Salvaguardia Beni Culturali

eggio Emilia, li 20.06.2014

COMUNICATO STAMPA

SETTIMANA DELLA PROTEZIONE CIVILE – I VOLONTARI DI LEGAMBIENTE METTONO IN SICUREZZA OPERE PITTORICHE E ARREDI SACRI A CORREGGIO

I volontari del circolo Legambiente Reggio Emilia nella giornata del 14 giugno scorso, in occasione della Settimana della Protezione Civile, hanno dato vita a due momenti di Salvaguardia del patrimonio culturale a Correggio mettendo in sicurezza due opere pittoriche e diversi oggetti sacri. Nata come esercitazione del gruppo per la salvaguardia del Patrimonio Culturale del Coordinamento delle Organizzazioni di Volontariato di Reggio Emilia in collaborazione con il Museo Il Correggio, di fatto si è trattata di una operazione di messa in sicurezza e trasporto vera e propria, suddivisa in due fasi: un primo momento è stato dedicato al trasporto (in sicurezza e scortati dalla Polizia Municipale) di due opere pittoriche del ‘600 aventi un ingombro di circa 2 metri per 3,5 fino al Museo Il Correggio, dove sono state sistemate all’interno delle sale espositive a cura dei volontari con la supervisione del direttore del museo, dott. Gabriele Fabbrici, per poter essere ammirate da tutta la cittadinanza. Le due opere erano custodite all’interno del Convitto Corso e sono in ottimo stato di conservazione, ma non erano visitabili liberamente dalla popolazione. Un secondo momento, invece, è stato dedicato all’adiacente chiesa di San Giuseppe Calasanzio, abbandonata da diversi anni, tanto che diversi cittadini, vedendo la porta aperta, si sono fermati per sbirciare e commentare con un “non l’avevo mai vista aperta questa chiesa” oppure con “è da una vita che non ci entro, non me la ricordavo più”. I volontari si sono adoperati per spolverare, catalogare e preparare al trasporto diversi oggetti facenti parte degli arredi sacri presenti all’interno della sagrestia, per poi trasportarli in un deposito sicuro.

Questo gruppo di volontari di Legambiente è nato diversi anni fa all’interno dell’ Associazione e fino a poco tempo fa aveva operato al di fuori del territorio provinciale, in collaborazione con altre realtà sparse per l’Italia; da qualche anno, prima in regione e poi all’interno del Coordinamento Provinciale è stata attivata la funzione dedicata alla salvaguardia del patrimonio culturale e sono stati formati anche altri volontari aderenti a diverse associazioni, da cui è nato il gruppo provinciale.

L’Ufficio stampa: 348.7419763

 

Il Riciclo, mercatino del riuso di Legambiente

In considerazione delle nuove norme chi dovrebbero uscire a breva da parte della regione Emilia romagna riguardanti i mercatini del riuso, il nostro primo mercatino Il Riciclo al parcheggio della Polveriera nel 2020 si terrà domenica 17 maggio (previa autorizzazione da parte dell'amministrazione comunale di Reggio Emilia).

Tutti coloro che intendono partecipare al mercatino "Il Riciclo" di Legambiente Reggio Emilia devono REGISTRARSI preventivamente sul sito http://mercatini.legambientereggioemilia.it compilando i dati richiesti. Seguirà da parte di Legambiente la conferma della avvenuta registrazione. La registrazione - e solo questa- da la possibilità d'iscriversi ai mercatini alla data e ora di volta in volta stabiliti durante l'anno.

Comunicati Stampa

“Probabilmente dovremo rassegnarci ancora a conviverci per molti anni con questo fenomeno – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – se anche nell’anno del lockdown (il 2020 appunto) i livelli delle polveri fini hanno fatto registare 61 sforamenti nella centralina di Viale Timavo a Reggio del limite consentito della concentrazione di 50 microgrammi/metro cubo. Come per gli anni precedenti gli unici fattori che riducono e dedidono i livelli di inquinanti nel bacino padano sono il rimescolamento dell’aria dovuto ai venti e la pulizia della stessa per la pioggia. A seconda di questi due fenomeni si alzano e abbassano i livelli delle polveri".

Se leggiamo i dati degli ultimi 10 anni infatti l’unica correlazione possibile resta quella del meteo, mentre sono del tutto ininfluenti le misure di contenimento proposte dagli enti pubblici sia alivello regionale che locale: l’abbiamo visto durante il periodo del confinamento primaverile, dove nonostante il bassissimo livello di traffico veicolare si sono registrati casi di superamento della soglia consentita. Se alcuni inquinanti in questo periodo si erano molto ridotti (come ossidi di azoto e benzene) altri hanno avuto andamenti diversi, come l’ammoniaca, generata soprattutto dall’agricoltura, settore non toccato dal confinamento e le stesse polveri fini, che hanno risentito in negativo del maggior uso del riscaldamento domestico e dell’uso delle biomasse, facendo registare casi di superamento della soglia consentita. L’origine mista delle PM10, derivata da fonti primarie e secondarie, ha risentito infatti negativamente di condizioni di stabilità atmosferica, che generano un ristagno degli inquinanti.

Di questa pochezza delle politiche ambientali sulla qualità dell’aria nel bacino padano se ne è accorta anche la Corte di Giustizia dell’UE che a novembre ha condannato l’Italia poiché i valori limite del Pm10 sono stati superati in maniera "sistematica e continuata" tra il 2008 e il 2017 e non sono stati presi provvedimenti efficaci.

“Piantare alberi come si sta facendo anche a Reggio è certamente utile e importante – conclude Becchi – ma rischia di essere solo una goccia nel mare se non si interviene con politiche sul clima molto più incisive e radicali, utilizzando anche i finanziamenti del Recovery Fund, che rendano il Paese più moderno, sicuro e vivibile, riducendo le emissioni in atmosfera dei settori trasporti, industria, edilizia e agricoltura ed investendo maggiormente sull’efficientamento energetico. Solo in questo modo si potrà avere un bacino padano che possa dare ai suoi cittadini una qualità dell’aria accettabile, senza costringerli a dovere aspettare solo il vento e la pioggia come accaduto in questi ultimi anni”.

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