultima ricordiamo la delibera di giunta che approva la legge regionale di iniziativa popolare promossa da Legambiente, WWF ed Ecoistituto di Faenza. La legge si pone infatti l'obiettivo di massimizzare la riduzione dei rifiuti urbani, il riuso dei beni a fine vita ed il loro riciclo, minimizzando lo smaltimento in discarica e l'incenerimento. Tutto questo, estendendo il tributo allo smaltimento e il ristoro ambientale anche agli inceneritori oltre che alle discariche; premiando i comuni virtuosi che, attraverso progetti di riduzione e di riuso e attraverso la raccolta domiciliare e la tariffa puntuale, inviando quantitativi minimi a smaltimento; applicando la tariffa puntuale basta sulla quantità e qualità dei rifiuti prodotta da ciascun utente; sovvenzionando l’impiantistica legata al riuso e al riciclaggio particolarmente carenti nella nostra regione.

Le premesse sembrano buone anche dopo la stesura del Piano provinciale di gestione dei rifiuti che prevede l’avvio del porta a porta per circa 210.000 abitanti e la capillarizzazione del sistema di raccolta a cassonetto per i comuni a sud di Reggio Emilia, e non da ultima la recente notizia che già nel 2011 la provincia di Reggio Emilia ha superato il 60% di raccolta differenziata, con più di 21 comuni che superano il 70%. Sono risultati che rendono sempre più residuale lo smaltimento dei rifiuti in discariche ed inceneritori, obiettivo intrinseco della legge di iniziativa popolare.

 
Mal'aria 2012

TROPPE POLVERI NELL’ARIA CHE RESPIRIAMO – QUESTI I DATI DI MAL’ARIA, LA CAMPAGNA DI RILEVAZIONE FATTA DAI VOLONTARI DI LEGAMBIENTE IN COLLABORAZIONE CON LO STUDIO ALFA CHE PER UNA SETTIMANA A REGGIO HANNO MISURATO LE POLVERI RESPIRABILI – NECESSARIE AZIONI PIU’ INCISIVE PER EVITARE DANNI ALLA SALUTE

“La campagna di monitoraggio della qualità dell’aria – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – quest’anno a Reggio la si è voluta caratterizzare con un monitoraggio in continuo per una settimana delle polveri respirabili, iniziativa sperimentale e forse unica in Italia, realizzata attraverso l’utilizzo di un’unità di campionamento che 6 volontari per 7 giorni hanno sempre avuto con se. Si è voluto in pratica misurare quello che un cittadino respira quotidianamente, mentre lavora, svolge commissioni o semplicemente si muove per la città. L’iniziava è stata possibile grazie alla collaborazione con lo Studio Alfa, che ha messo a disposizione le competenze e la strumentazione per questa campagna e grazie anche ai sei volontari dell’Associazione che si sono prestata per la sperimentazione”.

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Il Riciclo, mercatino del riuso di Legambiente

In considerazione delle nuove norme chi dovrebbero uscire a breva da parte della regione Emilia romagna riguardanti i mercatini del riuso, il nostro primo mercatino Il Riciclo al parcheggio della Polveriera nel 2020 si terrà domenica 17 maggio (previa autorizzazione da parte dell'amministrazione comunale di Reggio Emilia).

Tutti coloro che intendono partecipare al mercatino "Il Riciclo" di Legambiente Reggio Emilia devono REGISTRARSI preventivamente sul sito http://mercatini.legambientereggioemilia.it compilando i dati richiesti. Seguirà da parte di Legambiente la conferma della avvenuta registrazione. La registrazione - e solo questa- da la possibilità d'iscriversi ai mercatini alla data e ora di volta in volta stabiliti durante l'anno.

Comunicati Stampa

“Probabilmente dovremo rassegnarci ancora a conviverci per molti anni con questo fenomeno – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – se anche nell’anno del lockdown (il 2020 appunto) i livelli delle polveri fini hanno fatto registare 61 sforamenti nella centralina di Viale Timavo a Reggio del limite consentito della concentrazione di 50 microgrammi/metro cubo. Come per gli anni precedenti gli unici fattori che riducono e dedidono i livelli di inquinanti nel bacino padano sono il rimescolamento dell’aria dovuto ai venti e la pulizia della stessa per la pioggia. A seconda di questi due fenomeni si alzano e abbassano i livelli delle polveri".

Se leggiamo i dati degli ultimi 10 anni infatti l’unica correlazione possibile resta quella del meteo, mentre sono del tutto ininfluenti le misure di contenimento proposte dagli enti pubblici sia alivello regionale che locale: l’abbiamo visto durante il periodo del confinamento primaverile, dove nonostante il bassissimo livello di traffico veicolare si sono registrati casi di superamento della soglia consentita. Se alcuni inquinanti in questo periodo si erano molto ridotti (come ossidi di azoto e benzene) altri hanno avuto andamenti diversi, come l’ammoniaca, generata soprattutto dall’agricoltura, settore non toccato dal confinamento e le stesse polveri fini, che hanno risentito in negativo del maggior uso del riscaldamento domestico e dell’uso delle biomasse, facendo registare casi di superamento della soglia consentita. L’origine mista delle PM10, derivata da fonti primarie e secondarie, ha risentito infatti negativamente di condizioni di stabilità atmosferica, che generano un ristagno degli inquinanti.

Di questa pochezza delle politiche ambientali sulla qualità dell’aria nel bacino padano se ne è accorta anche la Corte di Giustizia dell’UE che a novembre ha condannato l’Italia poiché i valori limite del Pm10 sono stati superati in maniera "sistematica e continuata" tra il 2008 e il 2017 e non sono stati presi provvedimenti efficaci.

“Piantare alberi come si sta facendo anche a Reggio è certamente utile e importante – conclude Becchi – ma rischia di essere solo una goccia nel mare se non si interviene con politiche sul clima molto più incisive e radicali, utilizzando anche i finanziamenti del Recovery Fund, che rendano il Paese più moderno, sicuro e vivibile, riducendo le emissioni in atmosfera dei settori trasporti, industria, edilizia e agricoltura ed investendo maggiormente sull’efficientamento energetico. Solo in questo modo si potrà avere un bacino padano che possa dare ai suoi cittadini una qualità dell’aria accettabile, senza costringerli a dovere aspettare solo il vento e la pioggia come accaduto in questi ultimi anni”.

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