03-03-2009: Vita difficile per i disabili a Ligonchio - Il turismo in montagna non deve trascurare questi aspetti

Reggio Emilia 3 marzo 2009

VITA DIFFICILE PER I DISABILI A LIGONCHIO - IL TURISMO IN MONTAGNA NON DEVE TRASCURARE QUESTI ASPETTI

Dopo alcune richieste ed altrettante segnalazioni pervenute da diverse Cooperative Sociali che si occupano di persone diversamente abili, Legambiente Reggio Emilia, da sempre sensibile anche a queste tematiche, esprime preoccupazione ed indignazione per la mancata ultimazione dei lavori riguardanti la realizzazione di un ascensore per persone diversamente abili presso la Palestra Comunale di Ligonchio.

"Che l'Italia fosse il Paese dei lavori lasciati a metà - dichiara Massimo Becchi, Presidente della Legambiente Reggio Emilia - già si sapeva. Certo, lo stupore e la rabbia aumentano quando questa negligenza riguarda lavori che dovrebbero, attraverso contributi pubblici, agevolare l'accesso, almeno nelle strutture pubbliche, alle persone diversamente abili. E' qualtomeno strano che un Comune, che dovrebbe puntare sul turismo per il proprio rilancio economico, impieghi ben tre anni per realizzare un'ascensore e fatalmente si "dimentichi", però, di ultimare il prolungamento della balconata che permetterebbe alle carrozzine di poter entrare nella Palestra. Senza quest'ultimo metro quadrato l'opera risulta infatti essere inutilizzabile. Agli occhi delle persone non è altro che l'ennesimo brutto esempio di spreco del denaro pubblico."

"Un problema simile lo abbiamo all'Ostello Comunale della Gioventù di Casalino, sempre a Ligonchio, che Legambiente Reggio Emilia gestisce, con successo e soddisfazione, dal 1 Agosto 2008. Durante questi mesi di attività - racconta Sara Zannoni, responsabile del settore Scuola ed Educazione Ambientale per l'Ostello - è capitato sovente di non riuscire ad ospitare gruppi e Cooperative Sociali che operano nel campo della disabilità. Nonostante gli obblighi introdotti da ormai diversi anni, mirati ad eliminare le barriere architettoniche negli edifici pubblici (Decreto Ministeriale 236/89 e Decreto del Presidente della Repubblica 503/96 "Regolamento recante norme per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici"), anche al nostro Ostello è toccata la stessa sorte della Palestra. Infatti, pur essendo di proprietà Comunale e finanziato con Fondi Europei, ci siamo ritrovati nell'impossibilità di accogliere persone diversamente abili in quanto non esite l'ascensore e non è stata previsto nulla che porti i disabili al primo piano dove è stata progettata e realizzata una stanza ad hoc."

" Per questo motivo - conclude Becchi - chiediamo al Comune di impegnarsi nel completamento dei lavori riguardanti l'ascensore della Palestra, evitando così che i disabili abbiamo difficoltà di accesso, considerato che la stagione turistica primavera-estate 2009 è ormai alle porte e Ligonchio non merita certo di essere ricordato come il Capoluogo dell'insensibilità nei confronti delle persone diversamente abili."

L' ufficio stampa: 348.7419763

 

Il Riciclo, mercatino del riuso di Legambiente

In considerazione delle nuove norme chi dovrebbero uscire a breva da parte della regione Emilia romagna riguardanti i mercatini del riuso, il nostro primo mercatino Il Riciclo al parcheggio della Polveriera nel 2020 si terrà domenica 17 maggio (previa autorizzazione da parte dell'amministrazione comunale di Reggio Emilia).

Tutti coloro che intendono partecipare al mercatino "Il Riciclo" di Legambiente Reggio Emilia devono REGISTRARSI preventivamente sul sito http://mercatini.legambientereggioemilia.it compilando i dati richiesti. Seguirà da parte di Legambiente la conferma della avvenuta registrazione. La registrazione - e solo questa- da la possibilità d'iscriversi ai mercatini alla data e ora di volta in volta stabiliti durante l'anno.

Comunicati Stampa

“Probabilmente dovremo rassegnarci ancora a conviverci per molti anni con questo fenomeno – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – se anche nell’anno del lockdown (il 2020 appunto) i livelli delle polveri fini hanno fatto registare 61 sforamenti nella centralina di Viale Timavo a Reggio del limite consentito della concentrazione di 50 microgrammi/metro cubo. Come per gli anni precedenti gli unici fattori che riducono e dedidono i livelli di inquinanti nel bacino padano sono il rimescolamento dell’aria dovuto ai venti e la pulizia della stessa per la pioggia. A seconda di questi due fenomeni si alzano e abbassano i livelli delle polveri".

Se leggiamo i dati degli ultimi 10 anni infatti l’unica correlazione possibile resta quella del meteo, mentre sono del tutto ininfluenti le misure di contenimento proposte dagli enti pubblici sia alivello regionale che locale: l’abbiamo visto durante il periodo del confinamento primaverile, dove nonostante il bassissimo livello di traffico veicolare si sono registrati casi di superamento della soglia consentita. Se alcuni inquinanti in questo periodo si erano molto ridotti (come ossidi di azoto e benzene) altri hanno avuto andamenti diversi, come l’ammoniaca, generata soprattutto dall’agricoltura, settore non toccato dal confinamento e le stesse polveri fini, che hanno risentito in negativo del maggior uso del riscaldamento domestico e dell’uso delle biomasse, facendo registare casi di superamento della soglia consentita. L’origine mista delle PM10, derivata da fonti primarie e secondarie, ha risentito infatti negativamente di condizioni di stabilità atmosferica, che generano un ristagno degli inquinanti.

Di questa pochezza delle politiche ambientali sulla qualità dell’aria nel bacino padano se ne è accorta anche la Corte di Giustizia dell’UE che a novembre ha condannato l’Italia poiché i valori limite del Pm10 sono stati superati in maniera "sistematica e continuata" tra il 2008 e il 2017 e non sono stati presi provvedimenti efficaci.

“Piantare alberi come si sta facendo anche a Reggio è certamente utile e importante – conclude Becchi – ma rischia di essere solo una goccia nel mare se non si interviene con politiche sul clima molto più incisive e radicali, utilizzando anche i finanziamenti del Recovery Fund, che rendano il Paese più moderno, sicuro e vivibile, riducendo le emissioni in atmosfera dei settori trasporti, industria, edilizia e agricoltura ed investendo maggiormente sull’efficientamento energetico. Solo in questo modo si potrà avere un bacino padano che possa dare ai suoi cittadini una qualità dell’aria accettabile, senza costringerli a dovere aspettare solo il vento e la pioggia come accaduto in questi ultimi anni”.

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