Reggio Emilia 11 luglio 2010

NASCE ANCHE A REGGIO IL COMITATO PROMOTORE DELLA PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE SU EFFICIENZA ENERGETICA E FONTI RINNOVABILI

Si è costituito l'8 luglio scorso il comitato promotore della proposta di legge di iniziativa popolare "Sviluppo dell'efficienza energetica e delle fonti rinnovabili per la salvaguardia del clima" con il contributo di Legambiente Reggio Emilia al fine di promuovere la raccolta firme a sostegno della proposta di legge.
Da subito vanno prese decisioni politico programmatiche per avviare una globale e graduale transizione dall'attuale dipendenza dalle fonti fossili in esaurimento verso l’uso razionale ed efficiente delle fonti energetiche rinnovabili, pulite e prive di effetti collaterali se non quello di sostituire le importazioni di petrolio con lavoro ed occupazione, che nel 2020, nella sola Italia, potrebbe contare oltre 300.000 nuovi posti di lavoro.
La proposta di legge attraversa principalmente tre temi:

  1. FONTI ENERGETICHE: Stabilisce le finalità di politica energetica fondata sulle fonti rinnovabili ed escludendo l'uso del nucleare.
  2. RISPARMIO ENERGETICO: Punta a far compiere al Paese un passo deciso per migliorare la propria efficienza energetica, attraverso un piano di riqualificazione degli edifici che ne riduca i consumi di elettricità e calore e sposti le attività del settore edile verso la manutenzione e la riqualificazione del già costruito, abbandonando la cementificazione del territorio.
  3. RIDUZIONE INQUINAMENTO: Favorisce scelte capaci di spostare la mobilità delle persone e delle merci dalla gomma al ferro, su tram, metrò, treni, cabotaggio sulle autostrade del mare, concentrando in questa direzione scelte e investimenti infrastrutturali.
L'approvazione di questa legge consentirebbe a questo Paese di conquistare una reale autonomia energetica perchè, da un lato promuovendo usi razionali dell'energia ne ridurrebbe il fabbisogno, dall'altro perchè produrrebbe l'energia necessaria con le uniche fonti di cui l'Italia rimarrà sempre ricca: sole, vento, biomasse, forza dell'acqua fluente e calore che scorre sotto terra!

Nei prossimi giorni inizieranno i primi banchetti di raccolta firme e verrà allestita un'apposita sezione sul sito di Legambiente Reggio Emilia. Invitiamo tutti gli interessati a sostenere la raccolta firme a entrare a far parte del comitato promotore: associazioni, forze politiche, semplici cittadini.

Per informazioni
Davide Valeriani - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - 349-3645023
Legambiente Reggio Emilia - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - 0522-431166

 

Il Riciclo, mercatino del riuso di Legambiente

In considerazione delle nuove norme chi dovrebbero uscire a breva da parte della regione Emilia romagna riguardanti i mercatini del riuso, il nostro primo mercatino Il Riciclo al parcheggio della Polveriera nel 2020 si terrà domenica 17 maggio (previa autorizzazione da parte dell'amministrazione comunale di Reggio Emilia).

Tutti coloro che intendono partecipare al mercatino "Il Riciclo" di Legambiente Reggio Emilia devono REGISTRARSI preventivamente sul sito http://mercatini.legambientereggioemilia.it compilando i dati richiesti. Seguirà da parte di Legambiente la conferma della avvenuta registrazione. La registrazione - e solo questa- da la possibilità d'iscriversi ai mercatini alla data e ora di volta in volta stabiliti durante l'anno.

Comunicati Stampa

“Probabilmente dovremo rassegnarci ancora a conviverci per molti anni con questo fenomeno – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – se anche nell’anno del lockdown (il 2020 appunto) i livelli delle polveri fini hanno fatto registare 61 sforamenti nella centralina di Viale Timavo a Reggio del limite consentito della concentrazione di 50 microgrammi/metro cubo. Come per gli anni precedenti gli unici fattori che riducono e dedidono i livelli di inquinanti nel bacino padano sono il rimescolamento dell’aria dovuto ai venti e la pulizia della stessa per la pioggia. A seconda di questi due fenomeni si alzano e abbassano i livelli delle polveri".

Se leggiamo i dati degli ultimi 10 anni infatti l’unica correlazione possibile resta quella del meteo, mentre sono del tutto ininfluenti le misure di contenimento proposte dagli enti pubblici sia alivello regionale che locale: l’abbiamo visto durante il periodo del confinamento primaverile, dove nonostante il bassissimo livello di traffico veicolare si sono registrati casi di superamento della soglia consentita. Se alcuni inquinanti in questo periodo si erano molto ridotti (come ossidi di azoto e benzene) altri hanno avuto andamenti diversi, come l’ammoniaca, generata soprattutto dall’agricoltura, settore non toccato dal confinamento e le stesse polveri fini, che hanno risentito in negativo del maggior uso del riscaldamento domestico e dell’uso delle biomasse, facendo registare casi di superamento della soglia consentita. L’origine mista delle PM10, derivata da fonti primarie e secondarie, ha risentito infatti negativamente di condizioni di stabilità atmosferica, che generano un ristagno degli inquinanti.

Di questa pochezza delle politiche ambientali sulla qualità dell’aria nel bacino padano se ne è accorta anche la Corte di Giustizia dell’UE che a novembre ha condannato l’Italia poiché i valori limite del Pm10 sono stati superati in maniera "sistematica e continuata" tra il 2008 e il 2017 e non sono stati presi provvedimenti efficaci.

“Piantare alberi come si sta facendo anche a Reggio è certamente utile e importante – conclude Becchi – ma rischia di essere solo una goccia nel mare se non si interviene con politiche sul clima molto più incisive e radicali, utilizzando anche i finanziamenti del Recovery Fund, che rendano il Paese più moderno, sicuro e vivibile, riducendo le emissioni in atmosfera dei settori trasporti, industria, edilizia e agricoltura ed investendo maggiormente sull’efficientamento energetico. Solo in questo modo si potrà avere un bacino padano che possa dare ai suoi cittadini una qualità dell’aria accettabile, senza costringerli a dovere aspettare solo il vento e la pioggia come accaduto in questi ultimi anni”.

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