Reggio Emilia 2 gennaio 2013

LEGAMBIENTE: LA MANCANZA DI AZIONI DECISE E CONCRETE CONDANNANO I CITTADINI REGGIANI AD UNA QUALITA’ DELL’ARIA PESSIMA – NESSUN MIGLIORAMENTO DELLE POLVERI FINI RISPETTO ALLO SCORSO ANNO – COSA SI ASPETTA A FARE QUALCOSA?

“Se il 2011 era stato un anno orribile per la qualità dell’aria reggiana – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – con i valori più alti degli ultimi 3 anni, non è andata molto meglio per il 2012. A chiusura dell’anno appena trascorso, la rete di monitoraggio di Arpa ha rilevato 60 sforamenti della soglia consentita dei 50 microgr/m.c. per l’area ex San Lazzaro e 93 volte in Viale Timavo (contro i 35 consentiti dalla normativa), dati in linea con lo scorso anno, in cui si registravano rispettivamente 64 e 86 sforamenti. La nuova riorganizzazione della rete di monitoraggio ha soppresso le centraline di viale Risorgimento e quella di Casalgrande, con un impoverimento quindi dei dati disponibili.

 

Nonostante il Comune abbia cercato in sede di rifinizione del nuovo piano pluriennale della qualità dell’aria regionale di portare nuove iniziative volte a limitare questo problema, il Sindaco ha poi deciso di firmarlo ugualmente, anche se era evidente come le politiche adottate fossero troppo blande ed inefficaci e non andassero quindi ad influire sull’inquinamento da polveri fini. E’ bene ricordare, come cita anche il sito dell’ARPA, che l’aumento delle concentrazioni delle PM10 è direttamente correlabile a aumento di ricoveri ospedalieri e di patologie per cause respiratorie e vascolari. Per questo Legambiente chiede (anche se ormai rischiamo di diventare noiosi) che il 2013 si apra con una maggiore fermezza e con la capacità della regione e dei sindaci di mettere in atto azioni di emergenza serie e continuative assieme ad azioni strutturali sul traffico.

Non va molto meglio la qualità dell’aria in provincia dove a Castellarano si registrano 42 sforamenti (nel 2012 sono stati 47) e a Guastalla con 64 contro i 72 dello scorso anno.

Purtroppo la reazione del Comune di Reggio è stata anche nel 2012 ancora una volta debole e contraddittoria, con blocchi del traffico programmati, poi revocati ai primi segnali di pioggia, per poi essere riattivati poco dopo o cancellati per esigenza del commercio. Un comportamento che non è coerente con la gravità del fenomeno e con gli effetti sulla salute. Se i blocchi del traffico episodici non risolvono il problema a monte, è necessario comunque un forte segnale culturale che l’uso dell’auto privata deve diventare sempre più ridotto nelle nostre città. Quindi i blocchi devono essere mantenuti ed estesi ad ampie aree delle città, riducendo al minimo le deroghe, ora eccessive.

Con riferimento alle azioni strutturali – conclude Becchi - è necessario destinare i fondi per gli investimenti con priorità assoluta al trasporto pubblico cittadino e pendolare (che continua a perdere ogni anno utenti) e alla rete delle piste ciclabili. Con la nostra campagna Pendolaria invece abbiamo rilevato un degrado della maggior parte delle fermate delle linee ferroviarie che da Reggio portano a Guastalla, Sassuolo e Ciano. Certamente se nell’immediato i blocchi del traffico sono la soluzione da applicare, nel lungo termine la lotta allo smog si fa con i piani regolatori e sulla scelta degli investimenti infrastrutturali. Non si può infatti sperare, come accade oggi, che la pioggia risolva i nostri problemi”.

L’ufficio stampa: 348.7419763

Centralina

Sforamenti 2012 del limite di 50 microgr/m.c.

Sforamenti 2011 del limite di 50 microgr/m.c.

