Reggio Emilia 5 novembre 2008

TROVATA UNA DISCARICA ABUSIVA AD ALBINEA: DIETRO AD UN CASOLARE O CENTINAIA DI PNEUMATICI E ROTTAMI DI OGNI TIPO

“L’incuria verso l’ambiente si esprime in molti modi – dichiara Massimo Becchi presidente delle Guardie Giurate Ecologiche Volontarie della Legambiente Reggio Emilia – e certamente uno di questi è l’abbandono di rifiuti, come quelli che alcune nostre Guardie Ecologiche hanno trovato alcuni giorni fa fra Albiena e Borzano, dietro ad un casolare: centinaia di pneumatici per auto abbandonati, lastre di cemento-amianto, alluminio, vetro, plastiche, fusti di ferro e plastica, macerie di piastrelle, cavi elettrici, insomma una vera e propria discarica insieme a macchine agricole abbandonate.”
“In questi casi aspetterà al proprietario bonificare l’area a sue spese: anche se il materiale è stato messo da altri, c’è sempre l’omessa custodia dei luoghi, per cui ognuno deve recintare o proteggere l’accesso in modo che non sia facilmente raggiungibile. Quello dell’abbandono in zone limitrofe alla città è ormai un fatto molto diffuso, che vede proprio i vecchi edifici non più in uso essere il ricettacolo di ogni rifiuti, spesso abbandonato da attività produttive. Difficilmente infatti tali materiali possono essere stati trasportati fin lì da un privato.”
“Il ruolo delle Guardie Giurate Ecologiche Volontarie – conclude Becchi – è proprio quello di vigilare sul territorio e segnalare situazioni ambientali critiche. Dal 2 dicembre partirà a Reggio un corso di sole 4 serate per diventare aspirante Guardie Ecologiche: si spiegherà cosa sono le Guardie e poi si uscirà con personale esperto. Possono partecipare tutti i cittadini. Il corso si tiene alle ore 21 a villa Ottavi in via Goria. Per informazioni si può chiamare il numero 0522-431166 o 348.7419763 o scrivere a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . Altre informazioni sono sul sito www.legambientereggioemilia.it”.

L’ufficio stampa 348.7419763

 


 

 

Il Riciclo, mercatino del riuso di Legambiente

In considerazione delle nuove norme chi dovrebbero uscire a breva da parte della regione Emilia romagna riguardanti i mercatini del riuso, il nostro primo mercatino Il Riciclo al parcheggio della Polveriera nel 2020 si terrà domenica 17 maggio (previa autorizzazione da parte dell'amministrazione comunale di Reggio Emilia).

Tutti coloro che intendono partecipare al mercatino "Il Riciclo" di Legambiente Reggio Emilia devono REGISTRARSI preventivamente sul sito http://mercatini.legambientereggioemilia.it compilando i dati richiesti. Seguirà da parte di Legambiente la conferma della avvenuta registrazione. La registrazione - e solo questa- da la possibilità d'iscriversi ai mercatini alla data e ora di volta in volta stabiliti durante l'anno.

Comunicati Stampa

“Probabilmente dovremo rassegnarci ancora a conviverci per molti anni con questo fenomeno – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – se anche nell’anno del lockdown (il 2020 appunto) i livelli delle polveri fini hanno fatto registare 61 sforamenti nella centralina di Viale Timavo a Reggio del limite consentito della concentrazione di 50 microgrammi/metro cubo. Come per gli anni precedenti gli unici fattori che riducono e dedidono i livelli di inquinanti nel bacino padano sono il rimescolamento dell’aria dovuto ai venti e la pulizia della stessa per la pioggia. A seconda di questi due fenomeni si alzano e abbassano i livelli delle polveri".

Se leggiamo i dati degli ultimi 10 anni infatti l’unica correlazione possibile resta quella del meteo, mentre sono del tutto ininfluenti le misure di contenimento proposte dagli enti pubblici sia alivello regionale che locale: l’abbiamo visto durante il periodo del confinamento primaverile, dove nonostante il bassissimo livello di traffico veicolare si sono registrati casi di superamento della soglia consentita. Se alcuni inquinanti in questo periodo si erano molto ridotti (come ossidi di azoto e benzene) altri hanno avuto andamenti diversi, come l’ammoniaca, generata soprattutto dall’agricoltura, settore non toccato dal confinamento e le stesse polveri fini, che hanno risentito in negativo del maggior uso del riscaldamento domestico e dell’uso delle biomasse, facendo registare casi di superamento della soglia consentita. L’origine mista delle PM10, derivata da fonti primarie e secondarie, ha risentito infatti negativamente di condizioni di stabilità atmosferica, che generano un ristagno degli inquinanti.

Di questa pochezza delle politiche ambientali sulla qualità dell’aria nel bacino padano se ne è accorta anche la Corte di Giustizia dell’UE che a novembre ha condannato l’Italia poiché i valori limite del Pm10 sono stati superati in maniera "sistematica e continuata" tra il 2008 e il 2017 e non sono stati presi provvedimenti efficaci.

“Piantare alberi come si sta facendo anche a Reggio è certamente utile e importante – conclude Becchi – ma rischia di essere solo una goccia nel mare se non si interviene con politiche sul clima molto più incisive e radicali, utilizzando anche i finanziamenti del Recovery Fund, che rendano il Paese più moderno, sicuro e vivibile, riducendo le emissioni in atmosfera dei settori trasporti, industria, edilizia e agricoltura ed investendo maggiormente sull’efficientamento energetico. Solo in questo modo si potrà avere un bacino padano che possa dare ai suoi cittadini una qualità dell’aria accettabile, senza costringerli a dovere aspettare solo il vento e la pioggia come accaduto in questi ultimi anni”.

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