Legambiente Reggio Emilia
Un albero per il giardino della tua scuola

Per l’anno scolastico 2016/17, il CEAS Multicentro ha predisposto una proposta formativa di educazione ambientale rivolta alle scuole primarie e secondarie di primo grado, denominata “Un albero per il giardino della tua scuola: Reggio Respira anche grazie a te!”.

I bambini, grazie all'aiuto di educatori i del WWF e Legambiente, parteciperanno a laboratori didattici in cui apprenderanno il valore e l'importanza degli alberi nell'ecosistema urbano e della qualità dell'aria (11 le scuole che hanno aderito ai laboratori con il coinvolgimento di 75 classi).

Nell’ambito di tale della proposta di educazione ambientale, l'Amministrazione Comunale ha voluto offrire alle scuole anche l'opportunità di piantumare uno o più alberi nel proprio cortile o nelle strette vicinanze. Quindi, in prossimità della festa dell'Albero (21 novembre), 15 scuole Primarie collaboreranno alla piantumazione di circa 70 nuovi alberi-arbusti all'interno dei cortili scolastici, impegnandosi a prendersi cura in futuro degli stessi grazie alla collaborazione dei volontari di Legambiente Reggio Emilia e delle Guardie Ecologiche Volontarie.

In particolare saranno coinvolte nelle piantumazioni e cura le seguenti scuole primarie di Reggio E. : “Ca'Bianca”, “Ada Negri”, “Carducci”, “Tricolore” (Fogliano), “IV Novembre” (Gavasseto), “Tassoni” (Canali), “Marco Polo”, “San Giovanni Bosco”, “Don Milani”, “Ariosto”, “Pascoli”, “Ferrari” (Villa Cella) , “Marmirolo”, “Zibordi”, “Balletti”.

 

 
Operazione “Porte Chiuse” – Indagine su circa 300 attività del centro storico di Reggio sull’uso dell’aria condizionata – Il 58 % non rispetta la chiusura delle porte quando raffresca l’esercizio commerciale

L'ordinanza del Sindaco di Reggio Emilia che dal primo luglio fino a fine settembre obbliga gli esercizi commerciali e i luoghi di ristoro a mantenere la porta chiusa mentre l'aria condizionata è accesa, sebbene sia supportata da valide motivazioni scientifiche e dal buon senso, non sembra sia stata recepita completamente dai commercianti della città.

Su segnalazione di alcuni cittadini Legambiente Reggio Emilia, in collaborazione con le Guardie Ecologiche di Legambiente, ha eseguito uno studio sul campo sugli esercizi commerciali all'interno dell'esagono, per appurare se effettivamente l'ordinanza fosse rispettata.
Sono state coinvolte alcune vie del centro con la concentrazione più alta di esercizi commerciali: da via Emilia S. Pietro a via Emilia S. Stefano, via Farini, corso Garbaldi, via Panciroli, via Ariosto, via S. Carlo, via Broletto, via Franzoni, piazza Fontanesi e piazza S. Prospero.
Complessivamente sono state analizzate quasi 300 attività, divise tra imprese commerciali e luoghi di ristoro, prendendo in considerazione solo quelle che  avevano l'aria condizionata accesa.
I risultati purtroppo hanno evidenziato che di questi quasi il 58%  non stavano rispettando l'ordinanza del sindaco. Sono quasi equivalenti i risultati delle due categorie analizzate: il 55% dei luoghi di ristoro contro quasi il 60% dei negozi tengono le porte aperte con il sistema di climatizzazione acceso.
«I risultati non ci hanno sorpreso – commenta Massimo Becchi, presidente dell'associazione – non è difficile essere “travolti” da una corrente di aria fredda mentre si passeggia lungo il marciapiede proveniente dalle imprese che usano questa tattica di marketing per spingere l'acquirente ad entrare. Non è possibile tuttavia pensare che questa possa essere un comportamento accettabile: non ha alcun senso logico raffreddare i due metri quadri di cemento antistante sprecando energia e preziose risorse».
É risultato eclatante inoltre che le imprese più grandi, che già devono raffreddare una superfice molto ampia, tengono consapevolmente le porte automatiche bloccate, aumentando così la dispersione e i consumi che inevitabilmente incideranno sui cittadini in termini di spesa e di salute. Emerge chiaramente una carenza pressoché totale sui controlli: un’ordinanza senza controlli è infatti, di fatto, carta straccia.


