BOLZANO, SCHIO E VENEZIA VINCITRICI DEL GIRETTO D'ITALIA 2013 IL CAMPIONATO DELLA CICLABILITA' URBANA DI LEGAMBIENTE, FIAB, CITTA' IN BICI. REGGIO EMILIA SECONDA NELLA GRADUATORIA DELLE CITTA' DI MEDIE DIMENSIONI.
Reggio Emilia, 11 maggio 2013

COMUNICATO STAMPA


Bolzano, Schio e Venezia vincitrici del Giretto d’Italia 2013 il Campionato della ciclabilità urbana di Legambiente, Fiab, Città in bici. Reggio Emilia seconda nella graduatoria delle città di medie dimensioni.


Bolzano, Schio e Venezia sono le tre città che, ieri, si sono aggiudicate la maglietta rosa del terzo Giretto d’Italia, il Campionato nazionale della ciclabilità urbana organizzato dalle amministrazioni comunali insieme a Legambiente, Fiab e Città in bici in 23 comuni. A Bolzano e Schio più di 7 persone su 10 hanno usato la bicicletta per andare a scuola o al lavoro, e il numero assoluto di ciclisti rispetto alle due edizioni precedenti del Giretto è aumentato in ogni comune in gara, a testimoniare la crescita costante delle bici in città. La sfida si è svolta monitorando, la mattina di un normale giorno lavorativo (ieri appunto), quanti mezzi a pedali e quanti a motore hanno varcato i check-point allestiti per l’occasione in vari punti dei comuni suddivisi ai fini della classifica in tre categorie – grandi (oltre 200.000 abitanti), medi (tra 80 e 200.000 abitanti) e piccoli (meno di 80.000). Il conteggio, effettuato nell’arco delle quattro ore stabilite, ha permesso di assegnare il ruolo di leader delle tre diverse categorie al centro urbano con la percentuale più alta di utilizzo della bicicletta rispetto al mezzo a motore. In generale sono passati attraverso i varchi delle 23 città della sfida oltre 30mila ciclisti e sono molti i comuni che hanno incrementato notevolmente la ciclo mobilità. La maggioranza delle città medie e piccole hanno rilevato una percentuale di mezzi a pedale rispetto a quelli motorizzati superiore al 50%, un dato straordinario che dimostra che l’uso della bici in alcune realtà italiane è oramai un’abitudine, e premia lo sforzo di coloro che investono nella mobilità sostenibile. “E’ necessario che questa scelta venga compresa e sostenuta da tutte le amministrazioni - hanno sottolineato Legambiente, Fiab e Città in bici -. Il grandissimo successo di questa terza edizione del Giretto, con migliaia di persone che hanno scelto di prendere la bicicletta dimostra che nelle città dove s’investe sulla ciclabilità e la sicurezza, limitando al contempo l’abuso dell’auto, è possibile ottenere risultati straordinari come quelli delle vincitrici e di molte altre città. Un segnale importante per gli amministratori che hanno il compito di ridisegnare la mobilità urbana e che possono, favorendo l’uso delle bicicletta, liberare le nostre città da ingorghi e inquinamento. E’ evidente - concludono le associazioni - che le medie e piccole città si prestano molto di più ad alcune operazioni di limitazione del traffico ma la volontà politica di chi amministra è determinante”. Le classifiche A Venezia, Bolzano e Schio la maglietta rosa. Tra le città piccole, Schio si è aggiudicata la maglietta rosa per il secondo anno consecutivo, con la percentuale straordinaria dell’80,1% degli spostamenti in bicicletta (un dato in crescita rispetto alla percentuale già alta del 73,5% del 2012). E’ seguita da Pesaro, che mantiene anch’essa il posto conquistato lo scorso anno, nonostante una lieve flessione degli spostamenti in bici (59,4% contro il 63,3% del 2012). Notevoli risultati anche per Pordenone (54,3%), Pisa (50,5) e Carpi (34,2%). Mentre diminuiscono i ciclisti a Grosseto (25%) e Saronno si attesta sull’11,1%. La vittoria tra le città medie se l’è aggiudicata Bolzano (75,1%), che ha oltrepassato di qualche punto Reggio Emilia (74,4%) e Padova (74,1%) dove il passaggio dei ciclisti compie un notevole balzo in avanti rispetto alla scorsa edizione della gara (38,8% la percentuale della città veneta nel 2012). Un risultato che scalza Ferrara, in terza posizione, nonostante l’ottima performance (66,8%) anch’essa per altro aumentata significativamente rispetto al 2012 (55,7%). Tutti ottimi comunque i risultati della categoria e tutti in crescita: Trento (56,9%), Modena (50,2%), Vicenza (49,4%), Parma (36,7%), Ravenna (23,8%), Brescia (7,0%). Per le città grandi la percentuale più alta (33,5%) di mezzi a pedali rispetto quelli a motore è stata raggiunta nella terraferma di Venezia anche se va ricordato che la città lagunare ha un flusso ciclistico particolare, difficilmente paragonabile con altre città. Conserva il suo secondo posto Torino (28,9%) e sono meritorie anche le performance di Firenze (18,1%), Milano (17,4%) e Bologna (16,7%). Genova, nonostante le salite, migliora la sua performance rispetto alla precedente edizione e raggiunge il 6,1% confermando l’impegno verso la crescita della mobilità ciclabile. Va ricordato che il monitoraggio del Giretto d’Italia ha un valore simbolico e che la diversità delle città in gara in termini di urbanistica, densità abitativa e dinamiche di traffico rende complesse le valutazioni. Bolzano è in testa tra le città medie anche in numeri assoluti con il passaggio notevolissimo di 3829 bici. Da segnalare che nel solo varco di via Leonardo da Vinci sono passate 2100 biciclette: circa 18 al minuto per due ore! Per le città grandi e piccole, i numeri assoluti avrebbero invece premiato Bologna e Pordenone che hanno visto passare dai loro check-point rispettivamente 1667 e 1552 ciclisti. Per le piccole città va inoltre considerato che veniva data loro la possibilità di scegliere se fare due o tre check-point ma per omogeneità le percentuali sono state calcolate sui risultati dei due migliori varchi per ogni città.

