Reggio Emilia 18 dicembre 2012

PENDOLARIA 2012 - VIAGGIO NELLE STAZIONI FERROVIARIE DELLE LINEE REGGIANE DA REGGIO A SASSUOLO, CIANO E GUASTALLA. LE SITUAZIONI PIU’ CRITICHE SULLA REGGIO-GUASTALLA. NON MANCANO PUNTI DI ECCELLENZA MA MOLTI SONO I PROBLEMI DA RISOLVERE – IL 42% DELLE FERMATE E’ STATO BOCCIATO

“In occasione di Pendolaria – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – la campagna dell’associazione dedicata alla mobilità sostenibile e ai diritti di chi ogni giorno si sposta in treno, quest’anno abbiamo spostato l’attenzione sulla situazione delle tre linee ferroviarie locali, che dal capoluogo raggiungono Ciano, Guastalla e Sassuolo. Attraverso il lavoro dei volontari del servizio civile nazionale nei giorni scorsi sono state ispezionate tutte le fermate di queste tre linee, verificando alcuni parametri che abbiamo ritenuto fondamentali, come la presenza di edifici (stazioni), servizi igienici, obliteratrici, panchine, pattuni, biglietterie e stato di pulizia. Crediamo infatti che il servizio di trasporto pubblico inizi dai servizi a terra, ovvero dalla fermata a cui un utente accede, e non sia ascrivibile al solo mezzo su cui uno sale.

Attraverso dei semplici indicatori abbiamo stilato una graduatoria delle stazioni più accoglienti e di quante sono semplici pensiline o qualcosa di meno, alcune delle quali versano in uno stato di degrado significativo. Il verde indica le stazioni promosse, il giallo le rimandate e il rosso le bocciate.

Verdi

%

Gialle

%

Rosse

%

Reggio - Ciano

3

20,0

6

40,0

6

40,0

Reggio - Guastalla

1

7,7

4

30,8

8

61,5

Reggio - Sassuolo

2

25,0

5

62,5

1

12,5

Si salvano nel complesso le fermate nei paesi di maggior dimensione, dove è maggiore il numero di utenti, mentre le criticità le abbiamo nelle fermate minori. La tratta che presenta un maggior stato di degrado è la Reggio- Guastalla, in cui ben 8 fermate su 13 sono state bocciate e solo una (Guastalla) è stata promossa. Complessivamente sulle 36 fermate visitate, solo il 16 % è passato a pieni voti, mentre il 42 % è bocciata ed altrettante rimandate.

“Se da un lato va segnalato la scarsa cura e manutenzione di molte fermate da parte di Ferrovie Emilia-Romagna – conclude Becchi - dall’altro va sottolineato che questo stato di cose è anche frutto della maleducazione di una parte della cittadinanza che ha indubbiamente contribuito a rendere questi luoghi ancora più degradati. Molte stazioni inoltre sono difficilmente o per nulla fruibili da disabili, per la presenza di gradini, piattaforme sopralelevate non raccordate con rampe e sale d’attesa non sullo stesso piano dei binari. Mancano inoltre macchinette automatiche per la vendita di biglietti ferroviari. Se è spiegabile la mancanza in molti casi di servizi igienici, lo diventa molto meno il non funzionamento delle obliteratrici e di semplici sedute durante le attese. Per queste verifiche sono bastate due persone che in tre mattine hanno effettuato i controlli, quindi una verifica semplicissima che anche FER può in qualsiasi momento fare, come pure porre rmedio a molte situazioni di degrado con una spesa molto contenuta.

Quella dei treni per i pendolari è una vera e propria emergenza non solo locale ma anche nazionale di cui nessuno sembra intenzionato a occuparsi. Per chi si muove in treno ogni giorno il servizio dovrebbe essere il più confortevole possibile e solo così è possibile far aumentare l’utenza che si muove su ferro. Torneremo fra sei mesi nelle stesse fermate a verificare se qualcosa è stato fatto da parte di FER o se la trascuratezza e la pigrizia la faranno ancora da padrone”.

L’ufficio stampa. 348.7419763

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Il Riciclo, mercatino del riuso di Legambiente

In considerazione delle nuove norme chi dovrebbero uscire a breva da parte della regione Emilia romagna riguardanti i mercatini del riuso, il nostro primo mercatino Il Riciclo al parcheggio della Polveriera nel 2020 si terrà domenica 17 maggio (previa autorizzazione da parte dell'amministrazione comunale di Reggio Emilia).

Tutti coloro che intendono partecipare al mercatino "Il Riciclo" di Legambiente Reggio Emilia devono REGISTRARSI preventivamente sul sito http://mercatini.legambientereggioemilia.it compilando i dati richiesti. Seguirà da parte di Legambiente la conferma della avvenuta registrazione. La registrazione - e solo questa- da la possibilità d'iscriversi ai mercatini alla data e ora di volta in volta stabiliti durante l'anno.