Sforamenti 2010 del limite di 50 microgr/m.c.

Sforamenti 2009 del limite di 50 microgr/m.c.

VIALE RISORGIMENTO

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62

50

43

S. LAZZARO (VIA AMENDOLA)

60

64

53

47

VIALE TIMAVO

93

86

84

80


 

Il Riciclo, mercatino del riuso di Legambiente

In considerazione delle nuove norme chi dovrebbero uscire a breva da parte della regione Emilia romagna riguardanti i mercatini del riuso, il nostro primo mercatino Il Riciclo al parcheggio della Polveriera nel 2020 si terrà domenica 17 maggio (previa autorizzazione da parte dell'amministrazione comunale di Reggio Emilia).

Tutti coloro che intendono partecipare al mercatino "Il Riciclo" di Legambiente Reggio Emilia devono REGISTRARSI preventivamente sul sito http://mercatini.legambientereggioemilia.it compilando i dati richiesti. Seguirà da parte di Legambiente la conferma della avvenuta registrazione. La registrazione - e solo questa- da la possibilità d'iscriversi ai mercatini alla data e ora di volta in volta stabiliti durante l'anno.

Comunicati Stampa

“Probabilmente dovremo rassegnarci ancora a conviverci per molti anni con questo fenomeno – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – se anche nell’anno del lockdown (il 2020 appunto) i livelli delle polveri fini hanno fatto registare 61 sforamenti nella centralina di Viale Timavo a Reggio del limite consentito della concentrazione di 50 microgrammi/metro cubo. Come per gli anni precedenti gli unici fattori che riducono e dedidono i livelli di inquinanti nel bacino padano sono il rimescolamento dell’aria dovuto ai venti e la pulizia della stessa per la pioggia. A seconda di questi due fenomeni si alzano e abbassano i livelli delle polveri".

Se leggiamo i dati degli ultimi 10 anni infatti l’unica correlazione possibile resta quella del meteo, mentre sono del tutto ininfluenti le misure di contenimento proposte dagli enti pubblici sia alivello regionale che locale: l’abbiamo visto durante il periodo del confinamento primaverile, dove nonostante il bassissimo livello di traffico veicolare si sono registrati casi di superamento della soglia consentita. Se alcuni inquinanti in questo periodo si erano molto ridotti (come ossidi di azoto e benzene) altri hanno avuto andamenti diversi, come l’ammoniaca, generata soprattutto dall’agricoltura, settore non toccato dal confinamento e le stesse polveri fini, che hanno risentito in negativo del maggior uso del riscaldamento domestico e dell’uso delle biomasse, facendo registare casi di superamento della soglia consentita. L’origine mista delle PM10, derivata da fonti primarie e secondarie, ha risentito infatti negativamente di condizioni di stabilità atmosferica, che generano un ristagno degli inquinanti.

Di questa pochezza delle politiche ambientali sulla qualità dell’aria nel bacino padano se ne è accorta anche la Corte di Giustizia dell’UE che a novembre ha condannato l’Italia poiché i valori limite del Pm10 sono stati superati in maniera "sistematica e continuata" tra il 2008 e il 2017 e non sono stati presi provvedimenti efficaci.

“Piantare alberi come si sta facendo anche a Reggio è certamente utile e importante – conclude Becchi – ma rischia di essere solo una goccia nel mare se non si interviene con politiche sul clima molto più incisive e radicali, utilizzando anche i finanziamenti del Recovery Fund, che rendano il Paese più moderno, sicuro e vivibile, riducendo le emissioni in atmosfera dei settori trasporti, industria, edilizia e agricoltura ed investendo maggiormente sull’efficientamento energetico. Solo in questo modo si potrà avere un bacino padano che possa dare ai suoi cittadini una qualità dell’aria accettabile, senza costringerli a dovere aspettare solo il vento e la pioggia come accaduto in questi ultimi anni”.

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