MAGAZZINO DI STAGIONATURA DELLA NUOVA CASTELLI A SAN MARTINO IN RIO: LA POSIZIONE DI LEGAMBIENTE
Reggio Emilia, li 14 maggio 2013

COMUNICATO STAMPA


MAGAZZINO DI STAGIONATURA DELLA NUOVA CASTELLI A SAN MARTINO IN RIO: LA POSIZIONE DI LEGAMBIENTE


“Il progetto di costruzione del magazzino di stagionatura da 500mila forme di Parmigiano Reggiano che la Nuova Castelli ha proposto al Comune di San Martino in Rio – dichiara Massimo Becchi, presidente di Legambiente Reggio Emilia – è un disegno tendenzialmente condivisibile, che però ci pone di fronte a una serie di questioni, prima fra tutte quella dell’uso del suolo, dato che parliamo dello sfruttamento di un’area di vaste proporzioni. L’edificio, per essere sostenibile, dovrebbe essere realizzato secondo le più recenti tecnologie ecosostenibili, con emissioni zero, e avere un aspetto che non deturpi il contesto paesaggistico, minimizzando il consumo di suolo e sfruttando la viabilità e la vicinanza di zone industriali già dotate di infrastrutture. In questa vicenda, quello che appare comunque quantomeno singolare è il fatto che sia un privato a proporre un progetto simile, ma non le centrali cooperative o gli stessi caseifici, mantenendo quindi il controllo non solo sulla produzione, ma anche sulla stagionatura e commercializzazione. Un secondo tema che deve essere considerato contemporaneamente all’attuazione del progetto è quello del miglioramento qualitativo del formaggio: bisogna agire sul disciplinare del Consorzio, che deve garantire che il foraggio prodotto entro il comprensorio raggiunga almeno la percentuale del 90%, rispetto all’attuale soglia del 75% e che siano effettuati i controlli per verificare che il foraggio acquistato fuori dalla zona di origine sia effettivamente quello dichiarato. E’ prioritario infatti salvaguardare la tipicità del Parmigiano-Reggiano.”

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Il Riciclo, mercatino del riuso di Legambiente

In considerazione delle nuove norme chi dovrebbero uscire a breva da parte della regione Emilia romagna riguardanti i mercatini del riuso, il nostro primo mercatino Il Riciclo al parcheggio della Polveriera nel 2020 si terrà domenica 17 maggio (previa autorizzazione da parte dell'amministrazione comunale di Reggio Emilia).

Tutti coloro che intendono partecipare al mercatino "Il Riciclo" di Legambiente Reggio Emilia devono REGISTRARSI preventivamente sul sito http://mercatini.legambientereggioemilia.it compilando i dati richiesti. Seguirà da parte di Legambiente la conferma della avvenuta registrazione. La registrazione - e solo questa- da la possibilità d'iscriversi ai mercatini alla data e ora di volta in volta stabiliti durante l'anno.

Comunicati Stampa

“Probabilmente dovremo rassegnarci ancora a conviverci per molti anni con questo fenomeno – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – se anche nell’anno del lockdown (il 2020 appunto) i livelli delle polveri fini hanno fatto registare 61 sforamenti nella centralina di Viale Timavo a Reggio del limite consentito della concentrazione di 50 microgrammi/metro cubo. Come per gli anni precedenti gli unici fattori che riducono e dedidono i livelli di inquinanti nel bacino padano sono il rimescolamento dell’aria dovuto ai venti e la pulizia della stessa per la pioggia. A seconda di questi due fenomeni si alzano e abbassano i livelli delle polveri".

Se leggiamo i dati degli ultimi 10 anni infatti l’unica correlazione possibile resta quella del meteo, mentre sono del tutto ininfluenti le misure di contenimento proposte dagli enti pubblici sia alivello regionale che locale: l’abbiamo visto durante il periodo del confinamento primaverile, dove nonostante il bassissimo livello di traffico veicolare si sono registrati casi di superamento della soglia consentita. Se alcuni inquinanti in questo periodo si erano molto ridotti (come ossidi di azoto e benzene) altri hanno avuto andamenti diversi, come l’ammoniaca, generata soprattutto dall’agricoltura, settore non toccato dal confinamento e le stesse polveri fini, che hanno risentito in negativo del maggior uso del riscaldamento domestico e dell’uso delle biomasse, facendo registare casi di superamento della soglia consentita. L’origine mista delle PM10, derivata da fonti primarie e secondarie, ha risentito infatti negativamente di condizioni di stabilità atmosferica, che generano un ristagno degli inquinanti.

Di questa pochezza delle politiche ambientali sulla qualità dell’aria nel bacino padano se ne è accorta anche la Corte di Giustizia dell’UE che a novembre ha condannato l’Italia poiché i valori limite del Pm10 sono stati superati in maniera "sistematica e continuata" tra il 2008 e il 2017 e non sono stati presi provvedimenti efficaci.

“Piantare alberi come si sta facendo anche a Reggio è certamente utile e importante – conclude Becchi – ma rischia di essere solo una goccia nel mare se non si interviene con politiche sul clima molto più incisive e radicali, utilizzando anche i finanziamenti del Recovery Fund, che rendano il Paese più moderno, sicuro e vivibile, riducendo le emissioni in atmosfera dei settori trasporti, industria, edilizia e agricoltura ed investendo maggiormente sull’efficientamento energetico. Solo in questo modo si potrà avere un bacino padano che possa dare ai suoi cittadini una qualità dell’aria accettabile, senza costringerli a dovere aspettare solo il vento e la pioggia come accaduto in questi ultimi anni”.

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