Reggio Emilia 11 aprile 2012

TROPPE POLVERI NELL’ARIA CHE RESPIRIAMO – QUESTI I DATI DI MAL’ARIA, LA CAMPAGNA DI RILEVAZIONE FATTA DAI VOLONTARI DI LEGAMBIENTE IN COLLABORAZIONE CON LO STUDIO ALFA CHE PER UNA SETTIMANA A REGGIO HANNO MISURATO LE POLVERI RESPIRABILI – NECESSARIE AZIONI PIU’ INCISIVE PER EVITARE DANNI ALLA SALUTE

“La campagna di monitoraggio della qualità dell’aria – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – quest’anno a Reggio la si è voluta caratterizzare con un monitoraggio in continuo per una settimana delle polveri respirabili, iniziativa sperimentale e forse unica in Italia, realizzata attraverso l’utilizzo di un’unità di campionamento che 6 volontari per 7 giorni hanno sempre avuto con se. Si è voluto in pratica misurare quello che un cittadino respira quotidianamente, mentre lavora, svolge commissioni o semplicemente si muove per la città. L’iniziava è stata possibile grazie alla collaborazione con lo Studio Alfa, che ha messo a disposizione le competenze e la strumentazione per questa campagna e grazie anche ai sei volontari dell’Associazione che si sono prestata per la sperimentazione”.

Il monitoraggio è avvenuto determinando il Particolato respirabile secondo la frazione ottenuta da selettore a ciclone tipo Lippmann  effettuata con unità di campionamento per polveri dedicata. E’ opportuno chiarire cosa si intende per particolato respirabile soprattutto con riferimento alla frazione cosiddetta PM10 o PM 2,5 come generalmente sono indicati i parametri che si ottengono dalle centraline ARPA. In prima approssimazione possiamo intendere il dato ottenuto dal selettore di Lippmann come particelle PM 5, Si ricorda che il ciclone Lippmann è tra quelli raccomandati per la valutazione della polvere “respirabile” per i luoghi di lavoro (D.Lgs 81/2009)

I monitoraggi sono stati eseguiti per una intera settimana dal mercoledì 14 al martedì 20 marzo 2012 e ogni giornata (di 24 ore) è stata coperta da un volontario.

Questi dati non hanno certo la pretesa di essere esaustivi, ma pur nella loro limitatezza si possono fare alcune considerazioni.

- I dati dei monitoraggi personali sono allineati ai dati delle centraline a conferma che l’inquinamento tendenzialmente di natura veicolare valutato ad esempio dalla centralina più “calda” di viale Timavo trova riscontro non solo a bordo strada, ma più in generale nell’aria di Reggio.

- I valori trovati sono in prima lettura superiori ai dati delle centraline, ma più difficile è giustificare il dato con effettiva maggiore esposizione del cittadino rispetto a quanto suggerirebbero le centraline, poiché i metodi di misura sono radicalmente diversi e da approfondire è il significato delle PM10 delle nostre probabili PM 5 e delle PM 2,5. Questo ha a che fare anche con il reale significato della pericolosità e delle soglie di legge associate questi parametri granulometrici che sono trattati diversamente da norme diverse.

- I dati trovati sono interessanti anche da un punto di vista strettamente scientifico perché sono lineari e consistenti ad esempio valutando la diminuzione nel fine settimana e ben misurabili per cui il monitoraggio qui utilizzato potrebbe essere esteso a diverse altre situazioni come utilissima integrazione dei dati delle centraline.

Nel trasmettere i risultati del monitoraggio effettuato da Studio Alfa, il Presidente Mauro Carretti esprime soddisfazione per il lavoro svolto a seguito della proposta di Legambiente Reggio Emilia, considerata stimolante e a seguito della quale ha messo a disposizione il proprio personale ed attrezzature, sia dal punto di vista tecnico per valutazioni ambientali della tutela e salvaguardia della salute dei cittadini”. I risultati sembrano darci ragione dice ancora Carretti nel senso che questo tipo di monitoraggio si è rivelato necessario perché utile alla migliore definizione del fenomeno della presenza di particolato respirabile in contesti più generali in ambito urbano a Reggio Emilia. I dati ottenuti giustificano pertanto la necessità di approfondimenti del tema dell’inquinamento atmosferico che questa pur breve ricerca ha affrontato.

