Reggio Emilia 10 novembre 2010

OPERAZIONE PO 2010 – LA CAMPAGNA DI MONITORAGGIO DEL GRANDE FIUME CONFERMA IL DATO PREOCCUPANTE DELLA PESSIMA QUALITA’ DELLE ACQUE DEL CROSTOLO E PROBLEMATICA PER L’ENZA. - NECESSARI MAGGIORI CONTROLLI AMBIENTALI E UNA POLITICA DI DISTRETTO

“Si sta svolgendo in queste settimane Operazione Po 2010 – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – con numerose iniziative che si svolgono sull’asta del fiume. Da anni Legambiente ha posto al centro della sua attenzione i problemi del più lungo fiume d’Italia, percorrendolo ed analizzando la qualità delle acque. Anche quest’anno, grazie alla collaborazione di Arpa, sono state effettuate analisi di campioni prelevati nel mese di agosto da cui emerge un elevato contenuto di fosforo e azoto nel Crostolo e di azoto nell’Enza, ben più alti dei valori di Guastalla, campione effettuato nel Po e del Secchia. Questo conferma quanto visto con altre “istantanee” analoghe fatte gli scorsi anni, ovvero che il problema ambientale del Po è dovuto agli affluenti, anche emiliani, che apportano molti inquinanti al fiume, derivati da scarichi civili, industriali e zootecnici, nonché agricoli.

Dal confronto dei valori rilevati nel periodo 1995 – 2010, comprensivo delle 6 campagna Po Legambiente, in generale emergono dei picchi con le maggiori concentrazioni per il Crostolo e l’Enza (forme azotate). I campioni per gli affluenti sono stati fatti in prossimità delle foci, prima comunque dell’immissione in Po. Questi dati ovviamente non hanno la pretesa di essere esaustivi, in quanto puntuali e non si possono sostituire alle campagne di monitoraggio di Arpa, ma comunque sono molto indicativi dello stato ambientale del fiume.

A questi apporti diffusi si associano poi fenomeni puntuali come lo sversamento di idrocarburi avvenuto a il 22 febbraio scorso dalla Lombarda Petroli.

 

località

P-PO4 µg/L

N-NH3 µg/L

N-NO2 µg/L

N-NO3 µg/L

P-tot µg/L

N-tot µg/L

Fiume Enza

8,87

359,42

108,21

3488,53

61,01

4553,95

Torrente Crostolo

522,82

401,32

164,90

6595,88

763,58

7638,23

Guastalla

5,81

94,51

18,05

1853,23

92,59

2316,20

Fiume Secchia

21,81

398,33

53,63

939,93

127,30

1821,37

Valori espressi in microgrammi/litro

Eventi di piena come quelli delle ultime settimane testimoniano inoltre un cambiamento climatico in atto con una riduzione dei giorni di pioggia ed un concentrarsi quindi delle precipitazioni, spesso molto violente, il cui effetto viene ampliato dalla presenza di ampie superficie impermeabili che accelerano molto i tempi di arrivo delle acque ai fiumi e canali, con il rischio di esondazioni.

Manca inoltre sul Po da sempre un corpo di vigilanza fluviale che intercetti fenomeni dannosi come le escavazioni abusive di sabbia dall’alveo, molto ridotte rispetto ad alcuni anni fa ma ancora presenti e faccia rispettare le norme sulla pesca ora condizionata da gruppi di pescatori dell’est che pescano soprattutto siluro, ma non disdegnano anche gli altri pesci, pescando con reti, elettrostorditori e altri strumenti non consentiti. A questo si associano campagne di furti di imbarcazioni e motori fuoribordo, che hanno toccato quasi tutti gli attracchi sul fiume.

Scelte errate hanno poi portato alla costruzione di opere inutili come l’attracco commerciale di Boretto, rimasto una cattaderale nel deserto, quando ormai sono quasi tre anni che il Po è sempre navigabile da imbarcazioni di V classe, a testimonianza di un disinteresse delle industrie verso questa via d’acqua, troppo corta per essere concorrenziale con le autostrade. Le rotture di carico infatti vanificano i minori costi del trasporto su acqua. Ad esempio un’azienda dell’area industriale di Mancasale dovrebbe portare il container con un camion a Boretto, aspettare che ve ne siano altri e poi portarlo per acque interne al porto di Ravenna, dove verrebbe caricato su una portacontainer oceanica”.

“E’ sul turismo – conclude Becchi – che si deve puntare per risanare e valorizzare il Po, attraverso la messa a regime delle piste ciclabili già presenti (e anche molto frequentate) e degli itinerari culturali ed enogastronomici che toccano i comuni della bassa reggiana, evitando inutili doppioni e spreco di risorse. Gli attracchi finanziati e realizzati finora sul Po non hanno favorito il turismo; occorrono, se vogliamo, minori punti di approdo, ma con una rete di servizi e attrattive a terra funzionante e funzionale, per un turismo fluviale che possa portare reddito alle comunità locali”.

