Legambiente Reggio Emilia e Conad Albinea insieme per la natura

Una nuova collaborazione tra Conad di Albinea e il campo giochi Biologioco di Legambiente

Per il tredicesimo anno consecutivo Legambiente Reggio Emilia ha organizzato il campo estivo Biologioco in località il Capriolo a Reggio Emilia: in una vecchia stalla riadattata i bambini possono provare l'esperienza di vivere a contatto con pecore, galline, conigli, prendersi cura di loro e sperimentarsi in attività e laboratori sui temi ambientali oltre che giocare in un luogo fuori dal contesto urbano, tra alberi e campi.
Quest'anno il Biologioco ha avuto anche un importante supporto dal Conad di Albinea, il quale ha collaborato attivamente per la riuscita di tutte le attività dei bambini del campo ma non solo: a tutti i partecipanti infatti è stato donato un buono sconto del 50% da utilizzare nel punto vendita per l'acquisto di cinque prodotti della nuova linea "Verso Natura" (Bio, Equo, Eco e Veg). Nell'ottica di un consumo sempre più sostenibile e sempre più attento al territorio, Legambiente Reggio Emilia ha scelto di collaborare alla diffusione di questi prodotti a tutte le famiglie che frequentano il Biologioco, così da incentivare l'acquisto di articoli più attenti alla salute delle persone e dell'ambiente.
"La collaborazione che è nata quest'anno tra Legambiente e Conad Albinea è una novità nella realtà dei campi gioco estivi - dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente - abbiamo scelto di promuovere la linea di questi prodotti tra le famiglie che frequentano il nostro campo, convinti che la diffusione dei prodotti coltivati con agricoltura biologica sia il futuro del nostro territorio, formato da medio-piccole aziende agricole che hanno trovato o possono trovare un'importante e remunerativo mercato, sempre più apprezzato fra i consumatori".
Il Biologioco si svolge in via Monterampino, nei pressi dell'Agriturismo La Razza. Ogni settimana sono previste attività con tematiche differenti: il programma completo è scaricabile dal sito internet www.legambientereggioemilia.it, per info e iscrizioni Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. oppure 3289860926.

 

Il Riciclo, mercatino del riuso di Legambiente

In considerazione delle nuove norme chi dovrebbero uscire a breva da parte della regione Emilia romagna riguardanti i mercatini del riuso, il nostro primo mercatino Il Riciclo al parcheggio della Polveriera nel 2020 si terrà domenica 17 maggio (previa autorizzazione da parte dell'amministrazione comunale di Reggio Emilia).

Tutti coloro che intendono partecipare al mercatino "Il Riciclo" di Legambiente Reggio Emilia devono REGISTRARSI preventivamente sul sito http://mercatini.legambientereggioemilia.it compilando i dati richiesti. Seguirà da parte di Legambiente la conferma della avvenuta registrazione. La registrazione - e solo questa- da la possibilità d'iscriversi ai mercatini alla data e ora di volta in volta stabiliti durante l'anno.

Comunicati Stampa

“Probabilmente dovremo rassegnarci ancora a conviverci per molti anni con questo fenomeno – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – se anche nell’anno del lockdown (il 2020 appunto) i livelli delle polveri fini hanno fatto registare 61 sforamenti nella centralina di Viale Timavo a Reggio del limite consentito della concentrazione di 50 microgrammi/metro cubo. Come per gli anni precedenti gli unici fattori che riducono e dedidono i livelli di inquinanti nel bacino padano sono il rimescolamento dell’aria dovuto ai venti e la pulizia della stessa per la pioggia. A seconda di questi due fenomeni si alzano e abbassano i livelli delle polveri".

Se leggiamo i dati degli ultimi 10 anni infatti l’unica correlazione possibile resta quella del meteo, mentre sono del tutto ininfluenti le misure di contenimento proposte dagli enti pubblici sia alivello regionale che locale: l’abbiamo visto durante il periodo del confinamento primaverile, dove nonostante il bassissimo livello di traffico veicolare si sono registrati casi di superamento della soglia consentita. Se alcuni inquinanti in questo periodo si erano molto ridotti (come ossidi di azoto e benzene) altri hanno avuto andamenti diversi, come l’ammoniaca, generata soprattutto dall’agricoltura, settore non toccato dal confinamento e le stesse polveri fini, che hanno risentito in negativo del maggior uso del riscaldamento domestico e dell’uso delle biomasse, facendo registare casi di superamento della soglia consentita. L’origine mista delle PM10, derivata da fonti primarie e secondarie, ha risentito infatti negativamente di condizioni di stabilità atmosferica, che generano un ristagno degli inquinanti.

Di questa pochezza delle politiche ambientali sulla qualità dell’aria nel bacino padano se ne è accorta anche la Corte di Giustizia dell’UE che a novembre ha condannato l’Italia poiché i valori limite del Pm10 sono stati superati in maniera "sistematica e continuata" tra il 2008 e il 2017 e non sono stati presi provvedimenti efficaci.

“Piantare alberi come si sta facendo anche a Reggio è certamente utile e importante – conclude Becchi – ma rischia di essere solo una goccia nel mare se non si interviene con politiche sul clima molto più incisive e radicali, utilizzando anche i finanziamenti del Recovery Fund, che rendano il Paese più moderno, sicuro e vivibile, riducendo le emissioni in atmosfera dei settori trasporti, industria, edilizia e agricoltura ed investendo maggiormente sull’efficientamento energetico. Solo in questo modo si potrà avere un bacino padano che possa dare ai suoi cittadini una qualità dell’aria accettabile, senza costringerli a dovere aspettare solo il vento e la pioggia come accaduto in questi ultimi anni”.

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