Reggio Emilia 29 gennaio 2010

REGGIO COME MILANO. 18 SFORAMENTI DELLE POLVERI FINI IN NEL PRIMO MESE DELL'ANNO - GANDOLFI SE CI SEI BATTI UN COLPO

"E' proprio il caso di dirlo - dichiara il dott. massimo Becchi Presidente di Legambiente Reggio Emilia - se ci sei batti un colpo. E' l'appello che lanciamo all'assessore Paolo Gandolfi dopo il 18° sforamento delle poveri fino, le PM10, a Reggio nel primo mese dell'anno, fenomeno attenuato solo nei giorni di pioggia, ma che neppure la leggera nevicata di pochi giorni fa ha potuto più di tanto mitigare. Il limite dei 50 microgrammi/metro cubo è infatti stato superato per 18 volte dalla centralina di viale Timavo, per 16 volte da quella del San Lazzaro e per "sole" 12 volte da quella di viale Risorgimento, che essendo in zona ospedale, quindi meno trafficata, risente meno di questo fenomeno. E' infatti ormai inutile nascondersi dietro il discorso di un problema ambientale di area vasta, in quanto non è solo un problema di ristagno degli inquinanti al suolo nella valle Padana, ma anche di quanto quotidianamente viene messo in circolazione tutti i giorni, soprattutto dal trasporto privato. Buona parte della città è infatti metanizzata o fornita di teleriscaldamento, dimostrato anche dai valori tutto sommato contenuti del biossido di azoto, sempre sotto il valore soglia ed uno dei traccianti per questo tipo di inquinamento. Non va comunque molto meglio a Castellarano, Guastalla o Casalgerande che hanno 16, 14 e 15 sforamenti delle polveri fini. Negli ultimi anni le politiche di contenimento del fenomeno sono state quasi del tutto assenti, e comunque inefficienti, visto che il numero di giornate con le polveri fino superiori al limite consentito sono esenzialmente legate all'andamento stagionale e non alla bontà delle politiche della mobilità."
"Chiediamo quindi - conclude Becchi - all'Assessore Gandolfi se intende aspettare la prossima pioggia, come di solito fa, o se intende prendere provvedimenti per la salvaguardia della salute pubblica, visto che comunque il trasporto su gomma incide pesantemente su questo fenomeno, evitando operazioni di facciata come quella di Milano, con il blocco domenicale, del tutto inutile per la scarsa mobilità presente anche a Reggio, legata alla chiusura delle scuole, delle fabbriche e degli uffici."

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Il Riciclo, mercatino del riuso di Legambiente

In considerazione delle nuove norme chi dovrebbero uscire a breva da parte della regione Emilia romagna riguardanti i mercatini del riuso, il nostro primo mercatino Il Riciclo al parcheggio della Polveriera nel 2020 si terrà domenica 17 maggio (previa autorizzazione da parte dell'amministrazione comunale di Reggio Emilia).

Tutti coloro che intendono partecipare al mercatino "Il Riciclo" di Legambiente Reggio Emilia devono REGISTRARSI preventivamente sul sito http://mercatini.legambientereggioemilia.it compilando i dati richiesti. Seguirà da parte di Legambiente la conferma della avvenuta registrazione. La registrazione - e solo questa- da la possibilità d'iscriversi ai mercatini alla data e ora di volta in volta stabiliti durante l'anno.

Comunicati Stampa

“Probabilmente dovremo rassegnarci ancora a conviverci per molti anni con questo fenomeno – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – se anche nell’anno del lockdown (il 2020 appunto) i livelli delle polveri fini hanno fatto registare 61 sforamenti nella centralina di Viale Timavo a Reggio del limite consentito della concentrazione di 50 microgrammi/metro cubo. Come per gli anni precedenti gli unici fattori che riducono e dedidono i livelli di inquinanti nel bacino padano sono il rimescolamento dell’aria dovuto ai venti e la pulizia della stessa per la pioggia. A seconda di questi due fenomeni si alzano e abbassano i livelli delle polveri".

Se leggiamo i dati degli ultimi 10 anni infatti l’unica correlazione possibile resta quella del meteo, mentre sono del tutto ininfluenti le misure di contenimento proposte dagli enti pubblici sia alivello regionale che locale: l’abbiamo visto durante il periodo del confinamento primaverile, dove nonostante il bassissimo livello di traffico veicolare si sono registrati casi di superamento della soglia consentita. Se alcuni inquinanti in questo periodo si erano molto ridotti (come ossidi di azoto e benzene) altri hanno avuto andamenti diversi, come l’ammoniaca, generata soprattutto dall’agricoltura, settore non toccato dal confinamento e le stesse polveri fini, che hanno risentito in negativo del maggior uso del riscaldamento domestico e dell’uso delle biomasse, facendo registare casi di superamento della soglia consentita. L’origine mista delle PM10, derivata da fonti primarie e secondarie, ha risentito infatti negativamente di condizioni di stabilità atmosferica, che generano un ristagno degli inquinanti.

Di questa pochezza delle politiche ambientali sulla qualità dell’aria nel bacino padano se ne è accorta anche la Corte di Giustizia dell’UE che a novembre ha condannato l’Italia poiché i valori limite del Pm10 sono stati superati in maniera "sistematica e continuata" tra il 2008 e il 2017 e non sono stati presi provvedimenti efficaci.

“Piantare alberi come si sta facendo anche a Reggio è certamente utile e importante – conclude Becchi – ma rischia di essere solo una goccia nel mare se non si interviene con politiche sul clima molto più incisive e radicali, utilizzando anche i finanziamenti del Recovery Fund, che rendano il Paese più moderno, sicuro e vivibile, riducendo le emissioni in atmosfera dei settori trasporti, industria, edilizia e agricoltura ed investendo maggiormente sull’efficientamento energetico. Solo in questo modo si potrà avere un bacino padano che possa dare ai suoi cittadini una qualità dell’aria accettabile, senza costringerli a dovere aspettare solo il vento e la pioggia come accaduto in questi ultimi anni”.

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