SOS Ambiente

Telefono Verde

0522 - 431166

La Legambiente di Reggio Emilia, a fronte delle numerosissime segnalazioni che giornalmente riceve da parte dei cittadini, circa fatti che minacciano l’ambiente, il territorio ed il paesaggio della città e della provincia in cui opera, ed a fronte delle altrettante numerose richieste di intervento, ha deciso di istituire un nuovo servizio per i cittadini, inizialmente gratuito, denominato TELEFONO VERDE.

L’iniziativa, già sperimentata in altre città italiane, ha riscosso un grande successo, favorendo una istituzionalizzazione del rapporto tra il cittadino e Legambiente ed una ottimizzazione dell’intervento di Legambiente rispetto al filtraggio delle segnalazioni, tanto da consentire una più rapida individuazione delle circostanze che ne legittimano l’attivazione secondo i fini statutari.

Allo scopo di assicurare la massima trasparenza dell’iniziativa è stato istituito un Regolamento del nuovo servizio:

REGOLAMENTO DEL TELEFONO VERDE

É istituito un servizio di segnalazione e consulenza presso il circolo Legambiente di Reggio Emilia a nome "Telefono Verde".

1) il numero telefonico tramite il quale i cittadini potranno far pervenire le segnalazioni è il seguente 0522-431166

Il servizio è attivo tutti i giorni

Le segnalazioni e le richieste dei cittadini saranno prese in considerazione solo qualora siano conformi allo spirito ed agli scopi dell’associazione, ossia ineriscano la difesa dell’ambiente, della salute umana, delle risorse naturali, delle specie animali e vegetali, del patrimonio storico e culturale e la tutela del territorio e del paesaggio nonché dell’uomo nella sua veste di produttore/consumatore.

Le segnalazioni pertinenti potranno riguardare, a titolo puramente esemplificativo, i seguenti argomenti:

  • abbattimento di piante e problemi di verde urbano;
  • problemi vari di inquinamento acustico;
  • abbandono di rifiuti sul suolo o rilascio di sostanze inquinanti nei corsi d’acqua;
  • abbandono o maltrattamento di animali;
  • costruzioni abusive;
  • morie di animali, pesci, come conseguenza di inquinamento del suolo e delle acque o causate dall’incuria dell’uomo;

L’operatore addetto alla ricezione delle telefonate provvederà a compilare un apposito modulo predisposto per la schematizzazione dei casi ed inviterà il cittadino denunciante a prendere nuovamente contatto con Legambiente trascorsi 7 giorni.

Non saranno prese in considerazione chiamate pertinenti il Telefono Verde sulla normale linea telefonica di Legambiente. Qualora si verificassero gli utenti saranno invitati a chiamare negli orari del Telefono Verde. Sono fatte salve quelle richieste di "pronto intervento" che necessitano di una immediata verifica dei fatti, onde inficiare l’intervento stesso.

2) I moduli verranno vagliati dal Presidente del Circolo di Legambiente o da altri iscritti a ciò delegati per distinguere se i casi proposti possano definirsi:

a) di pertinenza personale;

b) di rilevanza per la collettività.

In entrambe le circostanze l’intervento di Legambiente sarà legittimato solo nell’ipotesi in cui il quesito o l’evento segnalato risultino conformi alle finalità statutarie dell’associazione ed ai principi che la ispirano, previa consultazione del proprio Centro di Azione Giuridica.

Legambiente provvederà anche ad inoltrare con lettera i casi agli uffici competenti (ARPA, Igiene Pubblica dell’ A.U.S.L., ecc..) o ai Comuni. Di fronte ad eventuali inadempienze o alla mancanza di risposte ricorrerà al Difensore Civico per l’ Emilia-Romagna o del Comune (dove esiste) al fine di sollecitare le risposte alle questioni poste dal Telefono Verde. Qualora permangano inadempienza o gravi responsabilità si verificherà l’opportunità di muoversi attraverso i legali del Centro di Azione Giuridica.