Al di là della sanzione amministrativa prevista ci auguriamo che nasca nel commerciante un senso di responsabilità civica, e chiediamo ai consumatori di evitare i soggetti che non rispettano l'ordinanza, per fare in modo di modificare nel tempo questo comportamento sbagliato. Legambiente si chiede inoltre se l'ordinanza non sia più che altro un fatto dovuto o se davvero il comune ha l'intenzione di spendersi per raggiungere gli obiettivi prefissati dal programma “Reggio Respira”.

 

 
A Reggio serve una casa per le associazioni di volontariato, non un bando comunale per costruire nei parchi pubblici

Reggio Emilia, li 20 febbraio 2013

COMUNICATO STAMPA

“Ben venga la protesta dei residenti per la salvaguardia del Parco dell’ex Dogana in via Costituzione – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – per evitare che in quest’area venga edificata una nuova struttura destinata ad attività delle associazioni partigiane, combattentistiche e d’arma, ma la questione va allargata a tutto il bando predisposto dal Comune, che prevede il diritto di superficie per 30 anni su aree pubbliche per la realizzazioni di sedi da destinare ad attività del terzo settore”.

Questo bando, che scadrà il 9 maggio, è aperto a soggetti del terzo settore, che possono sulle quattro linee di intervento, proporre progetti per la realizzazione della propria struttura, con superfici molto variabili. Ovviamente si saprà solo dopo la scadenza del bando se ci sono state proposte.

Oltre all’area verde di via Costituzione questo bando mette in gioco anche l’area verde in via Velmore Davoli, in via G. Mercalli, in via Tolstoj e il parco Nilde Iotti (parco Ottavi). In tutte queste aree vi è la possibilità di edificare strutture con particolari finalità, comunque tutte riconducibili ad attività del terzo settore, gli unici ammessi appunto a questo tipo di bando. Se di primo acchito può apparire un’operazione meritevole, in cui il Comune cede ad una cifra irrisoria (7 € metro quadrato) queste aree ad associazioni di volontariato, dall’altro nasconde il vero problema di questa città, ovvero la mancanza di una politica organica sul terzo settore, ed in particolare sulle sedi ad esso destinate: altre città in Emilia-Romagna si sono dotate di una casa del volontariato, mentre Reggio ha sempre affrontato il problema delle sedi in modo emergenziale e non organico, valutando al momento la disponibilità di immobili, senza una politica di lungo periodo. Questa situazione ha portato molte associazioni a rivolgersi al mercato privato, con costi spesso ingenti o a cercare ospitalità presso altre associazioni.

“E’ molto discutibile – continua Becchi - se non deprecabile, l’uso delle aree a verde pubblico per edificare nuove strutture, in una città in cui il consumo di suolo è stato fino a pochi anni fa uno dei più alti d’Italia. Occorre piuttosto ragionare di un contenitore da recuperare a sede delle associazioni e in questo senso l’area ex polveriera presenta ancora grossi volumi vuoti, ma è necessario un forte investimento pubblico in tal senso, non più rimandabile. Quello che invece si è preferito fare è stato chiedere al volontariato di sobbarcarsi l’onere delle progettazione e costruzione delle proprie sedi, in un momento in cui gli sponsor sono merce rara e la congiuntura economica è delle più sfavorevoli, per poi dopo 30 anni cedere eventualmente queste sedi al Comune. Se pensiamo che la durata dell’accordo fra il Comune e il Consorzio Oscar Romero (che di volontariato non ha nulla) è di 50 anni per l’area ex polveriera su via Terrachini, la disparità di trattamento appare evidente. E’ necessario quindi avviare a Reggio una veloce riflessione sulle politiche per il terzo settore, che porti quanto prima alla ristrutturazione di un immobile per al creazione della casa del volontariato”.

