15-07-2009: Centrale idroelettrica sul Secchia di Enia

Reggio Emilia 15 luglio 2009

CENTRALE IDROELETTRICA SUL SECCHIA DI ENIA - BENE GLI INTERVENTI PER PRODURRE ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI MA SERVE UN CONTROLLO NELLE FASI DI CANTIERE E UN MONITORAGGIO SERIO SUL DEFLUSSO MINIMO VITALE

"Si è svolto nei giorni scorsi - dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia - un incontro fra i tecnici Enìa e i soci di Legambiente per illustrare le caratteristiche della nuova centrale idroelettrica che verrà realizzata sul fiume Secchia in comune di Baiso, che sfruttando un saldo idraulico di 18 metri delle tre traverse oggi presenti permetterà di risparmiare più di 7000 tonnellate all'anno di anidride carbonica. A fronte di 200 metri di condotta nell'alveo del fiume, circa 500 metri verranno realizzati a lato del greto e tutta la centrale idroelettrica sarà interrata, minimizzando quindi l'impatto ambientale e paesaggistico dell'opera. Siamo favorevoli a questo tipo di interventi, che sfruttando dei manufatti già esistenti ne migliorano le caratteristiche con rampe di risalita dei pesci e sfruttano la forza dell'acqua per produrre energia pulita, riducendo al minimo gli interventi nel greto del fiume. Ovviamente, come previsto dalla normativa di settore, le centrali idroellettriche devono avere una congrua distanza fra l'una e l'altra in modo da non trasformare i fiumi in un susseguirsi di impianti con l'acqua rilasciata di una centrale e subito ripresa da una dopo, soprattutto il Secchia, molto ambito per questo tipo di considerazioni e dove le domande depositate per nuove centrali idroelettriche sono molte.
Considerato comunque l'ingente prelievo d'acqua dal Secchia (mediamente di 7 metri cubi/secondo) chiediamo che venga permesso anche a Legambiente un controllo del deflusso minimo vitale (DMV) che dovrà essere di 1 metrocubo/secondo, in quanto è fondamentale che nel fiume, nel tratto di circa 750 metri dove sarà presente la condotta, restino sempre le condizioni minime per la vita acquatica e biologica del fiume stesso. Avere in certi momenti dell'anno infatti la portata ad 1 metrocubo/sec (al di là di quanto prevede la normativa che comunque consente questi valori), significa comunque per il Secchia ridurre sensibilmente in qual tratto di fiume la presenza di vita acquatica, quindi uno scompenso ambientale non indifferente. Non ci fidiamo inoltre degli organi preposti al controllo, visto anche quanto accaduto sul Po per il controllo delle draghe dotate di scatola nera, dove materialmente raramente vengono analizzati o scaricati i dati trasmessi dai sensori e troppo spesso in passato, per non dire sempre, chi doveva rilasciare l'acqua da questo tipo di impianti ha preferito tenersela tutta. Per questo Legambiente chiede di poter avere un controllo diretto sul DVM e la possibilità di visitare il cantiere soprattutto nelle fasi di inizio dei lavori in Secchia, momento molto delicato in cui verrà spostato il corso del fiume in un ramo secondario per permettere i lavori di realizzazione dell'opera di presa e della vasca di dissabbiatura."
"E' positivo - conclude Becchi - che Enìa si stia interessando delle energie rinnovabili, con un progetto che prevede l'autosufficienza energetica della valle del medio ed alto corso del Secchia, realizzando nei prossimi anni impianti eolici, a biomasse e fotovoltaici, in un sistema di produzione di energia diffusa che permetterà di avere un primo esempio concreto di una vasta comunità reggiana ad emissione zero di anidride carbonica. E' necessario però, come anche per la centrale idroelettrica, che ci siano ricadute economiche oltre che ambientali per le comunità locali, sul cui territorio vanno ad insistere questi impianti."

L'ufficio stampa 348.7419763

 

Il Riciclo, mercatino del riuso di Legambiente

In considerazione delle nuove norme chi dovrebbero uscire a breva da parte della regione Emilia romagna riguardanti i mercatini del riuso, il nostro primo mercatino Il Riciclo al parcheggio della Polveriera nel 2020 si terrà domenica 17 maggio (previa autorizzazione da parte dell'amministrazione comunale di Reggio Emilia).

Tutti coloro che intendono partecipare al mercatino "Il Riciclo" di Legambiente Reggio Emilia devono REGISTRARSI preventivamente sul sito http://mercatini.legambientereggioemilia.it compilando i dati richiesti. Seguirà da parte di Legambiente la conferma della avvenuta registrazione. La registrazione - e solo questa- da la possibilità d'iscriversi ai mercatini alla data e ora di volta in volta stabiliti durante l'anno.

Comunicati Stampa

“Probabilmente dovremo rassegnarci ancora a conviverci per molti anni con questo fenomeno – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – se anche nell’anno del lockdown (il 2020 appunto) i livelli delle polveri fini hanno fatto registare 61 sforamenti nella centralina di Viale Timavo a Reggio del limite consentito della concentrazione di 50 microgrammi/metro cubo. Come per gli anni precedenti gli unici fattori che riducono e dedidono i livelli di inquinanti nel bacino padano sono il rimescolamento dell’aria dovuto ai venti e la pulizia della stessa per la pioggia. A seconda di questi due fenomeni si alzano e abbassano i livelli delle polveri".

Se leggiamo i dati degli ultimi 10 anni infatti l’unica correlazione possibile resta quella del meteo, mentre sono del tutto ininfluenti le misure di contenimento proposte dagli enti pubblici sia alivello regionale che locale: l’abbiamo visto durante il periodo del confinamento primaverile, dove nonostante il bassissimo livello di traffico veicolare si sono registrati casi di superamento della soglia consentita. Se alcuni inquinanti in questo periodo si erano molto ridotti (come ossidi di azoto e benzene) altri hanno avuto andamenti diversi, come l’ammoniaca, generata soprattutto dall’agricoltura, settore non toccato dal confinamento e le stesse polveri fini, che hanno risentito in negativo del maggior uso del riscaldamento domestico e dell’uso delle biomasse, facendo registare casi di superamento della soglia consentita. L’origine mista delle PM10, derivata da fonti primarie e secondarie, ha risentito infatti negativamente di condizioni di stabilità atmosferica, che generano un ristagno degli inquinanti.

Di questa pochezza delle politiche ambientali sulla qualità dell’aria nel bacino padano se ne è accorta anche la Corte di Giustizia dell’UE che a novembre ha condannato l’Italia poiché i valori limite del Pm10 sono stati superati in maniera "sistematica e continuata" tra il 2008 e il 2017 e non sono stati presi provvedimenti efficaci.

“Piantare alberi come si sta facendo anche a Reggio è certamente utile e importante – conclude Becchi – ma rischia di essere solo una goccia nel mare se non si interviene con politiche sul clima molto più incisive e radicali, utilizzando anche i finanziamenti del Recovery Fund, che rendano il Paese più moderno, sicuro e vivibile, riducendo le emissioni in atmosfera dei settori trasporti, industria, edilizia e agricoltura ed investendo maggiormente sull’efficientamento energetico. Solo in questo modo si potrà avere un bacino padano che possa dare ai suoi cittadini una qualità dell’aria accettabile, senza costringerli a dovere aspettare solo il vento e la pioggia come accaduto in questi ultimi anni”.

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