Reggio Emilia 29 novembre 2011

RIPARTE IL GRUPPO DI ACQUISTO SOLARE DI LEGAMBIENTE – MOLTI CITTADINI E IMPRESE INVESTONO NELLE ENERGIE RINNOVABILI. OLTRE 3000 GLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI NELLA NOSTRA PROVINCIA. CIRCA 28.000 FAMIGLIE VANNO CON IL SOLARE

“Dopo il successo della prima edizione – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia - partita a febbraio e che ha visto l'installazione di 10 impianti fotovoltaici da 3 Kw su altrettante abitazioni di cittadini della provincia di Reggio Emilia ad un prezzo competitivo, a fine novembre partirà il nuovo GAS(Gruppo di Acquisto Solare) di Legambiente Reggio Emilia.Scopo del GAS è costituire un gruppo di persone (più ampio possibile) interessate all'installazione di un impianto fotovoltaico per fare massa critica e ottenere dalle aziende sconti piuttosto sostenuti (attorno al 20-30%).  Raccolte le adesione, Legambiente svolgerà una gara d'appalto secondo un capitolato tecnico per decretare, con una commissione di tecnici super partes, l'azienda con il miglior rapporto qualità/prezzo. Ogni ditta può partecipare alla gara secondo le modalità del capitolato tecnico, presente sul sito di Legambiente Reggio Emilia. La nuova edizione del GAS sarà presentata a Reggio mercoledì 30 novembre: ore 20.45 presso la Gabella di via Roma Durante le serate, aperte a tutti, sarà possibile iscriversi al GAS senza impegno. L'azienda vincitrice farà poi un sopralluogo gratuito e senza impegno nelle abitazioni e invierà il preventivo di spesa. A quel punto, ogni famiglia potrà decidere se continuare accettando il preventivo o rinunciare all'impianto senza spese aggiuntive.L’interesse verso il fotovoltaico è testimoniato da un dato certamente impressionante: nel solo 2011 ( e non è ancora finito) sono stati installati 50.000 kw, il 75 % del totale della nostra provincia fino ad oggi. Attualmente sono oltre 3000 gli impianti fotovoltaici nella nostra provincia, un vero e proprio boom legato al sole e alle energie rinnovabili che la dice lunga sul futuro energetico del nostro Paese.

“La situazione reggiana di installazione del fotovoltaico – continua Becchi - è comunque ancora a macchia di leopardo, con ancora molti ed ampi margine di espansione. Attualmente sono attivi (da dati del GSE del 20 novembre 2011) 3.181 impianti per 66.074 KW installati, un dato che permette di produrre mediamente 86.000 MWh ossia l’equivalente di energia di 28.500 famiglie reggiane. Buona parte degli impianti costruiti dai reggiani è al di sotto dei 3 KW, ovvero ad uso famigliare (numero 1.313), e l’altra grande fetta è rappresentata dagli impianti fra i 3 e i 20 Kw (1.484). Sono quindi i privati che hanno creduto in questa tecnologia, facendo impianti comunque piccoli e non per mera speculazione sui contributi del conto energia”.

Suddivisione per anno degli impianti installati nella nostra provincia.

Anno

Kw

%

N° impianti

2006

132,9

0,2

18

2007

885,7

1,3

103

2008

2.313,5

3,5

294

2009

4.194,9

6,3

368

2010

8.453,6

12,8

818

2011

50.093,4

75,8

1.580

Suddivisione per Comune al 20 novembre 2011 (dati GSE)

COMUNE

Kw

N° impianti

ALBINEA

423,9

79

BAGNOLO IN PIANO

1.370,5

71

BAISO

266,9

16

BIBBIANO

1.918,9

91

BORETTO

2.214,2

33

BRESCELLO

2.060,3

24

BUSANA

71,7

8

CADELBOSCO DI SOPRA

830,7

49

CAMPAGNOLA EMILIA

1.332,1

55

CAMPEGINE

1.162,2

35

CANOSSA

305,5

32

CARPINETI

158,3

21

CASALGRANDE

3.625,9

99

CASINA

1.288,5

31

CASTELLARANO

1.334,3

75

CASTELNOVO DI SOTTO

1.730,5

54

CASTELNOVO NE' MONTI

824,6

44

CAVRIAGO

1.182,2

60

COLLAGNA

72,6

5

CORREGGIO

3.009,1

190

FABBRICO

457,7

41

GATTATICO

670,8

32

GUALTIERI

810,6

69

GUASTALLA

1.239,7

86

LIGONCHIO

66,9

8

LUZZARA

1.222,6

56

MONTECCHIO EMILIA

1.791,7

92

NOVELLARA

3.658,3

130

POVIGLIO

389,3

51

QUATTRO CASTELLA

654,8

101

RAMISETO

100,4

7

REGGIO NELL'EMILIA

13.933,8

665

REGGIOLO

962,3

66

RIO SALICETO

2.368,8

73

ROLO

2.901,0

34

RUBIERA

2.804,5

126

SAN MARTINO IN RIO

1.837,8

107

SAN POLO D'ENZA

406,5

37

SANT'ILARIO D'ENZA

1.174,5

61

SCANDIANO

1.379,6

130

TOANO

698,5

19

VETTO

82,1

8

VEZZANO SUL CROSTOLO

832,8

52

VIANO

144,6

26

VILLA MINOZZO

301,5

32

 

