Fridays for Future

15 Marzo 2019, Sciopero Globale per il Futuro, Parco del Popolo (Giardini Pubblici) ore 10.

Appello in generale a tutti i reggiani e in particolare tutti i soci di legambiente!

Seguendo le orme del movimento transnazionale “Fridays For Future”, anche Reggio Emilia vuole e deve prendere parte alle iniziative che hanno riempito tantissime piazze, in oltre 150 paesi, di cittadini che si oppongono al cambiamento climatico, finora poco considerato o addirittura ignorato dai governi di tutto il mondo.

Dal 21 Febbraio anche nella nostra città in centinaia abbiamo partecipato ai presidi in Piazza Prampolini facendoci sentire e richiamando l’attenzione dell’opinione pubblica, delle forze politiche locali e dell’amministrazione comunale. Dobbiamo andare oltre questo impegno e unirci insieme alle città di tutto il mondo il 15 marzo per creare un evento che faccia breccia nelle politiche governative di ciascun paese, affinché si prendano finalmente in considerazione le questioni ambientali, in particolare quella del cambiamento climatico che sempre più e con effetti devastanti si manifesta davanti agli occhi di tutti.

Gli accordi e gli impegni internazionali fissati dai nostri governi sono insufficienti ad arginare i problemi già esistenti e oltretutto non vengono rispettati ma sottovalutati.
Ciascuno di noi deve assumersi le proprie responsabilità e fare il possibile per cambiare la situazione esistente, perché di questo passo il nostro futuro e quello dei nostri figli e nipoti sarà compromesso.
Coloro che si trovano in posizioni governative inizino tempestivamente ed efficacemente ad adottare misure correttive e di salvaguardia del nostro pianeta; coloro che tutti i giorni vedono ignorate queste istanze e vogliono dare il proprio contributo per cambiare le cose si uniscano a noi e insieme cerchiamo di creare pressioni affinché ciò avvenga al più presto.

 

Il Riciclo, mercatino del riuso di Legambiente

In considerazione delle nuove norme chi dovrebbero uscire a breva da parte della regione Emilia romagna riguardanti i mercatini del riuso, il nostro primo mercatino Il Riciclo al parcheggio della Polveriera nel 2020 si terrà domenica 17 maggio (previa autorizzazione da parte dell'amministrazione comunale di Reggio Emilia).

Tutti coloro che intendono partecipare al mercatino "Il Riciclo" di Legambiente Reggio Emilia devono REGISTRARSI preventivamente sul sito http://mercatini.legambientereggioemilia.it compilando i dati richiesti. Seguirà da parte di Legambiente la conferma della avvenuta registrazione. La registrazione - e solo questa- da la possibilità d'iscriversi ai mercatini alla data e ora di volta in volta stabiliti durante l'anno.

Comunicati Stampa

“Probabilmente dovremo rassegnarci ancora a conviverci per molti anni con questo fenomeno – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – se anche nell’anno del lockdown (il 2020 appunto) i livelli delle polveri fini hanno fatto registare 61 sforamenti nella centralina di Viale Timavo a Reggio del limite consentito della concentrazione di 50 microgrammi/metro cubo. Come per gli anni precedenti gli unici fattori che riducono e dedidono i livelli di inquinanti nel bacino padano sono il rimescolamento dell’aria dovuto ai venti e la pulizia della stessa per la pioggia. A seconda di questi due fenomeni si alzano e abbassano i livelli delle polveri".

Se leggiamo i dati degli ultimi 10 anni infatti l’unica correlazione possibile resta quella del meteo, mentre sono del tutto ininfluenti le misure di contenimento proposte dagli enti pubblici sia alivello regionale che locale: l’abbiamo visto durante il periodo del confinamento primaverile, dove nonostante il bassissimo livello di traffico veicolare si sono registrati casi di superamento della soglia consentita. Se alcuni inquinanti in questo periodo si erano molto ridotti (come ossidi di azoto e benzene) altri hanno avuto andamenti diversi, come l’ammoniaca, generata soprattutto dall’agricoltura, settore non toccato dal confinamento e le stesse polveri fini, che hanno risentito in negativo del maggior uso del riscaldamento domestico e dell’uso delle biomasse, facendo registare casi di superamento della soglia consentita. L’origine mista delle PM10, derivata da fonti primarie e secondarie, ha risentito infatti negativamente di condizioni di stabilità atmosferica, che generano un ristagno degli inquinanti.

Di questa pochezza delle politiche ambientali sulla qualità dell’aria nel bacino padano se ne è accorta anche la Corte di Giustizia dell’UE che a novembre ha condannato l’Italia poiché i valori limite del Pm10 sono stati superati in maniera "sistematica e continuata" tra il 2008 e il 2017 e non sono stati presi provvedimenti efficaci.

“Piantare alberi come si sta facendo anche a Reggio è certamente utile e importante – conclude Becchi – ma rischia di essere solo una goccia nel mare se non si interviene con politiche sul clima molto più incisive e radicali, utilizzando anche i finanziamenti del Recovery Fund, che rendano il Paese più moderno, sicuro e vivibile, riducendo le emissioni in atmosfera dei settori trasporti, industria, edilizia e agricoltura ed investendo maggiormente sull’efficientamento energetico. Solo in questo modo si potrà avere un bacino padano che possa dare ai suoi cittadini una qualità dell’aria accettabile, senza costringerli a dovere aspettare solo il vento e la pioggia come accaduto in questi ultimi anni”.

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