Giornata

Mese di marzo 2012

Particelle respirabili mg/m3

ARPA PM10

Timavo

mg/m3

ARPA PM10

S.Lazzaro

mg/m3

ARPA PM2.5

S.Lazzaro

mg/m3

Mercoledì 14

82

50

47

31

Giovedì 15

57

63

62

43

Venerdì 16

82

83

79

52

Sabato 17

49

79

79

62

Domenica 18

28

44

52

39

Lunedì 19

33

37

34

22

Martedì 20

50

41

33

19

“I dati trovati – conclude Becchi - suggeriscono senza dubbio una estesa e diffusa presenza di particolato respirabile che interessa tendenzialmente tutta la popolazione. Non consentono per ora di stabilire esattamente il significato “storico” di questi valori e suggeriscono anche la necessità di confronti con possibili “bianchi” ovvero con aree presumibilmente lontano dal traffico urbano e da altre fonti di particolato “antropico”. Certamente le misure adottate a livello regionale e anche quindi cittadino per mitigare questo fenomeno sono state del tutto insufficienti, così come non esiste una seria politica di rilancio del trasporto pubblico, che a Reggio città dal 1995 al 2010 è passato da 98 viaggi/abitante all’anno a 71, chiara testimonianza di una disaffezione in atto da anni dei cittadini verso questa forma di mobilità sostenibile. E’ necesario partire da politiche ed azioni locali serie per risolvere questo problema che riguarda il tutto il bacino padano, evitando, come sta accdendo in molte realtà amministrative, di aggrapparsi a questo ragionamento per evitare di attuare delle vere politiche di risanamento della qualità dell’aria. Ci aspettiamo un deciso cambio di rotta da questa amministrazione, visti i dati raccolti e i continui sforamenti delle centrali Arpa delle scorse settimane”.

L’ufficio stampa: 348.7419763

 

Il Riciclo, mercatino del riuso di Legambiente

In considerazione delle nuove norme chi dovrebbero uscire a breva da parte della regione Emilia romagna riguardanti i mercatini del riuso, il nostro primo mercatino Il Riciclo al parcheggio della Polveriera nel 2020 si terrà domenica 17 maggio (previa autorizzazione da parte dell'amministrazione comunale di Reggio Emilia).

Tutti coloro che intendono partecipare al mercatino "Il Riciclo" di Legambiente Reggio Emilia devono REGISTRARSI preventivamente sul sito http://mercatini.legambientereggioemilia.it compilando i dati richiesti. Seguirà da parte di Legambiente la conferma della avvenuta registrazione. La registrazione - e solo questa- da la possibilità d'iscriversi ai mercatini alla data e ora di volta in volta stabiliti durante l'anno.

Comunicati Stampa

REGGIO 5° NELLA CLASSIFICA GENERALE – BUONI I NUMERI DEI TRE INDICI LEGATI ALL’INQUINAMENTO ATMOSFERICO, STABILI I CONSUMI IDRICI E LE ENERGIE RINNOVABILI. PEGGIORA NEL TOTALE DELL’ACQUA POTABILE DISPERSA E NEL MONTE DI RIFIUTI PRODOTTI

Anche quest’anno Legambiente ha realizzato Ecosistema Urbano 2020, che esamina oltre 30mila dati ambientali raccolti attraverso questionari inviati dall’Associazione ai 104 Comuni capoluogo e alle informazioni di altre fonti statistiche accreditate.

Reggio Emilia quest’anno chiude il blocco delle prime cinque (che in ordine sono Trento, Mantova, Pordenone e Bolzano), protagonista di una rincorsa alla top ten costante negli ultimi anni: era al 24° posto due anni fa e dodicesima lo scorso anno. Negli anni Reggio è stata anche 4° (nel 2011) e 44° (nel 2014): la variabilità di questo dato è dato anche dalla posizione delle altre città che possono migliorare o peggiorare, e dall’aggiornamento di alcuni indicatori, che in base alle nuove conoscenze scientifiche possono essere inseritri o eliminati, considerando che il primo rapporto è del 1995.

