Reggio Emilia 8 febbraio 2011

UN GRUPPO DI AZIENDE REGGIANE SI MOBILITA PER MIGLIORARE IL NOSTRO TERRITORIO INSIEME A LEGAMBIENTE E ALLE SUE GUARDIE ECOLOGICHE – PRESENTATO IL BILANCIO 2010 DELLE GUARDIE ECOLOGICHE: REALIZZATE IN UN ANNO OLTRE 13.000 ORE DI ATTIVITA’ A FAVORE DELLA CITTADINANZA

“Si può ormai classificare – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti come un fatto quasi emergenziale, emerso in questi ultimi due anni come una scappatoia da parte di alcune attività produttive per alleggerirsi dei costi di produzione, scaricandoli però sempre più spesso sulla collettività. E’ quanto emerge dalle segnalazioni delle nostre Guardie Ecologiche Volontarie che operando sul territorio che ci segnalano quotidianamente ritrovi di rifiuti di ogni tipo, spesso anche pericolosi, come fusti di olii esausti, cemento-amianto, rifiuti industriali e poi una miriade di altre tipologie, spesso riconducibili ad attività artigianali”.

“L’attività delle GEV di Legambiente realizzate nel 2010 – dichiara Monica Casalini vicepresidente del Raggruppamento – ha visto un impegno di oltre 110 delle nostre guardie, con oltre 13.600 ore di attività sul territorio provinciale, con 91 segnalazioni effettuate e 57 verbali elevati (per 10.500 € di importo complessivo). La maggior parte delle segnalazioni riguarda purtroppo l’abbandono di rifiuti (1.400 ore di attività di vigilanza), mentre un’altra parte consistente è dovuta all’inquinamento delle acque superficiali. Non mancano esposti alla Procura per reati penali e un’intensa attività di vigilanza venatoria e ittica (rispettivamente 12 e 26 verbali) con centinaia di persone controllate. Attività volontaria che si svolge anche durante la settimana e talvolta di notte, proprio per reprimere quei comportamenti che vanno a scapito dell’ambiente. Fra le attività svolte una parte importane è stata di informazione e educazione ambientale (oltre 1.100 ore) sia nelle scuole che sul territorio, proprio per andare incontro alle esigenze di informazione della cittadinanza. Il controllo sulle aree naturali protette riveste un ruolo sempre maggiore (1.125 ore), così come la collaborazione con i comuni sui regolamenti locali e le attività di protezione civile.

Un sentito ringraziamento va quindi a tutte le nostre guardie Ecologiche che possiamo considerare dei veri paladini dell’ambiente. Per promuovere quest’attività il 15 febbraio inizierà a Reggio un nuovo corso di formazione per aspiranti GEV, un’ottima occasione per tutti quei cittadini (e sono già tanti gli iscritti) che vogliono contribuire ad un ambiente più pulito.

Per poter agire concretamente anche nella rimozione dei rifiuti è stato stipulato un accordo fra Legambiente e le aziende Fontanili Giorgio, Nial Nizzoli e Unieco Ambiente per la bonifica di una decina di siti interessati dall’abbandono di rifiuti. L’accordo prevede che Legambiente e le GEV, in accordo con i Comuni, segnalino a questo gruppo di aziende le aree da bonificare, sempre su suolo pubblico, che poi verranno rimossi senza alcun onere per la collettività (normalmente il costo infatti della bonifica il Comune lo fa poi ricadere sulla tassa o tariffa dei rifiuti, quindi sui cittadini). Nel caso in cui a rinvenire gli abbandoni siano i cittadini, potranno comunicarlo al call center ambientale di Iren Emilia che provvederà a trasmettere l’informazione a GEV e Comuni interessati.

Al progetto collabora anche Iren Emilia che, in qualità di Gestore del Servizio Pubblico di Raccolta, mette a disposizione la propria organizzazione per la riuscita dell’iniziativa, con particolare attenzione alla parte di smaltimento dei rifiuti urbani non pericolosi, alla gestione documentale ed al contatto con i cittadini attraverso il proprio call center ambientale (800212607).

Plaude all’attività all’accordo stipulato tra Legambiente, Gev e le imprese reggiane il Sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio: “Coloro che purtroppo abbandonano i rifiuti dimostrano un senso di non appartenenza alla comunità e di inciviltà che ci colpisce. E’ un comportamento censurabile, che comporta costi ambientali ed economici non indifferenti, che ricadono poi sui cittadini onesti. Dall’altra parte la collaborazione tra Legambiente, Gev e imprese restituisce fiducia alla comunità perché, grazie a una responsabilizzazione collettiva per un bene comune quale l’ambiente, riesce a produrre un importante passo avanti nelle modalità e nell’efficacia dell’intervento. L'Amministrazione Comunale dal canto suo sarà al fianco di questa iniziativa con controlli più severi”.

