Reggio Emilia 23 luglio 2010

CONTINUANDO A TAGLIARE SU TRASPORTO PUBBLICO E INVESTENDO SU NUOVE STRADE NON SI VA AVANTI

I tagli previsti dal governo per quanto riguarda il trasporto pubblico sono l'ennesima conferma di una classe politica che, da anni, preferisce privilegiare il trasporto privato a quello pubblico. Questo viene confermato, a livello locale, dai vari investimenti su nuove strade che Comuni e Provincia fanno ogni anno.
Il rapporto Ecopaese 2009 parla chiaro: nel 1999, ogni reggiano faceva, in media, 91 viaggi su trasporto pubblico all'anno, mentre nel 2009 questo numero si è ridotto a 77, con rispettivo aumento, però, del numero di auto circolanti per ogni 100 abitanti, 62 nel 1999, 65 nel 2009.
"Questo la dice lunga sulla necessità - dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia - di una reale politica che investa nella mobilità sostenibile, nel trasporto pubblico, nel car sharing, non basta dire che a Reggio girano tanti mezzi elettrici o che abbiamo tanti chilometri di piste ciclabili: finché si metteranno in condizione i cittadini di preferire l'automobile per spostarsi invece del mezzo pubblico o della bicicletta, il risultato sarà un aumento sempre maggiore delle PM10, dei tempi di spostamento e dello stress dei nostri concittadini. Di fatto sono ormai le categorie "deboli" ad usufruire del mezzo pubblico, come studenti, anziani, extracomunitari, mentre chi lavora opta quasi sempre per l'auto personale."
Le auto devono stare fuori dalla città, ce lo insegnano la stragrande maggioranza delle città europee e le persone essere convogliate sui punti nevralgici dai mezzi pubblici. Reggio invece ha investito negli ultimi anni enormemente in nuove strade, spesso sottoutilizzate, senza risolvere l'inquinamento e migliorare la qualità della vita delle persone."

L'ufficio stampa: 348.7419763

 

Il Riciclo, mercatino del riuso di Legambiente

In considerazione delle nuove norme chi dovrebbero uscire a breva da parte della regione Emilia romagna riguardanti i mercatini del riuso, il nostro primo mercatino Il Riciclo al parcheggio della Polveriera nel 2020 si terrà domenica 17 maggio (previa autorizzazione da parte dell'amministrazione comunale di Reggio Emilia).

Tutti coloro che intendono partecipare al mercatino "Il Riciclo" di Legambiente Reggio Emilia devono REGISTRARSI preventivamente sul sito http://mercatini.legambientereggioemilia.it compilando i dati richiesti. Seguirà da parte di Legambiente la conferma della avvenuta registrazione. La registrazione - e solo questa- da la possibilità d'iscriversi ai mercatini alla data e ora di volta in volta stabiliti durante l'anno.

Comunicati Stampa

“Probabilmente dovremo rassegnarci ancora a conviverci per molti anni con questo fenomeno – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – se anche nell’anno del lockdown (il 2020 appunto) i livelli delle polveri fini hanno fatto registare 61 sforamenti nella centralina di Viale Timavo a Reggio del limite consentito della concentrazione di 50 microgrammi/metro cubo. Come per gli anni precedenti gli unici fattori che riducono e dedidono i livelli di inquinanti nel bacino padano sono il rimescolamento dell’aria dovuto ai venti e la pulizia della stessa per la pioggia. A seconda di questi due fenomeni si alzano e abbassano i livelli delle polveri".

Se leggiamo i dati degli ultimi 10 anni infatti l’unica correlazione possibile resta quella del meteo, mentre sono del tutto ininfluenti le misure di contenimento proposte dagli enti pubblici sia alivello regionale che locale: l’abbiamo visto durante il periodo del confinamento primaverile, dove nonostante il bassissimo livello di traffico veicolare si sono registrati casi di superamento della soglia consentita. Se alcuni inquinanti in questo periodo si erano molto ridotti (come ossidi di azoto e benzene) altri hanno avuto andamenti diversi, come l’ammoniaca, generata soprattutto dall’agricoltura, settore non toccato dal confinamento e le stesse polveri fini, che hanno risentito in negativo del maggior uso del riscaldamento domestico e dell’uso delle biomasse, facendo registare casi di superamento della soglia consentita. L’origine mista delle PM10, derivata da fonti primarie e secondarie, ha risentito infatti negativamente di condizioni di stabilità atmosferica, che generano un ristagno degli inquinanti.

Di questa pochezza delle politiche ambientali sulla qualità dell’aria nel bacino padano se ne è accorta anche la Corte di Giustizia dell’UE che a novembre ha condannato l’Italia poiché i valori limite del Pm10 sono stati superati in maniera "sistematica e continuata" tra il 2008 e il 2017 e non sono stati presi provvedimenti efficaci.

“Piantare alberi come si sta facendo anche a Reggio è certamente utile e importante – conclude Becchi – ma rischia di essere solo una goccia nel mare se non si interviene con politiche sul clima molto più incisive e radicali, utilizzando anche i finanziamenti del Recovery Fund, che rendano il Paese più moderno, sicuro e vivibile, riducendo le emissioni in atmosfera dei settori trasporti, industria, edilizia e agricoltura ed investendo maggiormente sull’efficientamento energetico. Solo in questo modo si potrà avere un bacino padano che possa dare ai suoi cittadini una qualità dell’aria accettabile, senza costringerli a dovere aspettare solo il vento e la pioggia come accaduto in questi ultimi anni”.

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