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Il Riciclo, mercatino del riuso di Legambiente

In considerazione delle nuove norme chi dovrebbero uscire a breva da parte della regione Emilia romagna riguardanti i mercatini del riuso, il nostro primo mercatino Il Riciclo al parcheggio della Polveriera nel 2020 si terrà domenica 17 maggio (previa autorizzazione da parte dell'amministrazione comunale di Reggio Emilia).

Tutti coloro che intendono partecipare al mercatino "Il Riciclo" di Legambiente Reggio Emilia devono REGISTRARSI preventivamente sul sito http://mercatini.legambientereggioemilia.it compilando i dati richiesti. Seguirà da parte di Legambiente la conferma della avvenuta registrazione. La registrazione - e solo questa- da la possibilità d'iscriversi ai mercatini alla data e ora di volta in volta stabiliti durante l'anno.

Comunicati Stampa

REGGIO 5° NELLA CLASSIFICA GENERALE – BUONI I NUMERI DEI TRE INDICI LEGATI ALL’INQUINAMENTO ATMOSFERICO, STABILI I CONSUMI IDRICI E LE ENERGIE RINNOVABILI. PEGGIORA NEL TOTALE DELL’ACQUA POTABILE DISPERSA E NEL MONTE DI RIFIUTI PRODOTTI

Anche quest’anno Legambiente ha realizzato Ecosistema Urbano 2020, che esamina oltre 30mila dati ambientali raccolti attraverso questionari inviati dall’Associazione ai 104 Comuni capoluogo e alle informazioni di altre fonti statistiche accreditate.

Reggio Emilia quest’anno chiude il blocco delle prime cinque (che in ordine sono Trento, Mantova, Pordenone e Bolzano), protagonista di una rincorsa alla top ten costante negli ultimi anni: era al 24° posto due anni fa e dodicesima lo scorso anno. Negli anni Reggio è stata anche 4° (nel 2011) e 44° (nel 2014): la variabilità di questo dato è dato anche dalla posizione delle altre città che possono migliorare o peggiorare, e dall’aggiornamento di alcuni indicatori, che in base alle nuove conoscenze scientifiche possono essere inseritri o eliminati, considerando che il primo rapporto è del 1995.

