Reggio Emilia 27 aprile 2012

GREEN NIGHT AL FUORI ORARIO

Il progetto Green Night, che porta la sostenibilità nei locali notturni, inaugura il suo percorso domani sabato 28 aprile al Circolo Arci Fuori Orario. Il locale sarà brandizzato ad hoc e animato da installazioni, bicigeneratori e bike game che faranno da contorno al live dei Lassociazione,

Il Fuori Orario, che già da anni è attivo sui temi della sostenibilità, ha iniziato lo scorso anno la collaborazione con Legambiente – dichiara Massimo Becchi presidente del circolo di Reggio - per verificare se i cambiamenti apportati nella gestione del locale avessero una reale ricaduta ambientale. Questa serata sarà un momento dedicato per promuovere le buone pratiche adottate e diffonderle ai fuitori e ad altre reatlà simili di intrattenimento.

L’importanza di questo è evidente, se si pensa che transitano durante le varie iniziative, ogni stagione, migliaia di persone, e che i locali destinati all’intrattenimento non hanno fino ad ora mostrato alcun interesse verso questo approccio, tanto che questa iniziativa è una delle prime a livello non solo locale ma anche nazionale e che speriamo possa essere seguita da molte altre strutture.

L’impatto ambientale del circolo, come calcolato da Legambiente Reggio Emilia, è diminuito notevolmente grazie alle azioni intraprese dal circolo: le bottigliette di plastica sono state eliminate e l’acqua è presa direttamente dalla rete pubblica, i bicchieri, i piatti e le posate utilizzate nel locale sono tutte in plastiche biodegradabili e quindi compostabili, sono state eliminate le bottiglie di birra fornendo la birra solo alla spina, solo per citerne alcune. Tutto questo ha fatto risparmiare al circolo (e all’ambiente) 35 tonnellate di anidride carbonica all’anno, equivalenti ad aver piantato 50 alberi o all’assorbimento annuale di gas serra di 1750 piante, equivalenti anche a 175.000 km percorsi in auto o a 62 anni di consumo di energia di una famiglia di 3 persone. A questi dati abbiamo anche aggiunto il risparmio sul trasporto e sullo smaltimento dei materiali. Infatti l’acqua compie molti km prima di arrivare al consumatore finale, come pure la birra, diminuendo i mezzi circolanti e quindi l’inquinamento.

Il progetto Green Night a cui partecipa Legambiente Reggio Emilia, è coordinato dal Centro Antartide di Bologna con la partnership di WWF Rimini e coop Il Millepiedi e il cofinanziamento della Regione Emilia-Romagna con il Bando INFEA.

L’ufficio stampa: 348.7419763

 

Il Riciclo, mercatino del riuso di Legambiente

In considerazione delle nuove norme chi dovrebbero uscire a breva da parte della regione Emilia romagna riguardanti i mercatini del riuso, il nostro primo mercatino Il Riciclo al parcheggio della Polveriera nel 2020 si terrà domenica 17 maggio (previa autorizzazione da parte dell'amministrazione comunale di Reggio Emilia).

Tutti coloro che intendono partecipare al mercatino "Il Riciclo" di Legambiente Reggio Emilia devono REGISTRARSI preventivamente sul sito http://mercatini.legambientereggioemilia.it compilando i dati richiesti. Seguirà da parte di Legambiente la conferma della avvenuta registrazione. La registrazione - e solo questa- da la possibilità d'iscriversi ai mercatini alla data e ora di volta in volta stabiliti durante l'anno.

Comunicati Stampa

“Probabilmente dovremo rassegnarci ancora a conviverci per molti anni con questo fenomeno – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – se anche nell’anno del lockdown (il 2020 appunto) i livelli delle polveri fini hanno fatto registare 61 sforamenti nella centralina di Viale Timavo a Reggio del limite consentito della concentrazione di 50 microgrammi/metro cubo. Come per gli anni precedenti gli unici fattori che riducono e dedidono i livelli di inquinanti nel bacino padano sono il rimescolamento dell’aria dovuto ai venti e la pulizia della stessa per la pioggia. A seconda di questi due fenomeni si alzano e abbassano i livelli delle polveri".

Se leggiamo i dati degli ultimi 10 anni infatti l’unica correlazione possibile resta quella del meteo, mentre sono del tutto ininfluenti le misure di contenimento proposte dagli enti pubblici sia alivello regionale che locale: l’abbiamo visto durante il periodo del confinamento primaverile, dove nonostante il bassissimo livello di traffico veicolare si sono registrati casi di superamento della soglia consentita. Se alcuni inquinanti in questo periodo si erano molto ridotti (come ossidi di azoto e benzene) altri hanno avuto andamenti diversi, come l’ammoniaca, generata soprattutto dall’agricoltura, settore non toccato dal confinamento e le stesse polveri fini, che hanno risentito in negativo del maggior uso del riscaldamento domestico e dell’uso delle biomasse, facendo registare casi di superamento della soglia consentita. L’origine mista delle PM10, derivata da fonti primarie e secondarie, ha risentito infatti negativamente di condizioni di stabilità atmosferica, che generano un ristagno degli inquinanti.

Di questa pochezza delle politiche ambientali sulla qualità dell’aria nel bacino padano se ne è accorta anche la Corte di Giustizia dell’UE che a novembre ha condannato l’Italia poiché i valori limite del Pm10 sono stati superati in maniera "sistematica e continuata" tra il 2008 e il 2017 e non sono stati presi provvedimenti efficaci.

“Piantare alberi come si sta facendo anche a Reggio è certamente utile e importante – conclude Becchi – ma rischia di essere solo una goccia nel mare se non si interviene con politiche sul clima molto più incisive e radicali, utilizzando anche i finanziamenti del Recovery Fund, che rendano il Paese più moderno, sicuro e vivibile, riducendo le emissioni in atmosfera dei settori trasporti, industria, edilizia e agricoltura ed investendo maggiormente sull’efficientamento energetico. Solo in questo modo si potrà avere un bacino padano che possa dare ai suoi cittadini una qualità dell’aria accettabile, senza costringerli a dovere aspettare solo il vento e la pioggia come accaduto in questi ultimi anni”.

L’ufficio stampa: 348.7419763