Hai tra 14 e 17 anni? Diventa animatore volontario al nostro campo estivo!

Quest'estate promuoviamo lo sviluppo dei ragazzi nella cittadinanza attiva

Attraverso le attività del campo estivo vogliamo che i giovani vengano coinvolti nelle attività di educazione ambientale attraverso il gioco dei più piccoli. Lo scopo è di sviluppare le capacità che già i ragazzi posseggono, per arrivare ad agire come protagonisti all’interno delle comunità, promuovendo la cultura della cittadinanza attiva.

Faremo un incontro informativo e formativo il 24 maggio alle 18:00 presso nostra sede.

Per avere informazioni chiama la sede di Legambiente Reggio Emilia (0522/431166) e chiedi di Irene, la responsabile della attività educative.

 
5 per mille

Vuoi sostenere le attività di Legambiente Reggio Emilia senza tirare fuori un centesimo?
Destina il 5x1000 alla nostra associazione.

Come fare?

È molto semplice: nella prossima dichiarazione dei redditi indica il codice fiscale della nostra associazione 91071570351 nell'apposito campo "sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, delle associazioni e fondazioni", come indicato qui sotto. Ricordiamo che il 5 per mille non comporta nessuna spesa aggiuntiva per il contribuente.

Invece se vuoi sostenere Legambiente Nazionale utilizza: 80458470582

 

Grazie di cuore!

 

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GEV: IT 02 V 07072 12801 054130150600

LEGAMBIENTE: IT 59 T 07072 12801 054130150400

 
Inagurazione delle bacheche della Parkway dei QUArtieri

Domenica 19 maggio, inaugureranno le bacheche della Parkway dei QUArtieri.
L'inagurazione verra fatta all'interno della tradizionale camminata di San Prospero.
Partenza (9:15) e arrivo presso il Circolo Arci La Fornace.
Cerca nostra bancaarella prima della partenza!

 
Legambiente a Reggionarra 2019

HO PERSO IL FILO...
Legambiente Reggio Emilia, per Reggionarra, vi narrerá 3 racconti aventi come filo conduttore le tele dei ragni. Dopo un breve confronto con il pubblico sulle emozioni suscitate dai ragni, si avrà la possibilità da una parte di vedere alcuni esemplari vivi in teca e di conoscerne le caratteristiche biologiche ed etologiche, contemporaneamente sarà allestito un laboratorio creativo dove ognuno potrà collaborare a costruire una ragnatela gigante e il proprio ragno con materiale di recupero.

Domenica 19 ai Giardini di Porta S. Stefano (P.zza Duca d'aAosta) alle ore 10.30...mi raccomando non perdete anche voi il filo!!!

 
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Il Riciclo, mercatino del riuso di Legambiente

In considerazione delle nuove norme chi dovrebbero uscire a breva da parte della regione Emilia romagna riguardanti i mercatini del riuso, il nostro primo mercatino Il Riciclo al parcheggio della Polveriera nel 2020 si terrà domenica 17 maggio (previa autorizzazione da parte dell'amministrazione comunale di Reggio Emilia).

Tutti coloro che intendono partecipare al mercatino "Il Riciclo" di Legambiente Reggio Emilia devono REGISTRARSI preventivamente sul sito http://mercatini.legambientereggioemilia.it compilando i dati richiesti. Seguirà da parte di Legambiente la conferma della avvenuta registrazione. La registrazione - e solo questa- da la possibilità d'iscriversi ai mercatini alla data e ora di volta in volta stabiliti durante l'anno.

Comunicati Stampa

Da Ispra e dalle Arpa delle regioni padane, arrivano le prime evidenze di come il blocco totale del traffico abbia ridotto sensibilmente le concentrazioni di NO2

Il blocco totale delle attività in Italia sia l’occasione per approfondire cause e (rimedi) alla cronica emergenza aria che ogni anno causa oltre 50.000 morti premature solo in Italia

Il picco di PM10 dei giorni scorsi è stato causato da sabbie provenienti dal Mar Caspio: non è un episodio su cui basare bufale a favore della mobilità privata

Stiamo vivendo settimane che non avremmo mai pensato di poter vedere: un blocco quasi totale degli spostamenti e delle attività produttive in tutta Italia. Una situazione dalla quale ci auspichiamo tutti di uscire al più presto, ma da cui possiamo ricavare insegnamenti e possibilità per approfondire i temi dell’inquinamento. Tema su cui, nelle ultime settimane, si sono sprecate valutazioni in tutte le direzioni e anche diverse esternazioni prive di fondamento.

