Servizio civile

DocumentiData di inserimento

Ordina per : Nome | Data | Click [ Crescente ]
file icon Assamblea soci 2019hot!Tooltip 09/05/2019 Click: 520
file icon SCN2016 bando ERomagnahot!Tooltip 01/06/2016 Click: 2648
file icon SCN16 Legambientehot!Tooltip 01/06/2016 Click: 3303
file icon SCN16 ABSTRACT SIST SELEZIONEhot!Tooltip 01/06/2016 Click: 2330
file icon SCN16 ALLEGATO 2 E 3hot!Tooltip 01/06/2016 Click: 1857
file icon Qualità ambiente reggianohot!Tooltip 19/03/2015 Click: 1356
file icon Sistema di reclutamentohot!Tooltip 19/03/2015 Click: 1634
file icon Allegato II e III da compilarehot!Tooltip 19/03/2015 Click: 2583
file icon Bando SCN Emilia Romagnahot!Tooltip 19/03/2015 Click: 1868
file icon Beni culturali allegato 3hot!Tooltip 15/02/2013 Click: 853
file icon Beni culturali allegato 2hot!Tooltip 15/02/2013 Click: 928
file icon Graduatoria Civile 2011hot!Tooltip 07/11/2011 Click: 1030
file icon Modulo domanda stranieri 2011hot!Tooltip 26/09/2011 Click: 834
file icon Progetto stranieri 2011hot!Tooltip 26/09/2011 Click: 1566
file icon Modulo domanda 2011hot!Tooltip 25/09/2011 Click: 1207
file icon Promemoria 2011hot!Tooltip 25/09/2011 Click: 1321
file icon Progetto 2011hot!Tooltip 25/09/2011 Click: 1279
file icon Moduli per la domanda 2010hot!Tooltip 05/09/2010 Click: 1166
file icon Progetto 2010hot!Tooltip 05/09/2010 Click: 1338
file icon Graduatorie 2009hot!Tooltip 07/08/2009 Click: 1446
file icon Bando 2009hot!Tooltip 27/06/2009 Click: 1267
file icon Progetto 2009hot!Tooltip 27/06/2009 Click: 1489

Comunicati Stampa

“Probabilmente dovremo rassegnarci ancora a conviverci per molti anni con questo fenomeno – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – se anche nell’anno del lockdown (il 2020 appunto) i livelli delle polveri fini hanno fatto registare 61 sforamenti nella centralina di Viale Timavo a Reggio del limite consentito della concentrazione di 50 microgrammi/metro cubo. Come per gli anni precedenti gli unici fattori che riducono e dedidono i livelli di inquinanti nel bacino padano sono il rimescolamento dell’aria dovuto ai venti e la pulizia della stessa per la pioggia. A seconda di questi due fenomeni si alzano e abbassano i livelli delle polveri".

Se leggiamo i dati degli ultimi 10 anni infatti l’unica correlazione possibile resta quella del meteo, mentre sono del tutto ininfluenti le misure di contenimento proposte dagli enti pubblici sia alivello regionale che locale: l’abbiamo visto durante il periodo del confinamento primaverile, dove nonostante il bassissimo livello di traffico veicolare si sono registrati casi di superamento della soglia consentita. Se alcuni inquinanti in questo periodo si erano molto ridotti (come ossidi di azoto e benzene) altri hanno avuto andamenti diversi, come l’ammoniaca, generata soprattutto dall’agricoltura, settore non toccato dal confinamento e le stesse polveri fini, che hanno risentito in negativo del maggior uso del riscaldamento domestico e dell’uso delle biomasse, facendo registare casi di superamento della soglia consentita. L’origine mista delle PM10, derivata da fonti primarie e secondarie, ha risentito infatti negativamente di condizioni di stabilità atmosferica, che generano un ristagno degli inquinanti.

Di questa pochezza delle politiche ambientali sulla qualità dell’aria nel bacino padano se ne è accorta anche la Corte di Giustizia dell’UE che a novembre ha condannato l’Italia poiché i valori limite del Pm10 sono stati superati in maniera "sistematica e continuata" tra il 2008 e il 2017 e non sono stati presi provvedimenti efficaci.

“Piantare alberi come si sta facendo anche a Reggio è certamente utile e importante – conclude Becchi – ma rischia di essere solo una goccia nel mare se non si interviene con politiche sul clima molto più incisive e radicali, utilizzando anche i finanziamenti del Recovery Fund, che rendano il Paese più moderno, sicuro e vivibile, riducendo le emissioni in atmosfera dei settori trasporti, industria, edilizia e agricoltura ed investendo maggiormente sull’efficientamento energetico. Solo in questo modo si potrà avere un bacino padano che possa dare ai suoi cittadini una qualità dell’aria accettabile, senza costringerli a dovere aspettare solo il vento e la pioggia come accaduto in questi ultimi anni”.

L’ufficio stampa: 348.7419763