Reggio Emilia 3 febbraio 2009

FIDO NON ESCA SENZA IL PADRONE – UN CANE CHE FA LA SUA PASSEGGIATA DA SOLO PUO’ METTERE IN PERICOLO SE’ STESSO E GLI ALTRI. ED E’ IN CONTRAVVENZIONE

Negli ultimi giorni alcune guardie giurate ecologiche volontarie delle Legambiente, nel controllare i parchi pubblici del comune di Reggio Emilia, si sono imbattuti con una frequenza inaspettata in cani che passeggiavano per i parchi o le strade.. senza il padrone. Si esclude che si tratti di cani randagi, perché appaiono in buono stato di salute e ben nutriti, e soprattutto indossano il collare; è più probabile che un padrone un po’ troppo “pantofolaio” abbia ritenuto meno faticoso aprire il cancello al proprio animale ed aspettare in casa il suo ritorno.

“Chi agisce in questo modo - dichiara Massimo Becchi presidente delle Guardie di Legambiente - ripone molta fiducia nel proprio animale ma anche il cane più buono e bravo può trovarsi di fronte ad un imprevisto, ed agire come agirebbe un cane, non un essere umano. In assenza del controllo di una persona, un cane in una città può causare danni a sé stesso, ad altri animali o ad altre persone. E non deve trattarsi per forza di un esemplare grande o feroce: anche un cane di piccola taglia che attraversa la strada all’improvviso può essere causa di un incidente stradale”.

La normativa ed i regolamenti comunali in vigore, alla luce di questi rischi, prevede l’obbligo del guinzaglio in determinate aree (come i parchi e le piste pedonali e ciclabili), ma ovunque e sempre è obbligatoria la presenza ed il controllo di una persona sull’animale. Qualora chi vigila dovessero imbattersi in un cane vagante, esso verrebbe catturato ed identificato grazie al tatuaggio o al microchip applicato all’animale al momento dell’iscrizione all’anagrafe canina (anch’essa obbligatoria per legge). Questa procedura permette di conseguenza anche l’identificazione del proprietario responsabile di mancata sorveglianza.

Il fenomeno è fortunatamente molto limitato nelle circoscrizioni di Reggio Emilia, ma il raggruppamento di Guardie Ecologiche di Legambiete ritiene opportuno raccomandare per tempo ai cittadini proprietari di animali domestici di esercitare su di essi la giusta sorveglianza, nell’interesse di tutti.. Fido compreso.

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Il Riciclo, mercatino del riuso di Legambiente

In considerazione delle nuove norme chi dovrebbero uscire a breva da parte della regione Emilia romagna riguardanti i mercatini del riuso, il nostro primo mercatino Il Riciclo al parcheggio della Polveriera nel 2020 si terrà domenica 17 maggio (previa autorizzazione da parte dell'amministrazione comunale di Reggio Emilia).

Tutti coloro che intendono partecipare al mercatino "Il Riciclo" di Legambiente Reggio Emilia devono REGISTRARSI preventivamente sul sito http://mercatini.legambientereggioemilia.it compilando i dati richiesti. Seguirà da parte di Legambiente la conferma della avvenuta registrazione. La registrazione - e solo questa- da la possibilità d'iscriversi ai mercatini alla data e ora di volta in volta stabiliti durante l'anno.

Comunicati Stampa

“Probabilmente dovremo rassegnarci ancora a conviverci per molti anni con questo fenomeno – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – se anche nell’anno del lockdown (il 2020 appunto) i livelli delle polveri fini hanno fatto registare 61 sforamenti nella centralina di Viale Timavo a Reggio del limite consentito della concentrazione di 50 microgrammi/metro cubo. Come per gli anni precedenti gli unici fattori che riducono e dedidono i livelli di inquinanti nel bacino padano sono il rimescolamento dell’aria dovuto ai venti e la pulizia della stessa per la pioggia. A seconda di questi due fenomeni si alzano e abbassano i livelli delle polveri".

Se leggiamo i dati degli ultimi 10 anni infatti l’unica correlazione possibile resta quella del meteo, mentre sono del tutto ininfluenti le misure di contenimento proposte dagli enti pubblici sia alivello regionale che locale: l’abbiamo visto durante il periodo del confinamento primaverile, dove nonostante il bassissimo livello di traffico veicolare si sono registrati casi di superamento della soglia consentita. Se alcuni inquinanti in questo periodo si erano molto ridotti (come ossidi di azoto e benzene) altri hanno avuto andamenti diversi, come l’ammoniaca, generata soprattutto dall’agricoltura, settore non toccato dal confinamento e le stesse polveri fini, che hanno risentito in negativo del maggior uso del riscaldamento domestico e dell’uso delle biomasse, facendo registare casi di superamento della soglia consentita. L’origine mista delle PM10, derivata da fonti primarie e secondarie, ha risentito infatti negativamente di condizioni di stabilità atmosferica, che generano un ristagno degli inquinanti.

Di questa pochezza delle politiche ambientali sulla qualità dell’aria nel bacino padano se ne è accorta anche la Corte di Giustizia dell’UE che a novembre ha condannato l’Italia poiché i valori limite del Pm10 sono stati superati in maniera "sistematica e continuata" tra il 2008 e il 2017 e non sono stati presi provvedimenti efficaci.

“Piantare alberi come si sta facendo anche a Reggio è certamente utile e importante – conclude Becchi – ma rischia di essere solo una goccia nel mare se non si interviene con politiche sul clima molto più incisive e radicali, utilizzando anche i finanziamenti del Recovery Fund, che rendano il Paese più moderno, sicuro e vivibile, riducendo le emissioni in atmosfera dei settori trasporti, industria, edilizia e agricoltura ed investendo maggiormente sull’efficientamento energetico. Solo in questo modo si potrà avere un bacino padano che possa dare ai suoi cittadini una qualità dell’aria accettabile, senza costringerli a dovere aspettare solo il vento e la pioggia come accaduto in questi ultimi anni”.

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