3) Il servizio di Telefono Verde ha anche il compito di organizzare, eventualmente con supporto di analisi statistiche, la domanda di intervento al fine di avere una mappa delle situazioni di criticità ambientale.

4) Decide di attivare i servizi di vigilanza ambientale per supplementi informativi.

5) Informare gli utenti sulla legislazione ambientale e sugli uffici competenti in materia.

Per fare la tua segnalazione, clicca qui.

 

Il Riciclo, mercatino del riuso di Legambiente

In considerazione delle nuove norme chi dovrebbero uscire a breva da parte della regione Emilia romagna riguardanti i mercatini del riuso, il nostro primo mercatino Il Riciclo al parcheggio della Polveriera nel 2020 si terrà domenica 17 maggio (previa autorizzazione da parte dell'amministrazione comunale di Reggio Emilia).

Tutti coloro che intendono partecipare al mercatino "Il Riciclo" di Legambiente Reggio Emilia devono REGISTRARSI preventivamente sul sito http://mercatini.legambientereggioemilia.it compilando i dati richiesti. Seguirà da parte di Legambiente la conferma della avvenuta registrazione. La registrazione - e solo questa- da la possibilità d'iscriversi ai mercatini alla data e ora di volta in volta stabiliti durante l'anno.

Comunicati Stampa

REGGIO 5° NELLA CLASSIFICA GENERALE – BUONI I NUMERI DEI TRE INDICI LEGATI ALL’INQUINAMENTO ATMOSFERICO, STABILI I CONSUMI IDRICI E LE ENERGIE RINNOVABILI. PEGGIORA NEL TOTALE DELL’ACQUA POTABILE DISPERSA E NEL MONTE DI RIFIUTI PRODOTTI

Anche quest’anno Legambiente ha realizzato Ecosistema Urbano 2020, che esamina oltre 30mila dati ambientali raccolti attraverso questionari inviati dall’Associazione ai 104 Comuni capoluogo e alle informazioni di altre fonti statistiche accreditate.

Reggio Emilia quest’anno chiude il blocco delle prime cinque (che in ordine sono Trento, Mantova, Pordenone e Bolzano), protagonista di una rincorsa alla top ten costante negli ultimi anni: era al 24° posto due anni fa e dodicesima lo scorso anno. Negli anni Reggio è stata anche 4° (nel 2011) e 44° (nel 2014): la variabilità di questo dato è dato anche dalla posizione delle altre città che possono migliorare o peggiorare, e dall’aggiornamento di alcuni indicatori, che in base alle nuove conoscenze scientifiche possono essere inseritri o eliminati, considerando che il primo rapporto è del 1995.

