Reggio Emilia 22 agosto 2010

MARTEDI' SERA A FESTAREGGIO LEGAMBIENTE PARLA DI USOD EL SUOLO E RISCHI PER L'AGRICOLTURA

Legambiente Reggio Emilia organizza per martedì 24 agosto alle ore 21 alla Tenda del Mondo presso Festareggio (Campovolo di Reggio Emilia) una serata per parlare di:

URBANIZZAZIONE, USO DI SUOLO E RISCHI PER L'AGRICOLTURA

Alla proiezione del film "Il suolo minacciato"-Dalla Food Valley un allarme contro il consumo del territorio (prodotto da Legambiente e WWF Parma) seguirà un dibattito dove interverranno:

Roberta Rivi
Assessore all'Agricoltura per la provincia di Reggio Emilia
Nicola Dall'Olio
Autore del film
Davide Valeriani
Legambiente Reggio Emilia

Negli ultimi anni in Emilia si sono perduti migliaia di ettari di suolo agricolo, anche quelli di grande qualità, a causa di una dilagante espansione urbana: dalla pianura padana un allarme contro il consumo di territorio per le sue conseguenze sul paesaggio, sull’ambiente, sull’agricoltura.
Il film – documentario, attraverso il montaggio di interviste ad esperti in materia di urbanistica, agricoltura e sostenibilità, affronta il tema del consumo di suolo e della dispersione urbana, analizzandone costi e cause per poi proporre modelli alternativi di sviluppo e di governo del territorio sulla scorta delle esperienze maturate in altri paesi europei, come la Germania e la Francia, ma anche in piccoli comuni italiani come Cassinetta di Lugagnano (Milano). Il fenomeno dello sprawl, che interessa un po’ tutta la Pianura Padana, è la rapida e disordinata crescita di aree cittadine (spesso di piccole dimensioni) che consuma ettari di terreno ogni giorno minacciando le produzioni agroalimentari d’eccellenza che lì sono nate (come il parmigiano o il culatello).

Il documentario, prodotto dalle associazioni WWF, Legambiente, LIPU, Il Borgo e Le Città Invisibili, è stato recentemente presentato al festival Cinemambiente di Torino dove ha ricevuto una menzione speciale fra i documentari italiani.

L'ufficio stampa: 348-7419763

------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Scheda del film "Il suolo minacciato"
un film documentario di Nicola Dall’Olio, esperto di agricoltura, ambiente e sostenibilità, con:
Luca Mercalli, climatologo esperto di sostenibilità ambientale
Carlo Petrini, fondatore e presidente onorario di Slow Food
Edoardo Salzano urbanista, ex preside della facoltà di pianificazione del territorio allo IUAV di Venezia
Wolfgang Sachs sociologo, ricercatore presso il Wuppertal Institut
Maria Cristina Gibelli, docente di politiche urbane e territoriali al Politecnico di Milano
Paolo Pileri responsabile scientifico dell’Osservatorio Nazionale sui Consumi di Suolo e docente presso il Politecnico di Milano
Georg Frisch urbanista libero professionista
Ciro Gardi, pedologo e ricercatore presso il Joint Research Center della Commissione Europea ad Ispra
Domenico Finguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano (MI), il primo Comune in Italia a crescita zero di consumo di suolo.
Durata 50'

Il regista, Nicola Dall'Olio, ha conseguito un dottorato in ecologia e si occupa dei rapporti tra agricoltura e ambiente, di pianificazione territoriale e di fonti energetiche rinnovabili per la Provincia di Parma. Il suolo minacciato è suo esordio nella regia cinematografica.

 

Il Riciclo, mercatino del riuso di Legambiente

In considerazione delle nuove norme chi dovrebbero uscire a breva da parte della regione Emilia romagna riguardanti i mercatini del riuso, il nostro primo mercatino Il Riciclo al parcheggio della Polveriera nel 2020 si terrà domenica 17 maggio (previa autorizzazione da parte dell'amministrazione comunale di Reggio Emilia).

Tutti coloro che intendono partecipare al mercatino "Il Riciclo" di Legambiente Reggio Emilia devono REGISTRARSI preventivamente sul sito http://mercatini.legambientereggioemilia.it compilando i dati richiesti. Seguirà da parte di Legambiente la conferma della avvenuta registrazione. La registrazione - e solo questa- da la possibilità d'iscriversi ai mercatini alla data e ora di volta in volta stabiliti durante l'anno.

Comunicati Stampa

“Probabilmente dovremo rassegnarci ancora a conviverci per molti anni con questo fenomeno – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – se anche nell’anno del lockdown (il 2020 appunto) i livelli delle polveri fini hanno fatto registare 61 sforamenti nella centralina di Viale Timavo a Reggio del limite consentito della concentrazione di 50 microgrammi/metro cubo. Come per gli anni precedenti gli unici fattori che riducono e dedidono i livelli di inquinanti nel bacino padano sono il rimescolamento dell’aria dovuto ai venti e la pulizia della stessa per la pioggia. A seconda di questi due fenomeni si alzano e abbassano i livelli delle polveri".

Se leggiamo i dati degli ultimi 10 anni infatti l’unica correlazione possibile resta quella del meteo, mentre sono del tutto ininfluenti le misure di contenimento proposte dagli enti pubblici sia alivello regionale che locale: l’abbiamo visto durante il periodo del confinamento primaverile, dove nonostante il bassissimo livello di traffico veicolare si sono registrati casi di superamento della soglia consentita. Se alcuni inquinanti in questo periodo si erano molto ridotti (come ossidi di azoto e benzene) altri hanno avuto andamenti diversi, come l’ammoniaca, generata soprattutto dall’agricoltura, settore non toccato dal confinamento e le stesse polveri fini, che hanno risentito in negativo del maggior uso del riscaldamento domestico e dell’uso delle biomasse, facendo registare casi di superamento della soglia consentita. L’origine mista delle PM10, derivata da fonti primarie e secondarie, ha risentito infatti negativamente di condizioni di stabilità atmosferica, che generano un ristagno degli inquinanti.

Di questa pochezza delle politiche ambientali sulla qualità dell’aria nel bacino padano se ne è accorta anche la Corte di Giustizia dell’UE che a novembre ha condannato l’Italia poiché i valori limite del Pm10 sono stati superati in maniera "sistematica e continuata" tra il 2008 e il 2017 e non sono stati presi provvedimenti efficaci.

“Piantare alberi come si sta facendo anche a Reggio è certamente utile e importante – conclude Becchi – ma rischia di essere solo una goccia nel mare se non si interviene con politiche sul clima molto più incisive e radicali, utilizzando anche i finanziamenti del Recovery Fund, che rendano il Paese più moderno, sicuro e vivibile, riducendo le emissioni in atmosfera dei settori trasporti, industria, edilizia e agricoltura ed investendo maggiormente sull’efficientamento energetico. Solo in questo modo si potrà avere un bacino padano che possa dare ai suoi cittadini una qualità dell’aria accettabile, senza costringerli a dovere aspettare solo il vento e la pioggia come accaduto in questi ultimi anni”.

L’ufficio stampa: 348.7419763