Reggio Emilia 21 aprile 2009

UNA SQUADRA DI SEI VOLONTARI REGGIANI E' IMPEGNATA IN ABRUZZO

"Sono operativi da domenica scorsa - dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia - i primi 6 volontari della nostra associazione partiti da Reggio. Come molte altri circoli Legambiente in Italia stiamo infatti supportando la popolazione dell'Abruzzo colpita dal terremoto, con interventi sia diretti sulla popolazione che nella messa in sicurezza dei beni culturali. Legambiente è infatti iscritta fra le associazioni a carattere nazionale che si occupano di protezione civile attivando poi le associazioni locali in caso di emergenza. I nostri volontari sono distribuiti fra il campo base di Coppito e in altri campi per effettuare la turnazione di altri volontari di altre asociazioni. Nonostanzte la nostra preparazione sia specifica sulla salvaguardia dei beni culturali attualmente siamo impegnati nell'emergenza umanitaria, non permettendo la presenza continue di scosse sismiche il poter intervenire sui musei, monumenti, chiese ed archivi che in molti casi sono pericolanti e dove sono state fatti solo interventi estremamente urgenti. Come affermano i volontari l'esperienza è certamente molto intensa e non senza disagi personali."
"Nelle prossime settimane organizzeremo altre squadre - conclude Becchi - in sostituzione della prima, con turni di una settimana, dove i volontari possono beneficiare dei dispositivi di legge per questo tipo di emergenza. Quanto accaduto in Abruzzo infatti necessiterà di un lavoro molto prolungato nel tempo"

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Il Riciclo, mercatino del riuso di Legambiente

In considerazione delle nuove norme chi dovrebbero uscire a breva da parte della regione Emilia romagna riguardanti i mercatini del riuso, il nostro primo mercatino Il Riciclo al parcheggio della Polveriera nel 2020 si terrà domenica 17 maggio (previa autorizzazione da parte dell'amministrazione comunale di Reggio Emilia).

Tutti coloro che intendono partecipare al mercatino "Il Riciclo" di Legambiente Reggio Emilia devono REGISTRARSI preventivamente sul sito http://mercatini.legambientereggioemilia.it compilando i dati richiesti. Seguirà da parte di Legambiente la conferma della avvenuta registrazione. La registrazione - e solo questa- da la possibilità d'iscriversi ai mercatini alla data e ora di volta in volta stabiliti durante l'anno.

Comunicati Stampa

“Probabilmente dovremo rassegnarci ancora a conviverci per molti anni con questo fenomeno – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – se anche nell’anno del lockdown (il 2020 appunto) i livelli delle polveri fini hanno fatto registare 61 sforamenti nella centralina di Viale Timavo a Reggio del limite consentito della concentrazione di 50 microgrammi/metro cubo. Come per gli anni precedenti gli unici fattori che riducono e dedidono i livelli di inquinanti nel bacino padano sono il rimescolamento dell’aria dovuto ai venti e la pulizia della stessa per la pioggia. A seconda di questi due fenomeni si alzano e abbassano i livelli delle polveri".

Se leggiamo i dati degli ultimi 10 anni infatti l’unica correlazione possibile resta quella del meteo, mentre sono del tutto ininfluenti le misure di contenimento proposte dagli enti pubblici sia alivello regionale che locale: l’abbiamo visto durante il periodo del confinamento primaverile, dove nonostante il bassissimo livello di traffico veicolare si sono registrati casi di superamento della soglia consentita. Se alcuni inquinanti in questo periodo si erano molto ridotti (come ossidi di azoto e benzene) altri hanno avuto andamenti diversi, come l’ammoniaca, generata soprattutto dall’agricoltura, settore non toccato dal confinamento e le stesse polveri fini, che hanno risentito in negativo del maggior uso del riscaldamento domestico e dell’uso delle biomasse, facendo registare casi di superamento della soglia consentita. L’origine mista delle PM10, derivata da fonti primarie e secondarie, ha risentito infatti negativamente di condizioni di stabilità atmosferica, che generano un ristagno degli inquinanti.

Di questa pochezza delle politiche ambientali sulla qualità dell’aria nel bacino padano se ne è accorta anche la Corte di Giustizia dell’UE che a novembre ha condannato l’Italia poiché i valori limite del Pm10 sono stati superati in maniera "sistematica e continuata" tra il 2008 e il 2017 e non sono stati presi provvedimenti efficaci.

“Piantare alberi come si sta facendo anche a Reggio è certamente utile e importante – conclude Becchi – ma rischia di essere solo una goccia nel mare se non si interviene con politiche sul clima molto più incisive e radicali, utilizzando anche i finanziamenti del Recovery Fund, che rendano il Paese più moderno, sicuro e vivibile, riducendo le emissioni in atmosfera dei settori trasporti, industria, edilizia e agricoltura ed investendo maggiormente sull’efficientamento energetico. Solo in questo modo si potrà avere un bacino padano che possa dare ai suoi cittadini una qualità dell’aria accettabile, senza costringerli a dovere aspettare solo il vento e la pioggia come accaduto in questi ultimi anni”.

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