Reggio Emilia 18 luglio 2012

IMPIANTI SCIISTICI DI FEBBIO – NECESSARIA UNA RIQUALIFICAZIONE DELL’AREA INTERESSATA DALLE STRUTTURE ED UNA BONIFICA E MESSA IN SICUREZZA DI QUANTO E’ STATO ABBANDONATO

“La bellezza ci salverà” è stato uno degli slogan del congresso di Legambiente nazionale dello scorso dicembre, ma a quanto pare a Febbio di Villa Minozzo questo motto sembra non trovare casa.

“Continua la nostra inchiesta – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – sugli impianti da sci dismessi ed in stato di abbandono. Avevamo visionato quelli di Civago e del Ventasso, mentre nei giorni scorsi abbiamo fatto un sopralluogo in quelli di Febbio, un distretto della neve di ben maggiori dimensioni, con circa 20 km di piste sulla parte nord del monte Cusna. E le sorprese non sono certo mancate. Chi sale dal paese si trova subito a fare i conti con le auto dismesse dell’ex Parco del Gigante, abbandonate ai margini dell’abitato a fianco delle piste, mentre le strutture per la manutenzione delle piste sono in uno stato a dir poco precario, con molto materiale ammassato all’aria aperta in evidente stato di abbandono. Salendo si incontra il primo impianto oggi in mano al Tribunale di Reggio a seguito del fallimento della società di gestione. Ma le sorprese arrivano dove di trova il rifugio San Lorenzo, in stato di abbandono anch’esso, come i gatti delle nevi e le attrezzature delle seggiovie. Alcuni macchinari perdono olio, generando curiose pozze sul terreno, contornate da cataste di seggiolini delle funivie. Ovunque fa bella mostra il cemento armato e gli impianti per l’innevamento artificiale (cannoni, condutture idriche e cavi elettrici) che risalgono lungo le piste. Le piste stesse sono in parte già state ricolonizzate dal bosco, come pure la parte sottostante agli impianti di risalita. Poco sotto fa intravede ancora un vecchio skilift, con una baracca divelta dal basamento e ora adagiata nel bosco e la maggior parte dei tralicci inglobati dal bosco. La partenza della Febbio 2000 era dotata di punto di ristoro, abbandonato anch'esso, con ancora all’interno le bibite sigillate e le attrezzature del bar, mentre la stazione di partenza con il sapiente uso di reti metalliche è stata trasformata in recinti per gli animali. Non mancano bidoni di olio all’aperto e materiali rovinati nel bosco sottostante. L’intervento sul paesaggio è evidente, ma ancor più deve esserlo stato l’impatto iniziale, vista la presenza di un laghetto (in buona misura artificiale) da cui partono le tubazioni per rifornire d’acqua i cannoni, la cui carta catramata della copertura della struttura che ospita le pompe è sparsa nel bosco circostante”.

E’ evidente come occorra ora comunque affrontare la questione della bonifica, almeno degli impianti situati nella parte alta – sperando che riparta almeno la prima seggiovia - asportando i materali che possono provocare un inquinamento e non più utilizzabili, abbattendo almeno quelle linee di risalita che ormai appaiono del tutto obsolete, insomma un’operazione di ripristino dell’ecosistema montano che oggi potrebbe portare certamente più turismo che una serie di impianti abbandonati”.

E’ stato realizzato un video sugli impianti, che può essere visto sul nostro sito www.legambientereggioemilia.it

L’ufficio stampa: 348.7419763

 

Il Riciclo, mercatino del riuso di Legambiente

In considerazione delle nuove norme chi dovrebbero uscire a breva da parte della regione Emilia romagna riguardanti i mercatini del riuso, il nostro primo mercatino Il Riciclo al parcheggio della Polveriera nel 2020 si terrà domenica 17 maggio (previa autorizzazione da parte dell'amministrazione comunale di Reggio Emilia).

Tutti coloro che intendono partecipare al mercatino "Il Riciclo" di Legambiente Reggio Emilia devono REGISTRARSI preventivamente sul sito http://mercatini.legambientereggioemilia.it compilando i dati richiesti. Seguirà da parte di Legambiente la conferma della avvenuta registrazione. La registrazione - e solo questa- da la possibilità d'iscriversi ai mercatini alla data e ora di volta in volta stabiliti durante l'anno.

Comunicati Stampa

REGGIO 5° NELLA CLASSIFICA GENERALE – BUONI I NUMERI DEI TRE INDICI LEGATI ALL’INQUINAMENTO ATMOSFERICO, STABILI I CONSUMI IDRICI E LE ENERGIE RINNOVABILI. PEGGIORA NEL TOTALE DELL’ACQUA POTABILE DISPERSA E NEL MONTE DI RIFIUTI PRODOTTI

Anche quest’anno Legambiente ha realizzato Ecosistema Urbano 2020, che esamina oltre 30mila dati ambientali raccolti attraverso questionari inviati dall’Associazione ai 104 Comuni capoluogo e alle informazioni di altre fonti statistiche accreditate.