“Se analizziamo i dati nel lungo periodo – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – notiamo come il biossido di azoto (importante inquinante dell’aria) è calato costantemente da fine degli anni ’90 ad oggi, così come c’è una tendenza al calo delle polveri fini (le PM10), a onor della cronoca molto influenzata di anno in anno dalle condizioni meteo della pianura padana. Anche i consumi d’acqua potabile pro-capite in un anno si sono molto ridotti, passando dai 286 litri del 1995 agli attuali 133. Molto più lento è invece l’aumento della capacità di depurazione delle acque reflue, essezialmente ferma all’ 83 % da anni. La produzione di rifiuti è sempre molto alta, di 699 kg/ab/anno, dovuta soprattutto all’assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani, che fa si che nella raccolta finiscano anche tutti quelli delle imprese, elevando di molto la reale produzione di rifiuti domestici di un cittadino reggiano. Buono l’andamento della raccolta differenziata che è aumentata progressivamente negli anni, arrivando all’ 82,9 %, a fronte, a titolo di esempio, di un modesto 30 % del 2000. Resta molto alto il tasso di motorizzazione, di 64 auto ogni 100 abitanti, in linea con gli anni precedenti, ma migliora negli ultimi anni l’uso del trasporto pubblico, che raggiunge i 100 viaggi/anno/abitante, a fronte dei 63 del 2014 (anno peggiore da inizio millennio). Stabile sui 57,9 m.q./abitante il verde urbano fuibile mentre aumentano le isole pedonali, passate da 0,40 a 0,51 m.q./abitante. Peggiora negli anni, in modo costante, la dispersione idrica dalla rete, passata dal 12 % del 2012 al 25,2 % attuale: è evidente che su questo fronte servono importanti investimenti visto che 100 litri ormai un quarto non raggiunge gli utenti. Reggio è inoltre sempre prima sull’ indice di ciclabilità, indicatore dello sviluppo della rete ciclabile urbana, che ha raggiunto il valore di 44,37 metri eq./100 abitanti, a fronte di un dato degli ultimo anni di 41-42 m. eq./100 abitanti. Questo indice ci dice lo sviluppo, non il grado di manutenzione, la funzionalità e la sicurezza delle piste ciclabili, che come abbiamo visto in città necessitano poi di interventi manutentivi continui, senza i quali gli investimenti fatti servono a poco.

Buoni i numeri - conclude e sintetizza Becchi - dei tre indici legati all’inquinamento atmosferico, stabili i consumi idrici e le energie rinnovabili. Peggiora nell ‘indicatore della dispersione della rete idricapo e nel monte di rifiuti prodotti. Migliora però in quasi tutto il resto: cresce la raccolta differenziata che fa del nostro capoluogo la quinta assoluta nell’indice; salgono in modo evidente i passeggeri trasportati dal servizio di trasporto pubblico; aumenta lo spazio per i pedoni e quello dedicato alla ciclabilità dove Reggio Emilia si conferma di gran lunga la migliore in assoluto. Neo importante, però, l’arretramento della nostra città nell’indice che misura il consumo di suolo, dove scende da 7,05 su 10 dello scorso anno, a 6/10 quest’anno. Questo dato è indicativo del consumo di suolo che non si è mai arrestato nella nostra città, nonostante una forte inversione di tendenza che ha visto per la prima volta tornare agricole aree prima destinate all’edificazione e fronte di una stabilizzazione della popolazione fra i 171 e 172.000 abitanti ormai dal 2013.

Resta evidente quindi che se su alcuni indicatori la città è migliorata, resta il nodo dell’ uso del suolo, da ridurre drasticamente anche attraverso il prossimo piano urbanistico comunale e dell’uso efficiente della risorsa idrica, investendo nella rete dell’acqua potabile e nel miglioramento della depurazione: ora il 17 % delle acque reflue cittadine finiscono direttamente in corsi d’acqua superficiali senza o quasi nessun trattamento, peggiorando la qualità delle acque superficiali.

La fotografia di Ecosistema urbano 2020 è chiramente pre-pandemica. Nei mesi primaverili, dopo la fine del lockdown, anche Reggio ha subìto alcuni cambiamenti visibili. Alcuni sicuramente negativi: è ripartita la corsa al monouso di plastica e l’aria ha riacquisito l’odore tipico dello smog. Altri decisamente positivi: si sono diffusi i mezzi elettrici a 2 ruote, spinti anche dagli incentivi all’acquisto e si è esteso il ricorso al lavoro a distanza. Ma con l’arrivo dell’autunno e la riapertura delle scuole, sono riemersi anche tutti i problemi cronici, a partire dall’inadeguata offerta di trasporto pubblico, al centro di roventi polemiche sui rischi di contagio per l’impossibilità di garantire il distanziamento fisico e agli sforamenti delle PM10. E’ evidente che la lotta al cambiamenti climatico non investe solo questioni ambientali, ma anche sanitarie e sociali e su questa strada sarà necessario fare grossi investimenti nei prossimi anni”.