Reggio Emilia 29 dicembre 2009

INUTILE SISTEMARE LA PISTA NEL GRETO DEL FIUME SECCHIA FRA IL PONTE DI GATTA E QUELLO DEL PIANELLO. E' ORA DI CONOSCERE I COSTI AMBIENTALI ED ECONOMICI DI QUEST'OPERA SBAGLIATA DA SUBITO

"Sempre più spesso un tratto della pista Gatta-Pianello - dichiara il dott. Massimo Becchi Presidente di Legambiente Reggio Emilia - viene erosa e asportata dal fiume in piena, fenomeno che ormai si verifica annualmente, tanto da dover far chiudere al traffico la struttura stessa, progettata sulla carta per resistere a tempi di ritorno di eventi di piena di 25 anni, ma indubbiamente pensata più con i piedi che con la testa, tanto poi da richiedere interventi onerosi sia per l'impatto sul fiume (lo scorso anno era stato deviato sulla sponda opposta per permettere la sistemazione della pista) che economici. E' ora che il Comune di Villa Minozzo che è il concessionario della pista e quindi deve "garantire la manutenzione" dica pubblicamente quanto costa ai contribuenti quest' opera, che doveva essere aperta solo per la fruizione pubblica della zona di interesse geologico-ambientale, l’utilizzo sociale ricreativo per manifestazioni turistiche e culturali e la funzione di protezione civile quando eventi calamitosi rendono inagibili le strade comunali da tempo già presenti in zona. Si poteva ragionare invece di una pista abusiva in una strada del parco (in america parkway) con criteri costruttivi diversi e compatibili con il fiume, che assolvesse non solo la fruizione turistica ma anche il passaggio dei pochi mezzi che quotidianamente transitano in zona, senza assommare costi così alti e danni ambientali così ingenti, ma la miopia degli amministratori continua a essere ridicolizzata ad ogni piena".

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Il Riciclo, mercatino del riuso di Legambiente

In considerazione delle nuove norme chi dovrebbero uscire a breva da parte della regione Emilia romagna riguardanti i mercatini del riuso, il nostro primo mercatino Il Riciclo al parcheggio della Polveriera nel 2020 si terrà domenica 17 maggio (previa autorizzazione da parte dell'amministrazione comunale di Reggio Emilia).

Tutti coloro che intendono partecipare al mercatino "Il Riciclo" di Legambiente Reggio Emilia devono REGISTRARSI preventivamente sul sito http://mercatini.legambientereggioemilia.it compilando i dati richiesti. Seguirà da parte di Legambiente la conferma della avvenuta registrazione. La registrazione - e solo questa- da la possibilità d'iscriversi ai mercatini alla data e ora di volta in volta stabiliti durante l'anno.

Comunicati Stampa

“Probabilmente dovremo rassegnarci ancora a conviverci per molti anni con questo fenomeno – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – se anche nell’anno del lockdown (il 2020 appunto) i livelli delle polveri fini hanno fatto registare 61 sforamenti nella centralina di Viale Timavo a Reggio del limite consentito della concentrazione di 50 microgrammi/metro cubo. Come per gli anni precedenti gli unici fattori che riducono e dedidono i livelli di inquinanti nel bacino padano sono il rimescolamento dell’aria dovuto ai venti e la pulizia della stessa per la pioggia. A seconda di questi due fenomeni si alzano e abbassano i livelli delle polveri".

Se leggiamo i dati degli ultimi 10 anni infatti l’unica correlazione possibile resta quella del meteo, mentre sono del tutto ininfluenti le misure di contenimento proposte dagli enti pubblici sia alivello regionale che locale: l’abbiamo visto durante il periodo del confinamento primaverile, dove nonostante il bassissimo livello di traffico veicolare si sono registrati casi di superamento della soglia consentita. Se alcuni inquinanti in questo periodo si erano molto ridotti (come ossidi di azoto e benzene) altri hanno avuto andamenti diversi, come l’ammoniaca, generata soprattutto dall’agricoltura, settore non toccato dal confinamento e le stesse polveri fini, che hanno risentito in negativo del maggior uso del riscaldamento domestico e dell’uso delle biomasse, facendo registare casi di superamento della soglia consentita. L’origine mista delle PM10, derivata da fonti primarie e secondarie, ha risentito infatti negativamente di condizioni di stabilità atmosferica, che generano un ristagno degli inquinanti.

Di questa pochezza delle politiche ambientali sulla qualità dell’aria nel bacino padano se ne è accorta anche la Corte di Giustizia dell’UE che a novembre ha condannato l’Italia poiché i valori limite del Pm10 sono stati superati in maniera "sistematica e continuata" tra il 2008 e il 2017 e non sono stati presi provvedimenti efficaci.

“Piantare alberi come si sta facendo anche a Reggio è certamente utile e importante – conclude Becchi – ma rischia di essere solo una goccia nel mare se non si interviene con politiche sul clima molto più incisive e radicali, utilizzando anche i finanziamenti del Recovery Fund, che rendano il Paese più moderno, sicuro e vivibile, riducendo le emissioni in atmosfera dei settori trasporti, industria, edilizia e agricoltura ed investendo maggiormente sull’efficientamento energetico. Solo in questo modo si potrà avere un bacino padano che possa dare ai suoi cittadini una qualità dell’aria accettabile, senza costringerli a dovere aspettare solo il vento e la pioggia come accaduto in questi ultimi anni”.

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