Reggio Emilia 11 settembre 2008.

MONTAGNA - LEGAMBIENTE CHIEDE ALLA PROVINCIA LA DIVISIONE DELL'AMBITO TERRITORIALE DI CACCIA RE 4 "MONTAGNA" IN DUE O L'AGGREGAZIONE ALL'ATCRE3 "COLLINA".

Ormai è da parecchio tempo che fra i cacciatori iscritti all’Ambito Territoriale di Caccia RE4 Montagna si respira “aria molto pesante”. Ad intervenire sull’argomento è Massimo Becchi Presidente della Legambiente Reggio Emilia che precisa che il malcontento si presenta con una serie di problemi sulla gestione venatoria; già all’inizio del 2008 l’uscita della nostra GEV dal Direttivo aveva fatto scattare l’allarme ed è servito per fare scoppiare finalmente il fermento che ormai non poteva più essere taciuto - continua Becchi - la cattiva gestione della caccia agli ungulati, infatti il favoritismo attuato nei confronti dei cacciatori esterni ha alimentato i dissapori, la non trasparenza con l’esterno e anche all’interno da parte del Direttivo e della segreteria dello stesso, l’acquisto di selvaggina dall’estero, in contrasto con il Piano Faunistico Venatorio Provinciale, od altro hanno portato alla richiesta attraverso una lettera da parte di quasi tutte le Associazioni Venatorie (con allegato le firme di 500 iscritti) alla Provincia di Reggio Emilia dello spacchettamento dell’Ambito Territoriale di Caccia RE4 “Montagna”, costituendone uno nuovoe di dimensioni minori, quindi più gestibile, o aggregando i Comuni di Castelnovo ne’ Monti e Vetto all’ATCRE3 “Collina”. Avere ambiti territoriali più piccoli significa interrompere la catena di interessi economici che ha sorretto questa gestione della caccia in montagna e pertanto la nostra Associazione rinnova, appoggia e condivide la richiesta espressa dai cacciatori.

 

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Il Riciclo, mercatino del riuso di Legambiente

In considerazione delle nuove norme chi dovrebbero uscire a breva da parte della regione Emilia romagna riguardanti i mercatini del riuso, il nostro primo mercatino Il Riciclo al parcheggio della Polveriera nel 2020 si terrà domenica 17 maggio (previa autorizzazione da parte dell'amministrazione comunale di Reggio Emilia).

Tutti coloro che intendono partecipare al mercatino "Il Riciclo" di Legambiente Reggio Emilia devono REGISTRARSI preventivamente sul sito http://mercatini.legambientereggioemilia.it compilando i dati richiesti. Seguirà da parte di Legambiente la conferma della avvenuta registrazione. La registrazione - e solo questa- da la possibilità d'iscriversi ai mercatini alla data e ora di volta in volta stabiliti durante l'anno.

Comunicati Stampa

“Probabilmente dovremo rassegnarci ancora a conviverci per molti anni con questo fenomeno – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – se anche nell’anno del lockdown (il 2020 appunto) i livelli delle polveri fini hanno fatto registare 61 sforamenti nella centralina di Viale Timavo a Reggio del limite consentito della concentrazione di 50 microgrammi/metro cubo. Come per gli anni precedenti gli unici fattori che riducono e dedidono i livelli di inquinanti nel bacino padano sono il rimescolamento dell’aria dovuto ai venti e la pulizia della stessa per la pioggia. A seconda di questi due fenomeni si alzano e abbassano i livelli delle polveri".

Se leggiamo i dati degli ultimi 10 anni infatti l’unica correlazione possibile resta quella del meteo, mentre sono del tutto ininfluenti le misure di contenimento proposte dagli enti pubblici sia alivello regionale che locale: l’abbiamo visto durante il periodo del confinamento primaverile, dove nonostante il bassissimo livello di traffico veicolare si sono registrati casi di superamento della soglia consentita. Se alcuni inquinanti in questo periodo si erano molto ridotti (come ossidi di azoto e benzene) altri hanno avuto andamenti diversi, come l’ammoniaca, generata soprattutto dall’agricoltura, settore non toccato dal confinamento e le stesse polveri fini, che hanno risentito in negativo del maggior uso del riscaldamento domestico e dell’uso delle biomasse, facendo registare casi di superamento della soglia consentita. L’origine mista delle PM10, derivata da fonti primarie e secondarie, ha risentito infatti negativamente di condizioni di stabilità atmosferica, che generano un ristagno degli inquinanti.

Di questa pochezza delle politiche ambientali sulla qualità dell’aria nel bacino padano se ne è accorta anche la Corte di Giustizia dell’UE che a novembre ha condannato l’Italia poiché i valori limite del Pm10 sono stati superati in maniera "sistematica e continuata" tra il 2008 e il 2017 e non sono stati presi provvedimenti efficaci.

“Piantare alberi come si sta facendo anche a Reggio è certamente utile e importante – conclude Becchi – ma rischia di essere solo una goccia nel mare se non si interviene con politiche sul clima molto più incisive e radicali, utilizzando anche i finanziamenti del Recovery Fund, che rendano il Paese più moderno, sicuro e vivibile, riducendo le emissioni in atmosfera dei settori trasporti, industria, edilizia e agricoltura ed investendo maggiormente sull’efficientamento energetico. Solo in questo modo si potrà avere un bacino padano che possa dare ai suoi cittadini una qualità dell’aria accettabile, senza costringerli a dovere aspettare solo il vento e la pioggia come accaduto in questi ultimi anni”.

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