Reggio Emilia 28 novembre 2011

RIPARTE IL GRUPPO DI ACQUISTO SOLARE DI LEGAMBIENTE: MARTEDI' E MERCOLEDI' I PRIMI DUE APPUNTAMENTI

Dopo il successo della prima edizione, partita a febbraio e che ha visto l'installazione di10 impianti fotovoltaici da 3 Kw su altrettante abitazioni di cittadini della provincia di Reggio Emilia ad un prezzo competitivo, a fine novembre partirà il nuovo GAS (Gruppo di Acquisto Solare) di Legambiente Reggio Emilia.

Scopo del GAS è costituire un gruppo di persone (più ampio possibile) interessate all'installazione di un impianto fotovoltaico per fare massa critica e ottenere dalle aziende sconti piuttosto sostenuti (attorno al 20-30%).

Raccolte le adesione, Legambiente svolgerà una gara d'appalto secondo un capitolato tecnico per decretare, con una commissione di tecnici super partes, l'azienda con il miglior rapporto qualità/prezzo. Ogni ditta può partecipare alla gara secondo le modalità del capitolato tecnico, presente sul sito di Legambiente Reggio Emilia.

Martedì 29 novembre alle ore 20.45 ci sarà la prima serata di presentazione a Rubiera, presso la sala civica, organizzata con il patrocinio del comune di Rubiera, in cui verrà presentato il funzionamento del gruppo di acquisto. La serata di presentazione verrà poi replicata mercoledì 30 novembre a Reggio Emilia presso la Gabella di via Roma, sempre alle 20.45.

Sono poi previste altre tre serate di presentazione a Castelnovo ne' Monti (6 dicembre), Montecchio (13 dicembre) e Fabbrico (15 dicembre), tutte organizzate con il patrocinio dei comuni.

Durante le serate, aperte a tutti, sarà possibile iscriversi al GAS senza impegno. L'azienda vincitrice farà poi un sopralluogo gratuito e senza impegno nelle abitazioni e invierà il preventivo di spesa. A quel punto, ogni famiglia potrà decidere se continuare accettando il preventivo o rinunciare all'impianto senza spese aggiuntive.

"Lo sviluppo delle fonti rinnovabili attraverso iniziative come questa permette di rilanciare le economie locali, grazie all'enorme numero di posti di lavoro creati da questo settore, rispettando l'ambiente." - dichiara Davide Valeriani, vicepresidente di Legambiente Reggio Emilia e responsabile del progetto - "Nonostante gli scellerati piani del precedente governo in tema di risparmio energetico e incentivi al fotovoltaico, che ha visto sospendere gli incentivi per oltre un mese paralizzando il settore, il numero sempre maggiore di impianti installati anche nella nostra provincia dimostra la sensibilità dei reggiani per il tema, quello della crisi energetica globale, sempre più urgente e vitale per la vita del nostro pianeta."

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito www.legambientereggioemilia.it o telefonare allo 0522-431166.

L'ufficio stampa: 349.3645023

 

Il Riciclo, mercatino del riuso di Legambiente

In considerazione delle nuove norme chi dovrebbero uscire a breva da parte della regione Emilia romagna riguardanti i mercatini del riuso, il nostro primo mercatino Il Riciclo al parcheggio della Polveriera nel 2020 si terrà domenica 17 maggio (previa autorizzazione da parte dell'amministrazione comunale di Reggio Emilia).

Tutti coloro che intendono partecipare al mercatino "Il Riciclo" di Legambiente Reggio Emilia devono REGISTRARSI preventivamente sul sito http://mercatini.legambientereggioemilia.it compilando i dati richiesti. Seguirà da parte di Legambiente la conferma della avvenuta registrazione. La registrazione - e solo questa- da la possibilità d'iscriversi ai mercatini alla data e ora di volta in volta stabiliti durante l'anno.

Comunicati Stampa

“Probabilmente dovremo rassegnarci ancora a conviverci per molti anni con questo fenomeno – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – se anche nell’anno del lockdown (il 2020 appunto) i livelli delle polveri fini hanno fatto registare 61 sforamenti nella centralina di Viale Timavo a Reggio del limite consentito della concentrazione di 50 microgrammi/metro cubo. Come per gli anni precedenti gli unici fattori che riducono e dedidono i livelli di inquinanti nel bacino padano sono il rimescolamento dell’aria dovuto ai venti e la pulizia della stessa per la pioggia. A seconda di questi due fenomeni si alzano e abbassano i livelli delle polveri".

Se leggiamo i dati degli ultimi 10 anni infatti l’unica correlazione possibile resta quella del meteo, mentre sono del tutto ininfluenti le misure di contenimento proposte dagli enti pubblici sia alivello regionale che locale: l’abbiamo visto durante il periodo del confinamento primaverile, dove nonostante il bassissimo livello di traffico veicolare si sono registrati casi di superamento della soglia consentita. Se alcuni inquinanti in questo periodo si erano molto ridotti (come ossidi di azoto e benzene) altri hanno avuto andamenti diversi, come l’ammoniaca, generata soprattutto dall’agricoltura, settore non toccato dal confinamento e le stesse polveri fini, che hanno risentito in negativo del maggior uso del riscaldamento domestico e dell’uso delle biomasse, facendo registare casi di superamento della soglia consentita. L’origine mista delle PM10, derivata da fonti primarie e secondarie, ha risentito infatti negativamente di condizioni di stabilità atmosferica, che generano un ristagno degli inquinanti.

Di questa pochezza delle politiche ambientali sulla qualità dell’aria nel bacino padano se ne è accorta anche la Corte di Giustizia dell’UE che a novembre ha condannato l’Italia poiché i valori limite del Pm10 sono stati superati in maniera "sistematica e continuata" tra il 2008 e il 2017 e non sono stati presi provvedimenti efficaci.

“Piantare alberi come si sta facendo anche a Reggio è certamente utile e importante – conclude Becchi – ma rischia di essere solo una goccia nel mare se non si interviene con politiche sul clima molto più incisive e radicali, utilizzando anche i finanziamenti del Recovery Fund, che rendano il Paese più moderno, sicuro e vivibile, riducendo le emissioni in atmosfera dei settori trasporti, industria, edilizia e agricoltura ed investendo maggiormente sull’efficientamento energetico. Solo in questo modo si potrà avere un bacino padano che possa dare ai suoi cittadini una qualità dell’aria accettabile, senza costringerli a dovere aspettare solo il vento e la pioggia come accaduto in questi ultimi anni”.

L’ufficio stampa: 348.7419763