12-03-2011: Operazione scuole pulite a Reggio Emilia

Reggio Emilia 12 marzo 2011

Torna Nontiscordardimè, Operazione Scuole Pulite di Legambiente
Piccole grandi azioni per migliorare la qualità degli edifici scolastici
e mettere in pratica la sostenibilità

Ha preso il via oggi Nontiscordardimé, la campagna di Legambiente per migliorare le nostre scuole, attraverso delle piccole azioni come piantare fiori ed essenze profumate, ripulire gli spazi trascurati o laboratori di riciclo. A livello nazionale hanno aderito circa 1000 scuole, con 4.600 classi e oltre 97.000 ragazzi hanno aderito quest’anno all'iniziativa che ogni anno vede genitori, insegnanti e ragazzi partecipare insieme ad azioni volte a migliorare gli istituti scolastici.

“Nontiscordardimè si conferma ancora una volta la più partecipata campagna di volontariato delle nostre scuole – ha dichiarato Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia -. L’entusiasmo anche dei tanti volontari ci dimostra come la scuola, malgrado il depauperamento delle risorse, si confermi luogo primario per la formazione alla cittadinanza e per la sperimentazione della convivenza civile. Sono molte le classi che hanno scelto di aprire i ‘cantieri’ per rendere la scuola più sostenibile, lavorando su proposte di innovazione del modello di gestione basato sul cambiamento degli stili di vita, confermando il ruolo strategico che può avere la scuola nell'educare a una società più attenta e rispettosa”.

Questa mattina si sono impegnati gli alunni della scuola Ada Negri in centro città, già interessata nel novembre scorso alla Festa dell’Albero. Le classi si sono alternate nella piantumazione di fiori nel giardino scolastico, ripulirlo dalle foglie e dalle infestanti, aiutate dai volontari e dalle Guardie Ecologiche di Legambiente.
Nei prossimi giorni saranno coinvolte le scuole primarie Matilde di Canossa, Zibordi e Carducci di Reggio e la scuola primaria di San Martino di Guastalla.

L’ufficio stampa: 348-7419763

 

Il Riciclo, mercatino del riuso di Legambiente

In considerazione delle nuove norme chi dovrebbero uscire a breva da parte della regione Emilia romagna riguardanti i mercatini del riuso, il nostro primo mercatino Il Riciclo al parcheggio della Polveriera nel 2020 si terrà domenica 17 maggio (previa autorizzazione da parte dell'amministrazione comunale di Reggio Emilia).

Tutti coloro che intendono partecipare al mercatino "Il Riciclo" di Legambiente Reggio Emilia devono REGISTRARSI preventivamente sul sito http://mercatini.legambientereggioemilia.it compilando i dati richiesti. Seguirà da parte di Legambiente la conferma della avvenuta registrazione. La registrazione - e solo questa- da la possibilità d'iscriversi ai mercatini alla data e ora di volta in volta stabiliti durante l'anno.

Comunicati Stampa

“Probabilmente dovremo rassegnarci ancora a conviverci per molti anni con questo fenomeno – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – se anche nell’anno del lockdown (il 2020 appunto) i livelli delle polveri fini hanno fatto registare 61 sforamenti nella centralina di Viale Timavo a Reggio del limite consentito della concentrazione di 50 microgrammi/metro cubo. Come per gli anni precedenti gli unici fattori che riducono e dedidono i livelli di inquinanti nel bacino padano sono il rimescolamento dell’aria dovuto ai venti e la pulizia della stessa per la pioggia. A seconda di questi due fenomeni si alzano e abbassano i livelli delle polveri".

Se leggiamo i dati degli ultimi 10 anni infatti l’unica correlazione possibile resta quella del meteo, mentre sono del tutto ininfluenti le misure di contenimento proposte dagli enti pubblici sia alivello regionale che locale: l’abbiamo visto durante il periodo del confinamento primaverile, dove nonostante il bassissimo livello di traffico veicolare si sono registrati casi di superamento della soglia consentita. Se alcuni inquinanti in questo periodo si erano molto ridotti (come ossidi di azoto e benzene) altri hanno avuto andamenti diversi, come l’ammoniaca, generata soprattutto dall’agricoltura, settore non toccato dal confinamento e le stesse polveri fini, che hanno risentito in negativo del maggior uso del riscaldamento domestico e dell’uso delle biomasse, facendo registare casi di superamento della soglia consentita. L’origine mista delle PM10, derivata da fonti primarie e secondarie, ha risentito infatti negativamente di condizioni di stabilità atmosferica, che generano un ristagno degli inquinanti.

Di questa pochezza delle politiche ambientali sulla qualità dell’aria nel bacino padano se ne è accorta anche la Corte di Giustizia dell’UE che a novembre ha condannato l’Italia poiché i valori limite del Pm10 sono stati superati in maniera "sistematica e continuata" tra il 2008 e il 2017 e non sono stati presi provvedimenti efficaci.

“Piantare alberi come si sta facendo anche a Reggio è certamente utile e importante – conclude Becchi – ma rischia di essere solo una goccia nel mare se non si interviene con politiche sul clima molto più incisive e radicali, utilizzando anche i finanziamenti del Recovery Fund, che rendano il Paese più moderno, sicuro e vivibile, riducendo le emissioni in atmosfera dei settori trasporti, industria, edilizia e agricoltura ed investendo maggiormente sull’efficientamento energetico. Solo in questo modo si potrà avere un bacino padano che possa dare ai suoi cittadini una qualità dell’aria accettabile, senza costringerli a dovere aspettare solo il vento e la pioggia come accaduto in questi ultimi anni”.

L’ufficio stampa: 348.7419763