Reggio Emilia 7 maggio 2011

PULITO IL POLO DI VIA MAKALLE': OLTRE 200 STUDENTI ALL'OPERA PER UNA SCUOLA PIU' PULITA. CARTACCE, BOTTIGLIETTE, MA SOPRATTUTTO TANTI MOZZICONI DI SIGARETTA

Erano oltre 200 gli studenti che questa mattina, al polo scolastico di via Makallé, hanno partecipato all'iniziativa "Puliamo il Polo" organizzata dai rappresentanti degli studenti dell'istituto magistrale "Matilde di Canossa" in collaborazione con Legambiente Reggio Emilia. 12 le classi coinvolte, appartenenti, oltre che alle magistrali, all'ITI, al BUS e al Secchi. Dalle 9.30 fino alle 12.30 gli studenti sono stati impegnati nella raccolta di cartacce, mozziconi di sigaretta, bottigliette di plastica e molti altri rifiuti abbandonati sia sull'asfalto che in mezzo all'erba, coordinati da alcuni volontari delle Guardie Ecologiche Volontarie della Legambiente. Oltre 10 sacchi di immondizia, ovviamente differenziata, sono stati raccolti e il risultato è stato a dir poco sorprendente. Professori, bidelli, ma anche gli stessi studenti, affermavano di non aver mai visto il polo così pulito.

La mattinata ha avuto un notevole successo - dichiara Davide Valeriani, vicepresidente di Legambiente Reggio Emilia - e mi sento di ringraziare tutte le ragazze e i ragazzi che hanno partecipato, contribuendo a pulire il polo scolastico dai rifiuti. Gli studenti hanno avuto modo di vedere quanto sia bello un ambiente pulito e senza rifiuti e come costi poco buttare il rifiuto nell'apposito cassonetto invece che in terra, evitando anche che poi ci sia qualcuno che lo debba raccogliere. Spero in realtà che questa giornata serva a tutti come invito a non abbandonare i rifiuti in terra e, soprattutto, a differenziare con oculatezza: un minimo impegno in più oggi consente di avere un ambiente più pulito e vivibile per tutta la comunità.

Si allegano alcune fotografie dell'iniziativa (classi 5 linguistico 1 e 5 informatico 1 del BUS Pascal).

L'ufficio stampa. 349-3645023

 

Il Riciclo, mercatino del riuso di Legambiente

In considerazione delle nuove norme chi dovrebbero uscire a breva da parte della regione Emilia romagna riguardanti i mercatini del riuso, il nostro primo mercatino Il Riciclo al parcheggio della Polveriera nel 2020 si terrà domenica 17 maggio (previa autorizzazione da parte dell'amministrazione comunale di Reggio Emilia).

Tutti coloro che intendono partecipare al mercatino "Il Riciclo" di Legambiente Reggio Emilia devono REGISTRARSI preventivamente sul sito http://mercatini.legambientereggioemilia.it compilando i dati richiesti. Seguirà da parte di Legambiente la conferma della avvenuta registrazione. La registrazione - e solo questa- da la possibilità d'iscriversi ai mercatini alla data e ora di volta in volta stabiliti durante l'anno.

Comunicati Stampa

“Probabilmente dovremo rassegnarci ancora a conviverci per molti anni con questo fenomeno – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – se anche nell’anno del lockdown (il 2020 appunto) i livelli delle polveri fini hanno fatto registare 61 sforamenti nella centralina di Viale Timavo a Reggio del limite consentito della concentrazione di 50 microgrammi/metro cubo. Come per gli anni precedenti gli unici fattori che riducono e dedidono i livelli di inquinanti nel bacino padano sono il rimescolamento dell’aria dovuto ai venti e la pulizia della stessa per la pioggia. A seconda di questi due fenomeni si alzano e abbassano i livelli delle polveri".

Se leggiamo i dati degli ultimi 10 anni infatti l’unica correlazione possibile resta quella del meteo, mentre sono del tutto ininfluenti le misure di contenimento proposte dagli enti pubblici sia alivello regionale che locale: l’abbiamo visto durante il periodo del confinamento primaverile, dove nonostante il bassissimo livello di traffico veicolare si sono registrati casi di superamento della soglia consentita. Se alcuni inquinanti in questo periodo si erano molto ridotti (come ossidi di azoto e benzene) altri hanno avuto andamenti diversi, come l’ammoniaca, generata soprattutto dall’agricoltura, settore non toccato dal confinamento e le stesse polveri fini, che hanno risentito in negativo del maggior uso del riscaldamento domestico e dell’uso delle biomasse, facendo registare casi di superamento della soglia consentita. L’origine mista delle PM10, derivata da fonti primarie e secondarie, ha risentito infatti negativamente di condizioni di stabilità atmosferica, che generano un ristagno degli inquinanti.

Di questa pochezza delle politiche ambientali sulla qualità dell’aria nel bacino padano se ne è accorta anche la Corte di Giustizia dell’UE che a novembre ha condannato l’Italia poiché i valori limite del Pm10 sono stati superati in maniera "sistematica e continuata" tra il 2008 e il 2017 e non sono stati presi provvedimenti efficaci.

“Piantare alberi come si sta facendo anche a Reggio è certamente utile e importante – conclude Becchi – ma rischia di essere solo una goccia nel mare se non si interviene con politiche sul clima molto più incisive e radicali, utilizzando anche i finanziamenti del Recovery Fund, che rendano il Paese più moderno, sicuro e vivibile, riducendo le emissioni in atmosfera dei settori trasporti, industria, edilizia e agricoltura ed investendo maggiormente sull’efficientamento energetico. Solo in questo modo si potrà avere un bacino padano che possa dare ai suoi cittadini una qualità dell’aria accettabile, senza costringerli a dovere aspettare solo il vento e la pioggia come accaduto in questi ultimi anni”.

L’ufficio stampa: 348.7419763