BENE LA POSIZIONE DEL COMITATO AMBIENTE DI BAGNO CHE CHIEDE LA SOLUZIONE A NORD DELLA TANGENZIALE DI RUBIERA

“Da anni sosteniamo – dichiara il presidente Massimo Becchi – che il consumo di suolo va arrestato e che le opere viabilistiche, se prorpio necessarie, vanno fatte complanari ad arterie già esistenti, per minimizzare l’impatto ambientale e, appunto, il consumo di suolo stesso. In questa logica è del tutto fuori luogo la proposta degli enti locali di risolvere i problemi di Rubiera devastando le campagne di Bagno, peggiorando quindi la qualità della vita di alcuni cittadini a beneficio di altri. Il tracciato a sud ricalca una logica di pensiero e progettuale degli anni ’80-’90 quando il territorio agricolo era considerato alla stregua del nulla, per cui ci si poteva far passare qualsiasi tipo di infrastruttura. Se si fosse ragionato nello stesso modo per l’Alta Velocità ora avremmo un’opera in piena campagna che taglierebbe trasversalmente la bassa e non un tracciato complanare all’ A1 come poi si è ottenuto con anni di battaglie. Per questi stessi motivo sosteniamo il tracciato a nord, complanare all’ Alta Velocità e in buona parte già esistente come pista di cantiere della ferrovia, che riduce al minimo lo spreco di suolo e potrebbe riqualificare un buon tratto del tracciato AV.

Certamente i tempi – conclude Becchi – di quest’ opera sono legati alla concertazione con i cittadini – come deciso dal consiglio comunale di Reggio pochi giorni fa - che avrebbe anche il vantaggio di evitare le probabili vie giuridiche da parte di cittadini e associazioni, che non farebbero altro che allungarne l’iter di realizzazione”.

 

Il Riciclo, mercatino del riuso di Legambiente

In considerazione delle nuove norme chi dovrebbero uscire a breva da parte della regione Emilia romagna riguardanti i mercatini del riuso, il nostro primo mercatino Il Riciclo al parcheggio della Polveriera nel 2020 si terrà domenica 17 maggio (previa autorizzazione da parte dell'amministrazione comunale di Reggio Emilia).

Tutti coloro che intendono partecipare al mercatino "Il Riciclo" di Legambiente Reggio Emilia devono REGISTRARSI preventivamente sul sito http://mercatini.legambientereggioemilia.it compilando i dati richiesti. Seguirà da parte di Legambiente la conferma della avvenuta registrazione. La registrazione - e solo questa- da la possibilità d'iscriversi ai mercatini alla data e ora di volta in volta stabiliti durante l'anno.

Comunicati Stampa

“Probabilmente dovremo rassegnarci ancora a conviverci per molti anni con questo fenomeno – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – se anche nell’anno del lockdown (il 2020 appunto) i livelli delle polveri fini hanno fatto registare 61 sforamenti nella centralina di Viale Timavo a Reggio del limite consentito della concentrazione di 50 microgrammi/metro cubo. Come per gli anni precedenti gli unici fattori che riducono e dedidono i livelli di inquinanti nel bacino padano sono il rimescolamento dell’aria dovuto ai venti e la pulizia della stessa per la pioggia. A seconda di questi due fenomeni si alzano e abbassano i livelli delle polveri".

Se leggiamo i dati degli ultimi 10 anni infatti l’unica correlazione possibile resta quella del meteo, mentre sono del tutto ininfluenti le misure di contenimento proposte dagli enti pubblici sia alivello regionale che locale: l’abbiamo visto durante il periodo del confinamento primaverile, dove nonostante il bassissimo livello di traffico veicolare si sono registrati casi di superamento della soglia consentita. Se alcuni inquinanti in questo periodo si erano molto ridotti (come ossidi di azoto e benzene) altri hanno avuto andamenti diversi, come l’ammoniaca, generata soprattutto dall’agricoltura, settore non toccato dal confinamento e le stesse polveri fini, che hanno risentito in negativo del maggior uso del riscaldamento domestico e dell’uso delle biomasse, facendo registare casi di superamento della soglia consentita. L’origine mista delle PM10, derivata da fonti primarie e secondarie, ha risentito infatti negativamente di condizioni di stabilità atmosferica, che generano un ristagno degli inquinanti.

Di questa pochezza delle politiche ambientali sulla qualità dell’aria nel bacino padano se ne è accorta anche la Corte di Giustizia dell’UE che a novembre ha condannato l’Italia poiché i valori limite del Pm10 sono stati superati in maniera "sistematica e continuata" tra il 2008 e il 2017 e non sono stati presi provvedimenti efficaci.

“Piantare alberi come si sta facendo anche a Reggio è certamente utile e importante – conclude Becchi – ma rischia di essere solo una goccia nel mare se non si interviene con politiche sul clima molto più incisive e radicali, utilizzando anche i finanziamenti del Recovery Fund, che rendano il Paese più moderno, sicuro e vivibile, riducendo le emissioni in atmosfera dei settori trasporti, industria, edilizia e agricoltura ed investendo maggiormente sull’efficientamento energetico. Solo in questo modo si potrà avere un bacino padano che possa dare ai suoi cittadini una qualità dell’aria accettabile, senza costringerli a dovere aspettare solo il vento e la pioggia come accaduto in questi ultimi anni”.

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