“Fra le attività che Legambiente sta portando avanti – dichiara Stella Ferrari, coordinatrice del gruppo di protezione civile che si occupa di inquinamento all’ interno all’associazione – vi è anche la formazione di volontari specializzati in Marine Pollution, ossia nella bonifica di zone costiere inquinate da sversamento di idrocarburi; abbiamo già effettuato un corso di primo livello a giugno seguendo l’esempio dei nostri colleghi veneti, e ci siamo incontrati lo scorso 30 ottobre per un’esercitazione congiunta fra i due gruppi a Porto Barricata (RO), alla foce del Po di Tolle. L’idea è di applicare questo modello di intervento anche in ambito fluviale arrivando a definire un modello operativo di River Pollution; per questo stiamo studiando le possibili affinità e differenze operative.

La conclusione di Operazione Po 2010 cade volutamente a ridosso dell’anniversario della “falla del Torrione” avvenuta la sera del 14 novembre del 1951 a Gualtieri. Sono passati 59 anni da allora e quell’evento è ancora vivo nella memoria di chi l’ha vissuto in prima persona e tramandato fino a noi; ma questo ci ricorda che se continuiamo a pensare al fiume Po,  il nostro fiume, e ai suoi affluenti come miniera dove  rubare ciò di cui abbiamo bisogno e gettare i nostri rifiuti come se fosse terra di nessuno e basta, al prossimo evento critico (piena o altro) ci troveremo a dover fronteggiare maggiori problemi di quanti non ne abbiamo affrontati finora; i tempi sono più che maturi per pensare al fiume come risorsa e come elemento di congiunzione fra le comunità che lo abitano”.

L’ufficio stampa: 348-7419763

 

Il Riciclo, mercatino del riuso di Legambiente

Legambiente RE effettuerà in Polveriera un mercatino del riuso chiamato "IL Riciclo". L'intento è quello di favorire una seconda vita agli oggetti e alle cose delle nostre case. Le date di quest'anno sono le seguenti:

Domencia 14 ottobre 2018 inizio iscrizione lunedi 17 settembre 2018 ore 20:00 e pagamento della quota (15 eur) entro venerdi 28 settembre ore 12:00

Domencia 11 novembre 2018 inizio iscrizione lunedi 15 ottobre 2018 ore 20:00 e pagamento della quota (15 eur) entro venerdi 26 ottobre ore 12:00 

Per iscriversi al mercatino mandare una mail a partire dalla data e ora segnalata come inizio iscrizione con la prenotazione indicando nome, cognome, numero di telefono e comune di residenza, tutto in una unica riga diviso da spazi, come da esempio di seguito,

ROSSI PAOLO 340/XXXXXXX CAVRIAGO (RE)

all'indirizzo:

mercatino@legambientereggioemilia.it

Le iscrizioni saranno accettate in ordine cronologico di arrivo a partire rigorosamente dalle ore 20:00:00. Sarà inviata risposta di accettazione, con le indicazioni organizzative, entro 24 ore.

Non si spedirà una mail per la non accettazione. Non saranno ammesse prenotazioni telefoniche. Con ogni mail è possibile prenotare una singola piazzola. Ogni persona può effettuare una sola iscrizione.

Sono ammessi al mercatino solo coloro che si presenteranno con una autovettura (per il trasporto di persone). Anche i mezzi di supporto, che poi dovranno uscire, dovranno essere autovetture. Non sarà ammesso un altro tipo di veicolo che non sia una autovettura.

Nel corso dell'anno non si può partecipare più di due volte come espositore.

Prezzo della piazzola euro 15, da pagare in anticipo al Loco bar presso il circolo colombofilo in via Mazzacurati, 30 nelle date sopra indicate. Le onls pagano 5 €. Orario di apertura del bar: dalle 6:30 alle 19:00 tutti giorni feriali e dalle 6:30 alle 12:00 i sabati.

I 15 eur si devono mettere in busta chiusa insieme al modulo di iscrizione compilato e fotocopia della carta d'identità. Il non pagamento comporta l'annullamento della prenotazione.


Comunicati Stampa

“Dai sopralluoghi delle nostre Guardie Ecologiche dei giorni scorsi – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – sono emersi nuovi abbandoni nelle campagne intorno alla città: di particolarmente consistente è da segnalare l’abbandono di circa una ventina fra televiosori a tubo catodico e monitor a Reggio in via C. Marx prima di Roncocesi, dove in una casa abbandonata poco distante sono stati rinvenuti una cinquantina di pneumatici, materassi ed altri rifiuti. In particolare molti di questi erano stati scaricati dentro una vecchia stalla, quindi occultati alla vista di esterni. Per non farsi mancare nulla, sempre in prossimità di questi abbandoni è stato utilizzato il ponte chiuso sul T. Modolena, che collega via Marx con via Berneri come discarica, scaricando i rifiuti anche nel torrente. E’ evidente che questi rifiuti sono stati scaricati da furgoni e non certo da autovetture. A norma di legge sarà a cura del proprietario bonificare l’area della casa colonica in disuso, così come si consiglia in generale la chiusura di carraie non più in uso e di abitazioni dismesse, visto che solo con operazioni di dissuasione energiche si possono evitare questi abbandoni”