Operazione “Porte Chiuse” – Indagine su circa 300 attività del centro storico di Reggio sull’uso dell’aria condizionata – Il 58 % non rispetta la chiusura delle porte quando raffresca l’esercizio commerciale

L'ordinanza del Sindaco di Reggio Emilia che dal primo luglio fino a fine settembre obbliga gli esercizi commerciali e i luoghi di ristoro a mantenere la porta chiusa mentre l'aria condizionata è accesa, sebbene sia supportata da valide motivazioni scientifiche e dal buon senso, non sembra sia stata recepita completamente dai commercianti della città.

Su segnalazione di alcuni cittadini Legambiente Reggio Emilia, in collaborazione con le Guardie Ecologiche di Legambiente, ha eseguito uno studio sul campo sugli esercizi commerciali all'interno dell'esagono, per appurare se effettivamente l'ordinanza fosse rispettata.
Sono state coinvolte alcune vie del centro con la concentrazione più alta di esercizi commerciali: da via Emilia S. Pietro a via Emilia S. Stefano, via Farini, corso Garbaldi, via Panciroli, via Ariosto, via S. Carlo, via Broletto, via Franzoni, piazza Fontanesi e piazza S. Prospero.
Complessivamente sono state analizzate quasi 300 attività, divise tra imprese commerciali e luoghi di ristoro, prendendo in considerazione solo quelle che  avevano l'aria condizionata accesa.
I risultati purtroppo hanno evidenziato che di questi quasi il 58%  non stavano rispettando l'ordinanza del sindaco. Sono quasi equivalenti i risultati delle due categorie analizzate: il 55% dei luoghi di ristoro contro quasi il 60% dei negozi tengono le porte aperte con il sistema di climatizzazione acceso.
«I risultati non ci hanno sorpreso – commenta Massimo Becchi, presidente dell'associazione – non è difficile essere “travolti” da una corrente di aria fredda mentre si passeggia lungo il marciapiede proveniente dalle imprese che usano questa tattica di marketing per spingere l'acquirente ad entrare. Non è possibile tuttavia pensare che questa possa essere un comportamento accettabile: non ha alcun senso logico raffreddare i due metri quadri di cemento antistante sprecando energia e preziose risorse».
É risultato eclatante inoltre che le imprese più grandi, che già devono raffreddare una superfice molto ampia, tengono consapevolmente le porte automatiche bloccate, aumentando così la dispersione e i consumi che inevitabilmente incideranno sui cittadini in termini di spesa e di salute. Emerge chiaramente una carenza pressoché totale sui controlli: un’ordinanza senza controlli è infatti, di fatto, carta straccia.


Al di là della sanzione amministrativa prevista ci auguriamo che nasca nel commerciante un senso di responsabilità civica, e chiediamo ai consumatori di evitare i soggetti che non rispettano l'ordinanza, per fare in modo di modificare nel tempo questo comportamento sbagliato. Legambiente si chiede inoltre se l'ordinanza non sia più che altro un fatto dovuto o se davvero il comune ha l'intenzione di spendersi per raggiungere gli obiettivi prefissati dal programma “Reggio Respira”.