Totale

66.074,1

3181

“Tutto questo permette un sensibile risparmio di emissioni di anidride carbonica – conclude Becchi – e la creazioni di molti posti di lavoro qualificati in un settore a forte espansione. Per questi motivi Legambiente Reggio Emilia continua nella sua azione sulla diffusione di questa buona pratica, mettendo anche i privati in condizione di poter facilmente accedere al fotovoltaico”.

Per ulteriori informazioni su come aderire al GAS è possibile consultare il sito www.legambientereggioemilia.it o telefonare al numero 0522-431166. L’ufficio stampa: 348.7419763

 

Il Riciclo, mercatino del riuso di Legambiente

In considerazione delle nuove norme chi dovrebbero uscire a breva da parte della regione Emilia romagna riguardanti i mercatini del riuso, il nostro primo mercatino Il Riciclo al parcheggio della Polveriera nel 2020 si terrà domenica 17 maggio (previa autorizzazione da parte dell'amministrazione comunale di Reggio Emilia).

Tutti coloro che intendono partecipare al mercatino "Il Riciclo" di Legambiente Reggio Emilia devono REGISTRARSI preventivamente sul sito http://mercatini.legambientereggioemilia.it compilando i dati richiesti. Seguirà da parte di Legambiente la conferma della avvenuta registrazione. La registrazione - e solo questa- da la possibilità d'iscriversi ai mercatini alla data e ora di volta in volta stabiliti durante l'anno.

Comunicati Stampa

“Probabilmente dovremo rassegnarci ancora a conviverci per molti anni con questo fenomeno – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – se anche nell’anno del lockdown (il 2020 appunto) i livelli delle polveri fini hanno fatto registare 61 sforamenti nella centralina di Viale Timavo a Reggio del limite consentito della concentrazione di 50 microgrammi/metro cubo. Come per gli anni precedenti gli unici fattori che riducono e dedidono i livelli di inquinanti nel bacino padano sono il rimescolamento dell’aria dovuto ai venti e la pulizia della stessa per la pioggia. A seconda di questi due fenomeni si alzano e abbassano i livelli delle polveri".

Se leggiamo i dati degli ultimi 10 anni infatti l’unica correlazione possibile resta quella del meteo, mentre sono del tutto ininfluenti le misure di contenimento proposte dagli enti pubblici sia alivello regionale che locale: l’abbiamo visto durante il periodo del confinamento primaverile, dove nonostante il bassissimo livello di traffico veicolare si sono registrati casi di superamento della soglia consentita. Se alcuni inquinanti in questo periodo si erano molto ridotti (come ossidi di azoto e benzene) altri hanno avuto andamenti diversi, come l’ammoniaca, generata soprattutto dall’agricoltura, settore non toccato dal confinamento e le stesse polveri fini, che hanno risentito in negativo del maggior uso del riscaldamento domestico e dell’uso delle biomasse, facendo registare casi di superamento della soglia consentita. L’origine mista delle PM10, derivata da fonti primarie e secondarie, ha risentito infatti negativamente di condizioni di stabilità atmosferica, che generano un ristagno degli inquinanti.

Di questa pochezza delle politiche ambientali sulla qualità dell’aria nel bacino padano se ne è accorta anche la Corte di Giustizia dell’UE che a novembre ha condannato l’Italia poiché i valori limite del Pm10 sono stati superati in maniera "sistematica e continuata" tra il 2008 e il 2017 e non sono stati presi provvedimenti efficaci.

“Piantare alberi come si sta facendo anche a Reggio è certamente utile e importante – conclude Becchi – ma rischia di essere solo una goccia nel mare se non si interviene con politiche sul clima molto più incisive e radicali, utilizzando anche i finanziamenti del Recovery Fund, che rendano il Paese più moderno, sicuro e vivibile, riducendo le emissioni in atmosfera dei settori trasporti, industria, edilizia e agricoltura ed investendo maggiormente sull’efficientamento energetico. Solo in questo modo si potrà avere un bacino padano che possa dare ai suoi cittadini una qualità dell’aria accettabile, senza costringerli a dovere aspettare solo il vento e la pioggia come accaduto in questi ultimi anni”.

L’ufficio stampa: 348.7419763