La possibilità di studiare le dinamiche degli inquinanti dell’aria in condizioni di traffico praticamente assente avrà sicuramente dei risvolti positivi sul dibattito infinito legato all’emergenza aria che leggiamo ogni inverno sui nostri giornali. Una condizione che il mondo scientifico sta utilizzando per ribadire, nel caso in cui ancora qualcuno avesse dei dubbi, che l’aria irrespirabile delle nostre città è frutto del nostro stile di vita: in primo luogo la nostra eccessiva mobilità privata, basata su spostamenti di singole persone in grandi automobili mosse da carburanti fossili.

L’ISPRA ha pubblicato la scorsa settimana uno studio che dimostra come, in un solo mese, le concentrazioni di NO2 in pianura padana si siano ridotte tra il 40 ed il 50%. Un risultato non da poco in una situazione – quella italiana e padana- in cui sono decine di migliaia ogni anno le morti premature da traffico, come segnalato anche dalle agenzie europee.

Per quanto riguarda le polveri (le note PM10 e PM 2,5) per avere risultati confermati il periodo di analisi dovrà essere più lungo. Infatti l’incidenza delle caratteristiche atmosferiche padane è sempre un elemento centrale. Nel breve termine lo abbiamo visto nelle giornate con livelli bassi di polveri ad inizio marzo, influenzate da un meteo favorevole, ma anche con l’impennata recente determinata da un afflusso proveniente dall’area del Mar Caspio, come spiegato da ARPAE.

Ciò non toglie che già nei primi 30 giorni di blocco del traffico abbiamo potuto misurare riduzioni delle concentrazioni di PM10 nelle stazioni di monitoraggio “urbana traffico” (ovvero quelle più impattate dal traffico veicolare)  come ha evidenziato uno studio preliminare di Arpa Toscana. Dallo studio sembra emergere un effetto più rilevante proprio nelle stazioni che monitorano l’inquinamento nelle zone urbane più trafficate.

In un quadro come questo girano purtroppo troppe “bufale”, sia in rete che sulla stampa. I “negazionisti” dell’inquinamento dell’aria causato dal traffico veicolare hanno cercato di sfruttare queste variazioni di masse d’aria per dimostrare empiricamente che i blocchi del traffico siano inutili. Un approccio ben poco scientifico e non supportato da riscontri delle strutture che monitorano e studiano l’inquinamento dell’aria.

Ma affrontare il nostro modello di mobilità solo sulla base delle emissioni locali sarebbe una sottovalutazione del problema. Gli spostamenti con mezzi a combustibili fossili – dalle auto, ai camion, fino agli aerei – sono uno dei principali imputati del cambiamento climatico. Infatti, secondo le valutazioni dell’ISPRA, a causa delle restrizioni alla mobilità dovute al COVID-19, quest’anno si attende una consistente riduzione delle emissioni di gas serra su tutto il territorio nazionale. Nel primo trimestre del 2020 le emissioni sarebbero inferiori del 5-7% rispetto a quelle dello stesso trimestre del 2019.

Il cambiamento climatico in questi ultimi giorni si sta manifestando in modo altrettanto incontrovertibile: un inverno assente che ha anticipato la stagione agricola, seguito da importanti gelate che stanno causando dei danni alle produzioni. A questo poi si sta profilando all’orizzonte la possibilità di crisi idrica in Romagna, per le precipitazioni quasi assenti degli ultimi mesi.

Su questo versante marzo sta registrando uno stop quasi totale delle vendite di auto. Il dopo crisi potrebbe dovrebbe essere il momento per interventi economici mirati nel modo giusto: incentivando un forte salto verso l’elettrico.

Sfruttiamo questa sfortunata, ma irripetibile, situazione forzata– conclude Legambiente Reggio Emilia – per studiare problemi e soluzioni definitive all’inquinamento dell’aria, ed in generale verso un ripensamento dei nostri stili di vita quotidiani che fino a ieri credevamo immutabili.