Ligonchio 21 ottobre 2008

QUANDO MANCANO I FONDI IL COMUNE DI LIGONCHIO DECIDE DI REALIZZARE UNA NUOVA VARIANTE PASSANDO FRA LE SCUOLE

Legambiente Reggio Emilia definisce sconcertante la notizia che arriva da Ligonchio, riguardante la prossima realizzazione di una nuova variante stradale che dovrebbe avere il compito di agevolare lo scorrimento del traffico durante l'unica manifestazione estiva che si svolge nel Capoluogo (la Fiera della Val d'Ozola).
"Partendo dal presupposto che Ligonchio si candida ad essere una delle due sedi del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano - dichiara Stefano Regio gestore dell'Ostello di Casalino di Ligonchio - e che già questo da solo dovrebbe fare riflettere maggiormente prima di avanzare ipotesi di nuove asfaltature, ci chiediamo se sia proprio necessario procedere alla realizzazione di questa nuova strada, visto che anche quest'anno si è svolta senza nessun problema la tanto discussa Fiera, semplicemente adottando l'elementare soluzione di trasformare la strada che attraversa il Paese, in un senso unico alternato, con l'installazione di due semafori provvisori (così come si fa da ormai tanti anni in molti altri centri del nostro Appennino)."
"Ma l'aspetto ancora più preoccupante che ci ha convinti ad intervenire in prima persona nel criticare questa scelta - continua Regio - risiede nel fatto che inspiegabilmente la nuova variante porterà il transito dei veicoli in una zona ad altissimo rischio dal momento che passerà esattamente in mezzo alla Scuola Materna e alla Scuola Elementare, nonché alla Palestra Comunale, tutti luoghi frequentati da bambini e ragazzi in tutto il periodo dell'anno. In più nelle immediate vicinanze vi è il deposito degli Operai Comunali e il percorso presumibilmente non risparmierà neppure il parcheggio della Palestra."
"Ricordando che Ligonchio ospiterà nell'immediato futuro l'Atelièr dell'Acqua - dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia - fortemente voluto in collaborazione con Reggio Children e il Parco Nazionale, e che quindi diventerà meta per moltissimi bambini e scolaresche, ci sentiamo maggiormente in dovere di criticare la scellerata scelta di far passare tra un Asilo e una Scuola Elementare una strada, lunga poche centinaia di metri, di nuova costruzione. Un brutto esempio sicuramente per le giovani generazioni che visiteranno il paese."
"E' possibile - conclude infine Becchi -  che con tutte le problematiche che affliggono in questo periodo la nostra Montagna e la scuola questa sia l'opera più urgente la cui realizzazione (tra l'altro molto onerosa) non può essere assolutamente rimandata? E' lecito pensare che la scelta del tracciato faccia presupporre da parte dell'Amministrazione la certezza della chiusura definitiva del complesso scolastico (altrimenti non si spiegherebbe la scelta di passare proprio li in mezzo)? Sarebbe bello ricevere una risposta in grado di accendere un sano e democratico dibattito pubblico o quanto meno un segnale che faccia allontanare l'idea che dietro tutto ci sia solo la volontà, ormai troppo diffusa in Italia, di trasformare sempre più terreni in zone edificabili con l'inevitabile aumento del valore economico degli stessi."

L'ufficio stampa 348.7419763

 

Il Riciclo, mercatino del riuso di Legambiente

In considerazione delle nuove norme chi dovrebbero uscire a breva da parte della regione Emilia romagna riguardanti i mercatini del riuso, il nostro primo mercatino Il Riciclo al parcheggio della Polveriera nel 2020 si terrà domenica 17 maggio (previa autorizzazione da parte dell'amministrazione comunale di Reggio Emilia).

Tutti coloro che intendono partecipare al mercatino "Il Riciclo" di Legambiente Reggio Emilia devono REGISTRARSI preventivamente sul sito http://mercatini.legambientereggioemilia.it compilando i dati richiesti. Seguirà da parte di Legambiente la conferma della avvenuta registrazione. La registrazione - e solo questa- da la possibilità d'iscriversi ai mercatini alla data e ora di volta in volta stabiliti durante l'anno.

Comunicati Stampa

“Probabilmente dovremo rassegnarci ancora a conviverci per molti anni con questo fenomeno – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – se anche nell’anno del lockdown (il 2020 appunto) i livelli delle polveri fini hanno fatto registare 61 sforamenti nella centralina di Viale Timavo a Reggio del limite consentito della concentrazione di 50 microgrammi/metro cubo. Come per gli anni precedenti gli unici fattori che riducono e dedidono i livelli di inquinanti nel bacino padano sono il rimescolamento dell’aria dovuto ai venti e la pulizia della stessa per la pioggia. A seconda di questi due fenomeni si alzano e abbassano i livelli delle polveri".

Se leggiamo i dati degli ultimi 10 anni infatti l’unica correlazione possibile resta quella del meteo, mentre sono del tutto ininfluenti le misure di contenimento proposte dagli enti pubblici sia alivello regionale che locale: l’abbiamo visto durante il periodo del confinamento primaverile, dove nonostante il bassissimo livello di traffico veicolare si sono registrati casi di superamento della soglia consentita. Se alcuni inquinanti in questo periodo si erano molto ridotti (come ossidi di azoto e benzene) altri hanno avuto andamenti diversi, come l’ammoniaca, generata soprattutto dall’agricoltura, settore non toccato dal confinamento e le stesse polveri fini, che hanno risentito in negativo del maggior uso del riscaldamento domestico e dell’uso delle biomasse, facendo registare casi di superamento della soglia consentita. L’origine mista delle PM10, derivata da fonti primarie e secondarie, ha risentito infatti negativamente di condizioni di stabilità atmosferica, che generano un ristagno degli inquinanti.

Di questa pochezza delle politiche ambientali sulla qualità dell’aria nel bacino padano se ne è accorta anche la Corte di Giustizia dell’UE che a novembre ha condannato l’Italia poiché i valori limite del Pm10 sono stati superati in maniera "sistematica e continuata" tra il 2008 e il 2017 e non sono stati presi provvedimenti efficaci.

“Piantare alberi come si sta facendo anche a Reggio è certamente utile e importante – conclude Becchi – ma rischia di essere solo una goccia nel mare se non si interviene con politiche sul clima molto più incisive e radicali, utilizzando anche i finanziamenti del Recovery Fund, che rendano il Paese più moderno, sicuro e vivibile, riducendo le emissioni in atmosfera dei settori trasporti, industria, edilizia e agricoltura ed investendo maggiormente sull’efficientamento energetico. Solo in questo modo si potrà avere un bacino padano che possa dare ai suoi cittadini una qualità dell’aria accettabile, senza costringerli a dovere aspettare solo il vento e la pioggia come accaduto in questi ultimi anni”.

L’ufficio stampa: 348.7419763