Reggio Emilia 17 gennaio 2010

TROVATA A SAN GIACOMO DI GUASTALLA UNA DISCARICA ABUSIVA E ALCUNI MALTRATTAMENTI DI ANIMALI - SEQUESTRATI TRE CANI

 

E' iniziata all'alba l'operazione delle Guardie Ecologiche Volontarie di Legambiente Reggio Emilia che ha portato alla scoperta di una casa in via Castellazzo a S. Giacomo di Guastalla in cui sono presenti un consistente abbandono di rifiuti ed alcuni casi di maltrattamento di animali. Dei dieci cani presenti tre sono stati sequestrati e portati al canile di Novellara, essendo in evidente stato di sofferenza ed in precaria salute. In via provvisoria sono stati anche spostati dei conigli raccolti in una piccola gabbia per metà piena di letame e alcuni capretti dei 28 presenti, raccolti in un recinto più ampio. In 13 infatti erano stipati in un box di 1 per 1,5 metri. Spetterà ora al servizio veterinario dell' ASL fare le verifiche sanitarie anche sulle due pecore, rinchiuse in un box fatiscente e con circa 70 centimetri di letame. Tutt'intorno erano presenti mucchi di rifiuti, composti da oggetti ad uso domestico, elettrodomestici, giocattoli, libri e due auto abbandonate riempite di materiali pure loro. Presenti anche numerose batterie da auto e biciclette. Sul posto è anche intervenuta la polizia municipale, i vigili provinciali e i carabinieri, vista la particolarità della situazione. "Non è certo la prima volta - dichiara il dott. Massimo Becchi presidente delle Guardie Ecologiche di Legambiente - che troviamo discariche abusive, ma soprende questa situazione di incuria in cui sono stati lasciati molti animali, nutriti, ma in gabbie fatiscenti e senza nessuna cura. Attraverso un'ordinanza del sindaco di Guastalla dovrà obbligare le proprietarie alla pulizia dell'area, e si dovrà trovare una sistemazione cnsona agli animali"

 

Il Riciclo, mercatino del riuso di Legambiente

In considerazione delle nuove norme chi dovrebbero uscire a breva da parte della regione Emilia romagna riguardanti i mercatini del riuso, il nostro primo mercatino Il Riciclo al parcheggio della Polveriera nel 2020 si terrà domenica 17 maggio (previa autorizzazione da parte dell'amministrazione comunale di Reggio Emilia).

Tutti coloro che intendono partecipare al mercatino "Il Riciclo" di Legambiente Reggio Emilia devono REGISTRARSI preventivamente sul sito http://mercatini.legambientereggioemilia.it compilando i dati richiesti. Seguirà da parte di Legambiente la conferma della avvenuta registrazione. La registrazione - e solo questa- da la possibilità d'iscriversi ai mercatini alla data e ora di volta in volta stabiliti durante l'anno.

Comunicati Stampa

“Probabilmente dovremo rassegnarci ancora a conviverci per molti anni con questo fenomeno – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – se anche nell’anno del lockdown (il 2020 appunto) i livelli delle polveri fini hanno fatto registare 61 sforamenti nella centralina di Viale Timavo a Reggio del limite consentito della concentrazione di 50 microgrammi/metro cubo. Come per gli anni precedenti gli unici fattori che riducono e dedidono i livelli di inquinanti nel bacino padano sono il rimescolamento dell’aria dovuto ai venti e la pulizia della stessa per la pioggia. A seconda di questi due fenomeni si alzano e abbassano i livelli delle polveri".

Se leggiamo i dati degli ultimi 10 anni infatti l’unica correlazione possibile resta quella del meteo, mentre sono del tutto ininfluenti le misure di contenimento proposte dagli enti pubblici sia alivello regionale che locale: l’abbiamo visto durante il periodo del confinamento primaverile, dove nonostante il bassissimo livello di traffico veicolare si sono registrati casi di superamento della soglia consentita. Se alcuni inquinanti in questo periodo si erano molto ridotti (come ossidi di azoto e benzene) altri hanno avuto andamenti diversi, come l’ammoniaca, generata soprattutto dall’agricoltura, settore non toccato dal confinamento e le stesse polveri fini, che hanno risentito in negativo del maggior uso del riscaldamento domestico e dell’uso delle biomasse, facendo registare casi di superamento della soglia consentita. L’origine mista delle PM10, derivata da fonti primarie e secondarie, ha risentito infatti negativamente di condizioni di stabilità atmosferica, che generano un ristagno degli inquinanti.

Di questa pochezza delle politiche ambientali sulla qualità dell’aria nel bacino padano se ne è accorta anche la Corte di Giustizia dell’UE che a novembre ha condannato l’Italia poiché i valori limite del Pm10 sono stati superati in maniera "sistematica e continuata" tra il 2008 e il 2017 e non sono stati presi provvedimenti efficaci.

“Piantare alberi come si sta facendo anche a Reggio è certamente utile e importante – conclude Becchi – ma rischia di essere solo una goccia nel mare se non si interviene con politiche sul clima molto più incisive e radicali, utilizzando anche i finanziamenti del Recovery Fund, che rendano il Paese più moderno, sicuro e vivibile, riducendo le emissioni in atmosfera dei settori trasporti, industria, edilizia e agricoltura ed investendo maggiormente sull’efficientamento energetico. Solo in questo modo si potrà avere un bacino padano che possa dare ai suoi cittadini una qualità dell’aria accettabile, senza costringerli a dovere aspettare solo il vento e la pioggia come accaduto in questi ultimi anni”.

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