Comunicati Stampa

Da Ispra e dalle Arpa delle regioni padane, arrivano le prime evidenze di come il blocco totale del traffico abbia ridotto sensibilmente le concentrazioni di NO2

Il blocco totale delle attività in Italia sia l’occasione per approfondire cause e (rimedi) alla cronica emergenza aria che ogni anno causa oltre 50.000 morti premature solo in Italia

Il picco di PM10 dei giorni scorsi è stato causato da sabbie provenienti dal Mar Caspio: non è un episodio su cui basare bufale a favore della mobilità privata

Stiamo vivendo settimane che non avremmo mai pensato di poter vedere: un blocco quasi totale degli spostamenti e delle attività produttive in tutta Italia. Una situazione dalla quale ci auspichiamo tutti di uscire al più presto, ma da cui possiamo ricavare insegnamenti e possibilità per approfondire i temi dell’inquinamento. Tema su cui, nelle ultime settimane, si sono sprecate valutazioni in tutte le direzioni e anche diverse esternazioni prive di fondamento.

La possibilità di studiare le dinamiche degli inquinanti dell’aria in condizioni di traffico praticamente assente avrà sicuramente dei risvolti positivi sul dibattito infinito legato all’emergenza aria che leggiamo ogni inverno sui nostri giornali. Una condizione che il mondo scientifico sta utilizzando per ribadire, nel caso in cui ancora qualcuno avesse dei dubbi, che l’aria irrespirabile delle nostre città è frutto del nostro stile di vita: in primo luogo la nostra eccessiva mobilità privata, basata su spostamenti di singole persone in grandi automobili mosse da carburanti fossili.

L’ISPRA ha pubblicato la scorsa settimana uno studio che dimostra come, in un solo mese, le concentrazioni di NO2 in pianura padana si siano ridotte tra il 40 ed il 50%. Un risultato non da poco in una situazione – quella italiana e padana- in cui sono decine di migliaia ogni anno le morti premature da traffico, come segnalato anche dalle agenzie europee.

Per quanto riguarda le polveri (le note PM10 e PM 2,5) per avere risultati confermati il periodo di analisi dovrà essere più lungo. Infatti l’incidenza delle caratteristiche atmosferiche padane è sempre un elemento centrale. Nel breve termine lo abbiamo visto nelle giornate con livelli bassi di polveri ad inizio marzo, influenzate da un meteo favorevole, ma anche con l’impennata recente determinata da un afflusso proveniente dall’area del Mar Caspio, come spiegato da ARPAE.

Ciò non toglie che già nei primi 30 giorni di blocco del traffico abbiamo potuto misurare riduzioni delle concentrazioni di PM10 nelle stazioni di monitoraggio “urbana traffico” (ovvero quelle più impattate dal traffico veicolare)  come ha evidenziato uno studio preliminare di Arpa Toscana. Dallo studio sembra emergere un effetto più rilevante proprio nelle stazioni che monitorano l’inquinamento nelle zone urbane più trafficate.

In un quadro come questo girano purtroppo troppe “bufale”, sia in rete che sulla stampa. I “negazionisti” dell’inquinamento dell’aria causato dal traffico veicolare hanno cercato di sfruttare queste variazioni di masse d’aria per dimostrare empiricamente che i blocchi del traffico siano inutili. Un approccio ben poco scientifico e non supportato da riscontri delle strutture che monitorano e studiano l’inquinamento dell’aria.

Ma affrontare il nostro modello di mobilità solo sulla base delle emissioni locali sarebbe una sottovalutazione del problema. Gli spostamenti con mezzi a combustibili fossili – dalle auto, ai camion, fino agli aerei – sono uno dei principali imputati del cambiamento climatico. Infatti, secondo le valutazioni dell’ISPRA, a causa delle restrizioni alla mobilità dovute al COVID-19, quest’anno si attende una consistente riduzione delle emissioni di gas serra su tutto il territorio nazionale. Nel primo trimestre del 2020 le emissioni sarebbero inferiori del 5-7% rispetto a quelle dello stesso trimestre del 2019.

Il cambiamento climatico in questi ultimi giorni si sta manifestando in modo altrettanto incontrovertibile: un inverno assente che ha anticipato la stagione agricola, seguito da importanti gelate che stanno causando dei danni alle produzioni. A questo poi si sta profilando all’orizzonte la possibilità di crisi idrica in Romagna, per le precipitazioni quasi assenti degli ultimi mesi.

Su questo versante marzo sta registrando uno stop quasi totale delle vendite di auto. Il dopo crisi potrebbe dovrebbe essere il momento per interventi economici mirati nel modo giusto: incentivando un forte salto verso l’elettrico.

Sfruttiamo questa sfortunata, ma irripetibile, situazione forzata– conclude Legambiente Reggio Emilia – per studiare problemi e soluzioni definitive all’inquinamento dell’aria, ed in generale verso un ripensamento dei nostri stili di vita quotidiani che fino a ieri credevamo immutabili.