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Come raggiungerci
 
 
La Riserva Naturale Orientata dei Fontanili di Corte Valle Re é situata sul bordo dell'autostrada Milano - Bologna, nel territorio di Campegine, un piccolo comune rurale in provincia di Reggio Emilia, a una ventina di chilometri dal capoluogo e da Parma.
Arrivando in autostrada, una volta usciti al casello di Reggio, seguendo le indicazioni per Mantova si raggiungono Cadelbosco di Sopra e poi Campegine: dal pese, via Cavatorti, che poi diventa Strada della Razza, conduce a Corte Valle Re.
Lungo la Via Emilia, invece, esistono diverse possibilità di deviare per Campegine (a Modena, Cella, Calerno, Sant'Ialrio d'Enza, Ponte d'Enza).
La statale 358 proveniente da Brescello,infine, collega Campegine con il mantovano e il cremonese.
 
Sede del parco
 
Comune di Campegine, Piazza Caduti del Macinato, 1
42020 Campegine (RE);
tel 0522676521, fax 0522676314
 
Musei 
 
Museo Cervi,
Gattatico, Via Fratelli Cervi.
Dedicato alla famiglia omonima, ospita una mostra sulle tradizioni rurali locali e sulla Resistenza.
 
Informazioni turistiche
 
IAT Ufficio di Informazione e Accoglienza Turistica di Reggio Emilia,
Piazza Prampolini, 5, tel. 0522451152
 

Comunicati Stampa

“Probabilmente dovremo rassegnarci ancora a conviverci per molti anni con questo fenomeno – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – se anche nell’anno del lockdown (il 2020 appunto) i livelli delle polveri fini hanno fatto registare 61 sforamenti nella centralina di Viale Timavo a Reggio del limite consentito della concentrazione di 50 microgrammi/metro cubo. Come per gli anni precedenti gli unici fattori che riducono e dedidono i livelli di inquinanti nel bacino padano sono il rimescolamento dell’aria dovuto ai venti e la pulizia della stessa per la pioggia. A seconda di questi due fenomeni si alzano e abbassano i livelli delle polveri".

Se leggiamo i dati degli ultimi 10 anni infatti l’unica correlazione possibile resta quella del meteo, mentre sono del tutto ininfluenti le misure di contenimento proposte dagli enti pubblici sia alivello regionale che locale: l’abbiamo visto durante il periodo del confinamento primaverile, dove nonostante il bassissimo livello di traffico veicolare si sono registrati casi di superamento della soglia consentita. Se alcuni inquinanti in questo periodo si erano molto ridotti (come ossidi di azoto e benzene) altri hanno avuto andamenti diversi, come l’ammoniaca, generata soprattutto dall’agricoltura, settore non toccato dal confinamento e le stesse polveri fini, che hanno risentito in negativo del maggior uso del riscaldamento domestico e dell’uso delle biomasse, facendo registare casi di superamento della soglia consentita. L’origine mista delle PM10, derivata da fonti primarie e secondarie, ha risentito infatti negativamente di condizioni di stabilità atmosferica, che generano un ristagno degli inquinanti.

Di questa pochezza delle politiche ambientali sulla qualità dell’aria nel bacino padano se ne è accorta anche la Corte di Giustizia dell’UE che a novembre ha condannato l’Italia poiché i valori limite del Pm10 sono stati superati in maniera "sistematica e continuata" tra il 2008 e il 2017 e non sono stati presi provvedimenti efficaci.

“Piantare alberi come si sta facendo anche a Reggio è certamente utile e importante – conclude Becchi – ma rischia di essere solo una goccia nel mare se non si interviene con politiche sul clima molto più incisive e radicali, utilizzando anche i finanziamenti del Recovery Fund, che rendano il Paese più moderno, sicuro e vivibile, riducendo le emissioni in atmosfera dei settori trasporti, industria, edilizia e agricoltura ed investendo maggiormente sull’efficientamento energetico. Solo in questo modo si potrà avere un bacino padano che possa dare ai suoi cittadini una qualità dell’aria accettabile, senza costringerli a dovere aspettare solo il vento e la pioggia come accaduto in questi ultimi anni”.

L’ufficio stampa: 348.7419763