“Se analizziamo i dati nel lungo periodo – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – notiamo come il biossido di azoto (importante inquinante dell’aria) è calato costantemente da fine degli anni ’90 ad oggi, così come c’è una tendenza al calo delle polveri fini (le PM10), a onor della cronoca molto influenzata di anno in anno dalle condizioni meteo della pianura padana. Anche i consumi d’acqua potabile pro-capite in un anno si sono molto ridotti, passando dai 286 litri del 1995 agli attuali 133. Molto più lento è invece l’aumento della capacità di depurazione delle acque reflue, essezialmente ferma all’ 83 % da anni. La produzione di rifiuti è sempre molto alta, di 699 kg/ab/anno, dovuta soprattutto all’assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani, che fa si che nella raccolta finiscano anche tutti quelli delle imprese, elevando di molto la reale produzione di rifiuti domestici di un cittadino reggiano. Buono l’andamento della raccolta differenziata che è aumentata progressivamente negli anni, arrivando all’ 82,9 %, a fronte, a titolo di esempio, di un modesto 30 % del 2000. Resta molto alto il tasso di motorizzazione, di 64 auto ogni 100 abitanti, in linea con gli anni precedenti, ma migliora negli ultimi anni l’uso del trasporto pubblico, che raggiunge i 100 viaggi/anno/abitante, a fronte dei 63 del 2014 (anno peggiore da inizio millennio). Stabile sui 57,9 m.q./abitante il verde urbano fuibile mentre aumentano le isole pedonali, passate da 0,40 a 0,51 m.q./abitante. Peggiora negli anni, in modo costante, la dispersione idrica dalla rete, passata dal 12 % del 2012 al 25,2 % attuale: è evidente che su questo fronte servono importanti investimenti visto che 100 litri ormai un quarto non raggiunge gli utenti. Reggio è inoltre sempre prima sull’ indice di ciclabilità, indicatore dello sviluppo della rete ciclabile urbana, che ha raggiunto il valore di 44,37 metri eq./100 abitanti, a fronte di un dato degli ultimo anni di 41-42 m. eq./100 abitanti. Questo indice ci dice lo sviluppo, non il grado di manutenzione, la funzionalità e la sicurezza delle piste ciclabili, che come abbiamo visto in città necessitano poi di interventi manutentivi continui, senza i quali gli investimenti fatti servono a poco.

Buoni i numeri - conclude e sintetizza Becchi - dei tre indici legati all’inquinamento atmosferico, stabili i consumi idrici e le energie rinnovabili. Peggiora nell ‘indicatore della dispersione della rete idricapo e nel monte di rifiuti prodotti. Migliora però in quasi tutto il resto: cresce la raccolta differenziata che fa del nostro capoluogo la quinta assoluta nell’indice; salgono in modo evidente i passeggeri trasportati dal servizio di trasporto pubblico; aumenta lo spazio per i pedoni e quello dedicato alla ciclabilità dove Reggio Emilia si conferma di gran lunga la migliore in assoluto. Neo importante, però, l’arretramento della nostra città nell’indice che misura il consumo di suolo, dove scende da 7,05 su 10 dello scorso anno, a 6/10 quest’anno. Questo dato è indicativo del consumo di suolo che non si è mai arrestato nella nostra città, nonostante una forte inversione di tendenza che ha visto per la prima volta tornare agricole aree prima destinate all’edificazione e fronte di una stabilizzazione della popolazione fra i 171 e 172.000 abitanti ormai dal 2013.

Resta evidente quindi che se su alcuni indicatori la città è migliorata, resta il nodo dell’ uso del suolo, da ridurre drasticamente anche attraverso il prossimo piano urbanistico comunale e dell’uso efficiente della risorsa idrica, investendo nella rete dell’acqua potabile e nel miglioramento della depurazione: ora il 17 % delle acque reflue cittadine finiscono direttamente in corsi d’acqua superficiali senza o quasi nessun trattamento, peggiorando la qualità delle acque superficiali.

La fotografia di Ecosistema urbano 2020 è chiramente pre-pandemica. Nei mesi primaverili, dopo la fine del lockdown, anche Reggio ha subìto alcuni cambiamenti visibili. Alcuni sicuramente negativi: è ripartita la corsa al monouso di plastica e l’aria ha riacquisito l’odore tipico dello smog. Altri decisamente positivi: si sono diffusi i mezzi elettrici a 2 ruote, spinti anche dagli incentivi all’acquisto e si è esteso il ricorso al lavoro a distanza. Ma con l’arrivo dell’autunno e la riapertura delle scuole, sono riemersi anche tutti i problemi cronici, a partire dall’inadeguata offerta di trasporto pubblico, al centro di roventi polemiche sui rischi di contagio per l’impossibilità di garantire il distanziamento fisico e agli sforamenti delle PM10. E’ evidente che la lotta al cambiamenti climatico non investe solo questioni ambientali, ma anche sanitarie e sociali e su questa strada sarà necessario fare grossi investimenti nei prossimi anni”.