Reggio Emilia 10 luglio 2012

GREEN FILM FESTIVAL - LE PROIEZIONI GRATUITE CON LEGAMBIENTE REGGIO EMILIA

Legambiente Reggio Emilia organizza tre serate in cui verranno proiettati altrettanti film che hanno per tema gli stili di vita e alcune fra le questioni ambientali di maggior interesse. Le proiezioni si svolgono nel cortile interno della ex polveriera in via Terrachini, 18, a partire dalle 21,30 circa e sono ad ingresso gratuito. Giovedì 12 luglio è la volta di Food Inc., film che parla della produzione e dello spreco del cibo a livello mondiale.

Giovedì 12 Luglio, ore 21 - FOOD INC.

(Documentario, Regia Robert Kenner, Anno 2008, Durata 94')

Il documentario racconta l'attuale metodo di produzione industrializzata di cibo che è in gran parte una risposta alla crescita dell'industria del fast food. La produzione di alimenti è controllata principalmente da una manciata di società multinazionali.

Il business internazionale di produzione alimentare ha come obiettivo la produzione di grandi quantità di cibo a basso costo. Salute e sicurezza sono spesso trascurati dalle società e sono spesso trascurati dal governo, nel tentativo di fornire cibo a buon mercato a prescindere da questi effetti negativi.

Giovedì 19 Luglio, ore 21 - THE COVE

(Documentario, Regia Louie Psihoyos, Anno 2009, Durata 92')

Chi non ha mia sperato, a bordo di un traghetto, di veder emergere dal mare una coppia di delfini? Chi non si è entusiasmato a vederli in un delfinario? Chi conosce veramente la vita di un delfino? A quest'ultima domanda, da oggi, sapremo dare una risposta che ci renderà senz'altro più tristi. Un eco-film che svela il motivo per cui forse, dal traghetto, avvistiamo di rado questi splendidi cetacei. “The cove” è stata ribattezzata una laguna sulle coste di Taiji, un parco nazionale in Giappone, un luogo paradisiaco dove però accade qualcosa di agghiacciante. Qui, per sei mesi all'anno, si danno appuntamento i cacciatori di cetacei. Pesca illegale? In realtà sì, anche se a consentirla è l'assurda legislazione della International Whaling Commission.

Giovedì 26 Luglio, ore 21 - TERRAMACCHINA

(Documentario, Regia Daniele di Domenico, Anno 2011, Durata 72')

Terramacchina è un viaggio al centro della food valley italiana. Il documentario prodotto dal CIREA dell'Università di Parma nell'ambito del progetto "Echi di in/sostenibilità:il territorio si racconta", nasce da una riflessione a più voci sul concetto di sostenibilità nel settore agroalimentare.

Attraverso immagini e testimonianze vengono portati all'attenzione dello spettatore esempi di utilizzo del territorio e delle sue risorse, per promuovere una cultura della responsabilità nella loro gestione.

Per informazioni: Legambiente Reggio E. - 0522-431166 www.legambientereggioemilia.it

 

Il Riciclo, mercatino del riuso di Legambiente

In considerazione delle nuove norme chi dovrebbero uscire a breva da parte della regione Emilia romagna riguardanti i mercatini del riuso, il nostro primo mercatino Il Riciclo al parcheggio della Polveriera nel 2020 si terrà domenica 17 maggio (previa autorizzazione da parte dell'amministrazione comunale di Reggio Emilia).

Tutti coloro che intendono partecipare al mercatino "Il Riciclo" di Legambiente Reggio Emilia devono REGISTRARSI preventivamente sul sito http://mercatini.legambientereggioemilia.it compilando i dati richiesti. Seguirà da parte di Legambiente la conferma della avvenuta registrazione. La registrazione - e solo questa- da la possibilità d'iscriversi ai mercatini alla data e ora di volta in volta stabiliti durante l'anno.

Comunicati Stampa

“Probabilmente dovremo rassegnarci ancora a conviverci per molti anni con questo fenomeno – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – se anche nell’anno del lockdown (il 2020 appunto) i livelli delle polveri fini hanno fatto registare 61 sforamenti nella centralina di Viale Timavo a Reggio del limite consentito della concentrazione di 50 microgrammi/metro cubo. Come per gli anni precedenti gli unici fattori che riducono e dedidono i livelli di inquinanti nel bacino padano sono il rimescolamento dell’aria dovuto ai venti e la pulizia della stessa per la pioggia. A seconda di questi due fenomeni si alzano e abbassano i livelli delle polveri".

Se leggiamo i dati degli ultimi 10 anni infatti l’unica correlazione possibile resta quella del meteo, mentre sono del tutto ininfluenti le misure di contenimento proposte dagli enti pubblici sia alivello regionale che locale: l’abbiamo visto durante il periodo del confinamento primaverile, dove nonostante il bassissimo livello di traffico veicolare si sono registrati casi di superamento della soglia consentita. Se alcuni inquinanti in questo periodo si erano molto ridotti (come ossidi di azoto e benzene) altri hanno avuto andamenti diversi, come l’ammoniaca, generata soprattutto dall’agricoltura, settore non toccato dal confinamento e le stesse polveri fini, che hanno risentito in negativo del maggior uso del riscaldamento domestico e dell’uso delle biomasse, facendo registare casi di superamento della soglia consentita. L’origine mista delle PM10, derivata da fonti primarie e secondarie, ha risentito infatti negativamente di condizioni di stabilità atmosferica, che generano un ristagno degli inquinanti.

Di questa pochezza delle politiche ambientali sulla qualità dell’aria nel bacino padano se ne è accorta anche la Corte di Giustizia dell’UE che a novembre ha condannato l’Italia poiché i valori limite del Pm10 sono stati superati in maniera "sistematica e continuata" tra il 2008 e il 2017 e non sono stati presi provvedimenti efficaci.

“Piantare alberi come si sta facendo anche a Reggio è certamente utile e importante – conclude Becchi – ma rischia di essere solo una goccia nel mare se non si interviene con politiche sul clima molto più incisive e radicali, utilizzando anche i finanziamenti del Recovery Fund, che rendano il Paese più moderno, sicuro e vivibile, riducendo le emissioni in atmosfera dei settori trasporti, industria, edilizia e agricoltura ed investendo maggiormente sull’efficientamento energetico. Solo in questo modo si potrà avere un bacino padano che possa dare ai suoi cittadini una qualità dell’aria accettabile, senza costringerli a dovere aspettare solo il vento e la pioggia come accaduto in questi ultimi anni”.

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