Reggio Emilia quest’anno chiude il blocco delle prime cinque (che in ordine sono Trento, Mantova, Pordenone e Bolzano), protagonista di una rincorsa alla top ten costante negli ultimi anni: era al 24° posto due anni fa e dodicesima lo scorso anno. Negli anni Reggio è stata anche 4° (nel 2011) e 44° (nel 2014): la variabilità di questo dato è dato anche dalla posizione delle altre città che possono migliorare o peggiorare, e dall’aggiornamento di alcuni indicatori, che in base alle nuove conoscenze scientifiche possono essere inseritri o eliminati, considerando che il primo rapporto è del 1995.

“Se analizziamo i dati nel lungo periodo – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – notiamo come il biossido di azoto (importante inquinante dell’aria) è calato costantemente da fine degli anni ’90 ad oggi, così come c’è una tendenza al calo delle polveri fini (le PM10), a onor della cronoca molto influenzata di anno in anno dalle condizioni meteo della pianura padana. Anche i consumi d’acqua potabile pro-capite in un anno si sono molto ridotti, passando dai 286 litri del 1995 agli attuali 133. Molto più lento è invece l’aumento della capacità di depurazione delle acque reflue, essezialmente ferma all’ 83 % da anni. La produzione di rifiuti è sempre molto alta, di 699 kg/ab/anno, dovuta soprattutto all’assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani, che fa si che nella raccolta finiscano anche tutti quelli delle imprese, elevando di molto la reale produzione di rifiuti domestici di un cittadino reggiano. Buono l’andamento della raccolta differenziata che è aumentata progressivamente negli anni, arrivando all’ 82,9 %, a fronte, a titolo di esempio, di un modesto 30 % del 2000. Resta molto alto il tasso di motorizzazione, di 64 auto ogni 100 abitanti, in linea con gli anni precedenti, ma migliora negli ultimi anni l’uso del trasporto pubblico, che raggiunge i 100 viaggi/anno/abitante, a fronte dei 63 del 2014 (anno peggiore da inizio millennio). Stabile sui 57,9 m.q./abitante il verde urbano fuibile mentre aumentano le isole pedonali, passate da 0,40 a 0,51 m.q./abitante. Peggiora negli anni, in modo costante, la dispersione idrica dalla rete, passata dal 12 % del 2012 al 25,2 % attuale: è evidente che su questo fronte servono importanti investimenti visto che 100 litri ormai un quarto non raggiunge gli utenti. Reggio è inoltre sempre prima sull’ indice di ciclabilità, indicatore dello sviluppo della rete ciclabile urbana, che ha raggiunto il valore di 44,37 metri eq./100 abitanti, a fronte di un dato degli ultimo anni di 41-42 m. eq./100 abitanti. Questo indice ci dice lo sviluppo, non il grado di manutenzione, la funzionalità e la sicurezza delle piste ciclabili, che come abbiamo visto in città necessitano poi di interventi manutentivi continui, senza i quali gli investimenti fatti servono a poco.

Buoni i numeri - conclude e sintetizza Becchi - dei tre indici legati all’inquinamento atmosferico, stabili i consumi idrici e le energie rinnovabili. Peggiora nell ‘indicatore della dispersione della rete idricapo e nel monte di rifiuti prodotti. Migliora però in quasi tutto il resto: cresce la raccolta differenziata che fa del nostro capoluogo la quinta assoluta nell’indice; salgono in modo evidente i passeggeri trasportati dal servizio di trasporto pubblico; aumenta lo spazio per i pedoni e quello dedicato alla ciclabilità dove Reggio Emilia si conferma di gran lunga la migliore in assoluto. Neo importante, però, l’arretramento della nostra città nell’indice che misura il consumo di suolo, dove scende da 7,05 su 10 dello scorso anno, a 6/10 quest’anno. Questo dato è indicativo del consumo di suolo che non si è mai arrestato nella nostra città, nonostante una forte inversione di tendenza che ha visto per la prima volta tornare agricole aree prima destinate all’edificazione e fronte di una stabilizzazione della popolazione fra i 171 e 172.000 abitanti ormai dal 2013.

Resta evidente quindi che se su alcuni indicatori la città è migliorata, resta il nodo dell’ uso del suolo, da ridurre drasticamente anche attraverso il prossimo piano urbanistico comunale e dell’uso efficiente della risorsa idrica, investendo nella rete dell’acqua potabile e nel miglioramento della depurazione: ora il 17 % delle acque reflue cittadine finiscono direttamente in corsi d’acqua superficiali senza o quasi nessun trattamento, peggiorando la qualità delle acque superficiali.

La fotografia di Ecosistema urbano 2020 è chiramente pre-pandemica. Nei mesi primaverili, dopo la fine del lockdown, anche Reggio ha subìto alcuni cambiamenti visibili. Alcuni sicuramente negativi: è ripartita la corsa al monouso di plastica e l’aria ha riacquisito l’odore tipico dello smog. Altri decisamente positivi: si sono diffusi i mezzi elettrici a 2 ruote, spinti anche dagli incentivi all’acquisto e si è esteso il ricorso al lavoro a distanza. Ma con l’arrivo dell’autunno e la riapertura delle scuole, sono riemersi anche tutti i problemi cronici, a partire dall’inadeguata offerta di trasporto pubblico, al centro di roventi polemiche sui rischi di contagio per l’impossibilità di garantire il distanziamento fisico e agli sforamenti delle PM10. E’ evidente che la lotta al cambiamenti climatico non investe solo questioni ambientali, ma anche sanitarie e sociali e su questa strada sarà necessario fare grossi investimenti nei prossimi anni”.