L’ufficio stampa: 348.7419763

 
RECUPERATE BICICLETTE GRAZIE ALLA COLLABORAZIONE FRA IL COMUNE DI REGGIO, LEGAMBIENTE E LA COOPERATIVA IL FIORE

Sono 15 le biciclette che il comune di Reggio Emilia ha deciso di donare alla cooperativa il Fiore e a Legambiente Reggio Emilia. A seguito infatti della rimozione, il 25 novembre scorso, di quasi un centinaio di velocipedi per la sostituzione delle rastrelliere presenti nel lato Ovest di piazzale Marconi, presso la stazione ferroviaria, molte di queste hanno atteso invano presso i magazzini comunali che i proprietari venissero a ritirarle. Sono stati rimossi anche molti “resti” di biciclette: infatti non sfugge a nessuno che spesso si trovano incatenate alle rastrelliere ruote, telai senza ruote e sellino, quasi che le rastrelliere di piazzale Marconi fossero il supermercato dove rifornirsi di pezzi di ricambio.

Quelle che non sono state recuperate sono state donate per la maggior parte alla cooperativa il Fiore, e due a Legambiente Reggio Emilia che verranno utilizzate per gli spostamenti dei volontari verso il centro città.

“Con questa collaborazione - dichiara Massimo Becchi, presidente di Legambiente Reggio Emilia- si è riuscito a valorizzare questi oggetti che potevano diventare un rifiuto e a promuovere la bicicletta come mezzo di trasporto tra i dipendenti comunali”.

Legambiente Reggio Emilia, con la collaborazione della cooperativa Il Fiore, hanno restituito al Comune due biciclette totalmente risistemate per permettere ai dipendenti del Ex-Tribunale di utilizzarle negli spostamenti in città.
 
LEGAMBIENTE IN POLVERIERA "IL RICICLO"

Legambiente RE effettuerà in Polveriera un mercatino del riuso chiamato "IL Riciclo". L'intento è quello di favorire una seconda vita agli oggetti e alle cose delle nostre case. Le date di quest'anno sono le seguenti:

Domenica 8 ottobre 2017 inizio iscrizioni lunedi 2 ottobre 2017 ore 20:00

Domencia 12 novembre 2017 inizio iscrizione lunedi 6 novembre 2017 ore 20:00

Per iscriversi al mercatino mandare una mail a partire dalla data e dall'ora segnalata come inizio iscrizione con la prenotazione indicando nome, cognome, numero di telefono e comune di residenza a:

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Le iscrizioni saranno accettate in ordine cronologico di arrivo a partire rigorosamente dalle ore 20:00:00. Sarà inviata risposta di accettazione, con le indicazioni organizzative, entro 48 ore.

NOVITA! Non si spedirà una mail per la non accettazione. Sarà predisposta una lista d’attesa di 20 espositori. Si prega nel caso di rinuncia di scrivere una mail per la disdetta il prima possibile. Non saranno ammesse prenotazioni telefoniche. Con ogni mail è possibile prenotare una singola piazzola. Ogni persona può effettuare una sola iscrizione.

IMPORTANTE: Sono ammessi al mercatino solo coloro che si presenteranno con una autovettura (per il trasporto di persone). Anche i mezzi di supporto, che poi dovranno uscire, dovranno essere autovetture. Non sarà ammesso nessun altro tipo di veicolo che non sia un'autovettura.

Nel corso dell'anno non si può partecipare più di due volte come espositore.

Prezzo della piazzola euro 15. Pagamento da effettuare in loco direttamente la domenica mattina.

 
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