"Il costo derivato dalla bonifica di aree contenenti rifiuti abbandonati – dichiara l’Assessore Ambiente della Provincia Mirko Tutino - è un onere che la collettività deve sostenere per l'incuria e per lo scarso senso civico di chi sceglie di non rispettare l'ambiente. Da anni la Provincia collabora con le associazioni ambientaliste per svolgere un’ attività di controllo e vigilianza sul nostro territorio. Le istituzioni e la cittadinanza tutta devono molto ai volontari di queste associazioni: il pubblico da solo non sarebbe in grado di monitorare un territorio vasto e complesso come il nostro. Gli enti pubblici purtroppo si trovano ad affrontare da soli anche la bonifica di questi siti, perchè in molti casi è difficile rintracciare o perseguire in tempi brevi i responsabili. Il progetto presentato da Legambiente è un ulteriore passo in questa direzione che si potrà realizzare grazie all'impegno di quattro importanti aziende che operano nel nostro territorio".

“L’abbandono dei rifiuti è un problema che affrontiamo spesso e che ci vede impegnati da tempo con campagne informative come con il nostro lavoro quotidiano. – afferma Nino Simonazzi Direttore di Iren Emilia - Per questa ragione collaboriamo volentieri con il progetto ideato da Legambiente di Reggio Emilia che cerca di lanciare un segnale e di contribuire alla risoluzione del problema. Si tratta indubbiamente di una esperienza innovativa che mette in rete i soggetti già presenti sul territorio, valorizzando le competenze e le disponibilità di ciascuno.”

L’ufficio stampa: 348.7419763

 

Il Riciclo, mercatino del riuso di Legambiente

In considerazione delle nuove norme chi dovrebbero uscire a breva da parte della regione Emilia romagna riguardanti i mercatini del riuso, il nostro primo mercatino Il Riciclo al parcheggio della Polveriera nel 2020 si terrà domenica 17 maggio (previa autorizzazione da parte dell'amministrazione comunale di Reggio Emilia).

Tutti coloro che intendono partecipare al mercatino "Il Riciclo" di Legambiente Reggio Emilia devono REGISTRARSI preventivamente sul sito http://mercatini.legambientereggioemilia.it compilando i dati richiesti. Seguirà da parte di Legambiente la conferma della avvenuta registrazione. La registrazione - e solo questa- da la possibilità d'iscriversi ai mercatini alla data e ora di volta in volta stabiliti durante l'anno.

Comunicati Stampa

“Probabilmente dovremo rassegnarci ancora a conviverci per molti anni con questo fenomeno – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – se anche nell’anno del lockdown (il 2020 appunto) i livelli delle polveri fini hanno fatto registare 61 sforamenti nella centralina di Viale Timavo a Reggio del limite consentito della concentrazione di 50 microgrammi/metro cubo. Come per gli anni precedenti gli unici fattori che riducono e dedidono i livelli di inquinanti nel bacino padano sono il rimescolamento dell’aria dovuto ai venti e la pulizia della stessa per la pioggia. A seconda di questi due fenomeni si alzano e abbassano i livelli delle polveri".

Se leggiamo i dati degli ultimi 10 anni infatti l’unica correlazione possibile resta quella del meteo, mentre sono del tutto ininfluenti le misure di contenimento proposte dagli enti pubblici sia alivello regionale che locale: l’abbiamo visto durante il periodo del confinamento primaverile, dove nonostante il bassissimo livello di traffico veicolare si sono registrati casi di superamento della soglia consentita. Se alcuni inquinanti in questo periodo si erano molto ridotti (come ossidi di azoto e benzene) altri hanno avuto andamenti diversi, come l’ammoniaca, generata soprattutto dall’agricoltura, settore non toccato dal confinamento e le stesse polveri fini, che hanno risentito in negativo del maggior uso del riscaldamento domestico e dell’uso delle biomasse, facendo registare casi di superamento della soglia consentita. L’origine mista delle PM10, derivata da fonti primarie e secondarie, ha risentito infatti negativamente di condizioni di stabilità atmosferica, che generano un ristagno degli inquinanti.

Di questa pochezza delle politiche ambientali sulla qualità dell’aria nel bacino padano se ne è accorta anche la Corte di Giustizia dell’UE che a novembre ha condannato l’Italia poiché i valori limite del Pm10 sono stati superati in maniera "sistematica e continuata" tra il 2008 e il 2017 e non sono stati presi provvedimenti efficaci.

“Piantare alberi come si sta facendo anche a Reggio è certamente utile e importante – conclude Becchi – ma rischia di essere solo una goccia nel mare se non si interviene con politiche sul clima molto più incisive e radicali, utilizzando anche i finanziamenti del Recovery Fund, che rendano il Paese più moderno, sicuro e vivibile, riducendo le emissioni in atmosfera dei settori trasporti, industria, edilizia e agricoltura ed investendo maggiormente sull’efficientamento energetico. Solo in questo modo si potrà avere un bacino padano che possa dare ai suoi cittadini una qualità dell’aria accettabile, senza costringerli a dovere aspettare solo il vento e la pioggia come accaduto in questi ultimi anni”.

L’ufficio stampa: 348.7419763