“Se analizziamo i dati nel lungo periodo – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – notiamo come il biossido di azoto (importante inquinante dell’aria) è calato costantemente da fine degli anni ’90 ad oggi, così come c’è una tendenza al calo delle polveri fini (le PM10), a onor della cronoca molto influenzata di anno in anno dalle condizioni meteo della pianura padana. Anche i consumi d’acqua potabile pro-capite in un anno si sono molto ridotti, passando dai 286 litri del 1995 agli attuali 133. Molto più lento è invece l’aumento della capacità di depurazione delle acque reflue, essezialmente ferma all’ 83 % da anni. La produzione di rifiuti è sempre molto alta, di 699 kg/ab/anno, dovuta soprattutto all’assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani, che fa si che nella raccolta finiscano anche tutti quelli delle imprese, elevando di molto la reale produzione di rifiuti domestici di un cittadino reggiano. Buono l’andamento della raccolta differenziata che è aumentata progressivamente negli anni, arrivando all’ 82,9 %, a fronte, a titolo di esempio, di un modesto 30 % del 2000. Resta molto alto il tasso di motorizzazione, di 64 auto ogni 100 abitanti, in linea con gli anni precedenti, ma migliora negli ultimi anni l’uso del trasporto pubblico, che raggiunge i 100 viaggi/anno/abitante, a fronte dei 63 del 2014 (anno peggiore da inizio millennio). Stabile sui 57,9 m.q./abitante il verde urbano fuibile mentre aumentano le isole pedonali, passate da 0,40 a 0,51 m.q./abitante. Peggiora negli anni, in modo costante, la dispersione idrica dalla rete, passata dal 12 % del 2012 al 25,2 % attuale: è evidente che su questo fronte servono importanti investimenti visto che 100 litri ormai un quarto non raggiunge gli utenti. Reggio è inoltre sempre prima sull’ indice di ciclabilità, indicatore dello sviluppo della rete ciclabile urbana, che ha raggiunto il valore di 44,37 metri eq./100 abitanti, a fronte di un dato degli ultimo anni di 41-42 m. eq./100 abitanti. Questo indice ci dice lo sviluppo, non il grado di manutenzione, la funzionalità e la sicurezza delle piste ciclabili, che come abbiamo visto in città necessitano poi di interventi manutentivi continui, senza i quali gli investimenti fatti servono a poco.

Buoni i numeri - conclude e sintetizza Becchi - dei tre indici legati all’inquinamento atmosferico, stabili i consumi idrici e le energie rinnovabili. Peggiora nell ‘indicatore della dispersione della rete idricapo e nel monte di rifiuti prodotti. Migliora però in quasi tutto il resto: cresce la raccolta differenziata che fa del nostro capoluogo la quinta assoluta nell’indice; salgono in modo evidente i passeggeri trasportati dal servizio di trasporto pubblico; aumenta lo spazio per i pedoni e quello dedicato alla ciclabilità dove Reggio Emilia si conferma di gran lunga la migliore in assoluto. Neo importante, però, l’arretramento della nostra città nell’indice che misura il consumo di suolo, dove scende da 7,05 su 10 dello scorso anno, a 6/10 quest’anno. Questo dato è indicativo del consumo di suolo che non si è mai arrestato nella nostra città, nonostante una forte inversione di tendenza che ha visto per la prima volta tornare agricole aree prima destinate all’edificazione e fronte di una stabilizzazione della popolazione fra i 171 e 172.000 abitanti ormai dal 2013.

Resta evidente quindi che se su alcuni indicatori la città è migliorata, resta il nodo dell’ uso del suolo, da ridurre drasticamente anche attraverso il prossimo piano urbanistico comunale e dell’uso efficiente della risorsa idrica, investendo nella rete dell’acqua potabile e nel miglioramento della depurazione: ora il 17 % delle acque reflue cittadine finiscono direttamente in corsi d’acqua superficiali senza o quasi nessun trattamento, peggiorando la qualità delle acque superficiali.

La fotografia di Ecosistema urbano 2020 è chiramente pre-pandemica. Nei mesi primaverili, dopo la fine del lockdown, anche Reggio ha subìto alcuni cambiamenti visibili. Alcuni sicuramente negativi: è ripartita la corsa al monouso di plastica e l’aria ha riacquisito l’odore tipico dello smog. Altri decisamente positivi: si sono diffusi i mezzi elettrici a 2 ruote, spinti anche dagli incentivi all’acquisto e si è esteso il ricorso al lavoro a distanza. Ma con l’arrivo dell’autunno e la riapertura delle scuole, sono riemersi anche tutti i problemi cronici, a partire dall’inadeguata offerta di trasporto pubblico, al centro di roventi polemiche sui rischi di contagio per l’impossibilità di garantire il distanziamento fisico e agli sforamenti delle PM10. E’ evidente che la lotta al cambiamenti climatico non investe solo questioni ambientali, ma anche sanitarie e sociali e su questa strada sarà necessario fare grossi investimenti nei prossimi anni”.